Domenico Fontana, architetto da riscoprire. La mostra a Mendrisio

Getta nuova luce su una figura poco nota la mostra alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate. A finire sotto i riflettori è Domenico Fontana, architetto che conquistò il successo a Roma nel Cinquecento

A un primo approccio, la mostra dedicata al ticinese Domenico Fontana, intitolata Le invenzioni di tante opere, potrebbe apparire un’operazione per i soli addetti ai lavori. Così non è: si tratta, piuttosto, della presentazione di una serie di importanti scoperte relative al rapporto tra Roma e il Canton Ticino, a cavallo tra la seconda parte del Cinquecento e i primi anni del Seicento. La mostra è ospitata dalla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate (Mendrisio).
La rassegna riesce a fare luce sull’importante legame tra Fontana e l’arte figurativa, spostando l’attenzione dal solo ambito architettonico. La sua fama in ambito storico-artistico è perlopiù legata all’innalzamento dell’obelisco in Piazza San Pietro. Nel 1590 il ticinese, che sembrava preoccuparsi del mestiere dei futuri storici dell’arte, compila e pubblica un resoconto di tale operazione, Della Transportatione dell’obelisco Vaticano e delle fabriche di Sisto V.

Bastiano Torrigiani, Busto di Sisto V, 1585-90 ca., bronzo parzialmente dorato. Concattedrale della SS. Annunziata di Treia. Photo Roberto dell’Orso, 2022

Bastiano Torrigiani, Busto di Sisto V, 1585-90 ca., bronzo parzialmente dorato. Concattedrale della SS. Annunziata di Treia. Photo Roberto dell’Orso, 2022

LA STORIA DI DOMENICO FONTANA

Curata da Nicola Navone, Letizia Tedeschi, Patrizia Tosini e accompagnata da un catalogo edito da Officine librarie, la mostra offre una nuova prospettiva sulla personalità dell’artista nato a Melide, in Svizzera, nel 1543.
Anni fa Paolo Portoghesi scriveva, come riportato nel suo saggio da Tedeschi, che poco si sapeva della vita di Fontana. Il catalogo colma molte lacune. Come altri suoi conterranei, fra i quali Francesco Borromini, di oltre cinquant’anni più giovane, l’architetto, in età giovanile, si reca a Roma, dove interviene in parecchi cantieri. A circa quarant’anni costruisce la Cappella Sistina nella Chiesa di Santa Maria Maggiore per il cardinale Peretti, che sarebbe di lì a poco diventato papa con il nome di Sisto V. Fontana trova in lui il suo principale committente, che lo incarica dei lavori del complesso del Laterano, del Palazzo Apostolico e della Biblioteca Apostolica Vaticana. La sua vita non presenta, tuttavia, solo successi, e alla morte del suo protettore viene accusato di operazioni truffaldine. È così costretto a trasferirsi a Napoli, dove muore nel 1607.

Domenico Fontana (dis.), Johannes Eillarts (inc.), Disegno d’una delle facciate del Real Palazzo che si fa nella città di Napoli, 1606, incisione. Madrid, Biblioteca Nacional de España

Domenico Fontana (dis.), Johannes Eillarts (inc.), Disegno d’una delle facciate del Real Palazzo che si fa nella città di Napoli, 1606, incisione. Madrid, Biblioteca Nacional de España

LA MOSTRA SU FONTANA A RANCATE

La mostra presenta parecchi preziosi materiali che aiutano il visitatore a scoprire il rapporto tra Fontana gli artisti e gli artigiani, che lavoravano nei suoi cantieri.
La mostra è divisa in tre sezioni: la prima, dedicata a Domenico Fontana: i luoghi, i committenti, l’impresa, è arricchita da un interessante apparato multimediale; la seconda indaga il funzionamento e la particolarità dei cantieri dell’architetto svizzero ed è intitolata Il cantiere fontaniano: dal progetto all’esecuzione; la terza, Saperi tecnici, illustra il trasporto e l’innalzamento dell’obelisco Vaticano e degli altri obelischi di Roma, nonché il complesso trasferimento della Cappella del Presepe di epoca medievale all’interno della Cappella Sistina in Santa Maria Maggiore. Un’impresa di grande portata in cui si coglie l’evidente volontà di porre in dialogo i diversi momenti architettonici, senza distruggere o cancellare la presenza e la memoria di ciò che era stato.

Angela Madesani

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Angela Madesani

Angela Madesani

Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte”…

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