Ecco come sono finite le confessioni al telefono di Maurizio Cattelan
Per lanciare la riproduzione in edizione limitata della Nona Ora, la sua famosa opera col Papa schiacciato da un meteorite, l'artista ha aperto per tre settimane un numero telefonico a cui confessare i propri peccati. Secondo Nicolas Ballario, però, "non è una provocazione"
Chiamare un artista per confessare i propri peccati. È l’ultimo progetto del celebre e controverso artista Maurizio Cattelan (Padova, 1960), che con Hotline ha dato vita a un confessionale anticonvenzionale sotto forma di servizio di assistenza telefonica: chiamando un numero gratuito internazionale o lasciando un vocale whatsapp (dal 2 al 22 aprile) chiunque poteva liberare la propria anima di un peso, facendosi poi ascoltare dallo stesso artista. Ora, tre settimane dopo, Cattelan risponde direttamente e invita i partecipanti al progetto (quelli selezionati) a un evento streaming il 23 aprile.
Durante la diretta, Cattelan si è simbolicamente trasformato in un sacerdote assolvendo i partecipanti: per alcuni una nuova provocazione, una di molte per l’artista, per altri uno strumento di indagine su temi come la morale e il potere.

L’anniversario di Giovanni Paolo II e l’evoluzione dell’opera “La Nona Ora”
Il progetto performativo è caduto in concomitanza con il lancio delle riproduzioni in edizione limitata dell’iconica opera La Nona Ora (1999), quella che ritraeva Giovanni Paolo II su un red carpet mentre veniva colpito da un meteorite. Venduta nel 2001 da Christie’s a New York per 886mila dollari, l’opera aveva fatto scalpore al tempo della sua prima presentazione, suscitando reazioni di sdegno e divertimento, ma aprendo anche a una riflessione sulla natura umana. Le statuine, vendute in collaborazione con la piattaforma per la riproduzione e vendita di multipli d’artista Avant Arte, sono proposte ora in una una serie limitata (non senza ironia) di 666 miniature. Lunghe trenta centimetri, le sculture in resina dipinta a mano sono in vendita a 2.310 euro ciascuna tramite un sistema a estrazione: e qui entra in gioco Hotline. Al termine della performance, alcuni partecipanti eletti hanno ottenuto l’opera in regalo, gli altri l’accesso anticipato per l’acquisto.

Il ritorno della “Nona Ora” secondo Nicolas Ballario
“All’epoca quel Papa colpito era un po’ l’immagine di un martirio contemporaneo, era il potere che cade, anche il corpo esposto: come un Papa umano e divino insieme, quasi un Cristo senza la croce“, spiega il giornalista e presentatore NicolasBallario, che insieme a Cattelan ha lanciato il progetto. Il ritorno della famosa installazione, continua, “è diverso rispetto all’opera del ’99: secondo me queste piccole statuette di bronzo devono essere per forza tante, devono moltiplicarsi: sono un po’ come crocifissi contemporanei, quindi devono stare nelle case di tutti ed essere oggetti che circolano e che diventano un po’ rituali. Anche io me la metterò sul tavolino di casa mia, visto che non ho il crocifisso“.

Provocazione o riflessione? Maurizio Cattelan e la fede
Nonostante il tono scherzoso delle comunicazioni (e della locandina), e l’apertura della hotline in concomitanza con la Pasqua e il ventunesimo anniversario della morte di Wojtyła, secondo Ballario “non è una provocazione: quell’opera è un dispositivo per dirci che il senso di colpa, la caduta, la vulnerabilità, non sono più immagini da guardare, ma esperienze da vivere, e infatti bisogna confessarsi al telefono per poterla avere: non basta più comprare l’arte, te la devi guadagnare anche esibendo i peccati, le cose più intime”. Cosa che, dice, “fa diventare l’intimità una cosa collettiva: non si tratta più di fede, ma di esposizione in un mondo che recita continuamente: forse il gesto più radicale di tutti è mostrarsi fragili davvero come quel Papa“.
Giulia Giaume
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