Alle origini delle serie televisive. La Piovra

“Twin Peaks” è certamente la madre di tutte le serie tv, ma chi sono le antesignane del genere? La prima è britannica e la seconda è tutta italiana. Stiamo parlando de “La Piovra”, creata all’inizio degli Anni Ottanta e destinata ad anticipare molte, e spinose, vicende nostrane.

La Piovra
La Piovra

Abbiamo scritto che Twin Peaks è la mamma di tutte le serie televisive. Non abbiamo parlato però delle antesignane. La prima è The Prisoner, del 1967, una miniserie britannica creata da Patrick McGoohan e George Markstein. La seconda è italiana, è nata nel 1984 ed è di fatto terminata nel 2001. Ricorderete La Piovra, la mitica saga tutta nostrana (sì perché, quando vogliamo, sappiamo anche essere all’avanguardia) che vede come protagonista il Commissario Cattani, ovvero Michele Placido. La prima stagione, al fulmicotone, vede la regia di un grande del cinema e del genere poliziottesco, Damiano Damiani, e ne porta la firma in toto.
Stupiscono, a una visione odierna, il realismo e la crudezza delle vicende che si susseguono e che, se pensiamo a ciò che è accaduto dopo nel Paese, assumono anche una sinistra aura di chiaroveggenza.

IN ANTICIPO SUL FUTURO

Michele Placido ne La Piovra
Michele Placido ne La Piovra

Non possiamo fare a meno di pensare, infatti, ai giudici Falcone e Borsellino, i quali morirono nel 1992 in due diversi attentati. Tornano, inoltre, in chiave differente, romanzata naturalmente, episodi della storia d’Italia oggi dati per scontati, ma allora trattati con grandissimo coraggio, come la nascita e la pubblicazione della lista di un’oscura associazione di notabili (nel 1981 era appena stata scoperta l’esistenza della loggia P2), e così via. Ma soprattutto, nonostante il brutale avvicendarsi dei fatti, l’atmosfera ansiogena, i personaggi grotteschi eppure così credibili e tutti gli errori umani del protagonista, l’Italia degli Anni Ottanta parteggiava tutta per Corrado Cattani, che altri non era se non lo Stato. L’Italia degli Anni Ottanta inorridiva di fronte alle proposte immorali dei rappresentanti dei poteri ambigui. Pur essendo così realisti e così credibili, questi individui non colpivano la fantasia della gente, la respingevano. Ne La Piovra il bene viene spesso sconfitto, si piega, ma non si spezza. Umiliato, ferito, provato. Eppure i cattivi, nei nostri cuori, non vincono mai.

Santa Nastro

http://www.raiplay.it/programmi/lapiovra/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #33

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.