Realtà e pluralità alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia. I dettagli del programma

Il programma della 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: tantissimo cinema italiano. Gli internazionali? Americani e non, pochi ma buoni. Diversi gli eventi speciali e una sezione interamente dedicata alla realtà virtuale.

Venezia, Lido
Venezia, Lido

La 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, al Lido di Venezia dal 30 agosto al 9 settembre, guarda ai “film di genere”. In un anno in cui i grandi festival hanno ospitato e presentato film meno “pop” del solito, la Mostra del Cinema di Venezia, diretta da Alberto Barbera e Paolo Baratta, segue la scia, ma al tempo stesso si discosta dai “titoli da festival”. Si va dal cinema d’autore nel senso stretto, al cinema commerciale. Una grande scommessa che coinvolge tantissimi titoli italiani, diversissimi tra di loro e sparsi in tutte le sezioni del festival, e moltissimi “spunti” dal Medio Oriente. È e sarà un festival che guarda alle novità, alla pluralità, alla versatilità e alla realtà contemporanea della settima arte. Novità assoluta della 74esima edizione è il nuovo concorso dedicato alla realtà virtuale: “non sarà il futuro del cinema, sarà un’altra cosa”, commenta Alberto Barbera. La sezione Virtual Reality ospita 31 opere selezionate, di cui 22 in Concorso.

Il visual della 74. Mostra del Cinema di Venezia
Il visual della 74. Mostra del Cinema di Venezia

IL VISUAL DI VENEZIA 74

Il visual della Mostra cambia forma rispetto agli ultimi anni. Esce direttamente da un capolavoro del cinema e diventa una sagoma nera in procinto di danzare su uno sfondo blu denso che ricorda il vestito di Emma Stone in La La Land. “È un fotomontaggio di “Cantando sotto la pioggia” elaborato graficamente. È un film riassuntivo della storia del cinema. Un film sul cinema, sulla sua storia, sulle sue potenzialità creative e di divertimento. Un film mitico che io considero tra i grandi capolavori del cinema. In qualche modo evocare la pioggia è un modo scaramantico per “proteggerci” da tutto quello che potrebbe capitare durante quei dodici giorni”, scherza e afferma il direttore Barbera.

LA DIREZIONE DEI FILM

Il programma presentato della 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è un grande insieme di qualità e talento. Non esiste una linea guida tra i tutti film o una vera direzione. Tantissime sono le storie, molte sono tristi, violente e altre sono documentazioni della realtà e non solo finzione. Un comune denominatore è l’immigrazione. Non è nello specifico il tema della edizione, ma raggruppa attorno a sé diversi racconti. Di certo il genere documentario è quello che più di tutti continua a scalciare e a trovare una degna collocazione all’interno di manifestazioni così importanti. Basta pensare che nel Fuori Concorso su 20 titoli, 8 sono doc. E dopo le polemiche venute a galla durante il 70esimo Festival di Cannes, Netflix “colpisce” ancora. I titoli che porta al Lido di Venezia: Suburra – La serie, di cui saranno presentati i primi due episodi; Our Souls At Night di Ritesh Batra, dal libro postumo di Kent Haruf, con Jane Fonda e Robert Redford, cui verrà consegnato il Leone d’Oro alla carriera; la miniserie Wormwood di Errol Morris con Peter Sarsgaard e Molly Parker.

Paolo Villggio
Paolo Villggio

GLI ITALIANI

“La nouvelle vogue del cinema italiano”. Almeno sulla carta sembra essere veramente così. Quattro i titoli italiani in Concorso nella Selezione Ufficiale: Ammore e malavita dei Manetti Bros., tra commedia e tragedia, tra musical e tradizione neomelodica; Hannah di Andrea Pallaoro con una sola interprete, indiscussa “fanciulla” del cinema Charlotte Rampling; Una famiglia di Sebastiano Riso e con Micaela Ramazzotti, una storia che ha molto a che fare con le radici; The Leisure Seeker di Paolo Virzì, il debutto internazionale del regista di La pazza gioia, con interprete il premio Oscar Helen Mirren. Nella sezione Orizzonti invece ci sono Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli anche film d’apertura; Brutti e cattivi di Cosimo Gomez, con Claudio Santamaria, Marco D’Amore, Sara Serraiocco; Gatta Cenerentola di Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Alessandro Rak e Dario Sansone (animazione), film d’animazione partenopeo che si inserisce tra le grandi attese. Impossibile citarli proprio tutti, ma in Venezia Classici sbucano Evviva Giuseppe di Stefano Consiglio, documentario su Giuseppe Bertolucci; La lucida follia di Marco Ferreri di Selma Jean Dell’Olio, interprete e giornalista di cinema legata da un profondo rapporto lavorativo e di amicizia con il regista italiano “più trascurato” di sempre, purtroppo; La voce di Fantozzi, direttore Mario Sesti, l’ultima apparizione di Paolo Villaggio in un documentario a lui dedicato.

LE SEGNALAZIONI

Poi ci sono tutti quei titoli che solo a leggerli fanno venire voglia di vederli. Sono quei film che hanno un qualche motivo di attrazione particolare che proviene dal cast, o dalla storia, o dalla speranza che ci fossero in programma. Sono: Human Flow il documentario sulla crisi migratoria dell’artista cinese Ai Weiwei; Mother! di Darren Aronofsky, il thriller con Jennifer Lawrence e Javier Bardem in sala da metà novembre; The Shape of Water di Guillermo del Toro, una storia è ambientata nel 1963 e incentrata su una impiegata muta di un laboratorio che si innamora di un uomo anfibio tenuto prigioniero; The Third Murder di Hirokazu Koreeda, un grande ritorno di un grande maestro; La nuit où j’ai nagé di Damien Manivel, film scelto all’ultimo minuto, si tratta di sole immagini senza alcuna parola che descrivono le 24 ore della vita di un bambino di 6 anni; Victoria & Abdul di Stephen Frears con Judi Dech, Ali Fazal, Eddie Izzard, e non serve aggiungere altro; Loving Pablo con Javier Bardem e Penelope Cruz che saranno entrambi al Lido; Il colore nascosto delle cose, il mondo dei non vedenti di Soldini che vede nuovamente insieme, e a Venezia, Adriano Giannini e Valeria Golino dopo Per amor vostro; Piazza vittorio del genio estroso di Abel Ferrara; The Devil and Father Amorth di William Friedkin, un film tra realtà e finzione che indaga il più grande esorcista di tutti i tempi.

Margherita Bordino

http://www.labiennale.org/it/cinema/

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.