A Milano le macchine di Aki Sasamoto aspettano e il pubblico finisce in trappola. La recensione 

In Pirelli HangarBicocca la prima personale istituzionale europea dell’artista giapponese. Molle, esche, lavatrici e ghiaccio restano segni in sospeso finché un motore, o un corpo, consegna loro un significato. Fino al 17 gennaio 2027

Entrando nello Shed di Pirelli HangarBicocca si trattiene il respiro prima di intuirne il motivo. Molle d’acciaio sospese nel vuoto, esche da pesca fuori scala che inglobano utensili da cucina, ami, barre di bronzo. Tutto è fermo. È una quiete che contiene tensione, come la corda di un arco un attimo prima che parta la freccia. John Cage scriveva che uno spazio vuoto o un tempo vuoto non esistono, c’è sempre qualcosa da vedere e qualcosa da sentire. Ciò che sta per accadere sembra già occupare l’aria e si avverte nello stomaco.

XYZ, a cura di Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona e in collaborazione con Kunsthalle Wien, è la prima personale di Aki Sasamoto (Kanagawa, 1980) in un’istituzione europea. Inizialmente vocata alla matematica, ha poi studiato danza alla Wesleyan e scultura alla Columbia. Nella sua formazione si scorge l’eredità di Cage, Tudor e Lucier. Il titolo cita le coordinate cartesiane, gli assi su cui si fissa la posizione di un corpo nello spazio tridimensionale. Da vent’anni il lavoro di Sasamoto orbita intorno alla stessa domanda, dove siamo e quanto davvero dipende da noi il punto in cui ci troviamo.

Aki Sasamoto “XYZ”, Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, Foto Agostino Osio
Aki Sasamoto “XYZ”, Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, Foto Agostino Osio

“Sounding Lines” e gli attuatori di significato di Aki Sasamoto a Milano

Saussure voleva significante e significato inseparabili come due facce di un unico foglio. Sounding Lines (2024) inserisce il tempo fra quelle facce. Quando tutto tace, l’opera è puro significante. Molle, esche e utensili si offrono per intero allo sguardo. Sembrano una parola letta in una lingua che non conosciamo: trattengono tutto ciò che vorrebbero dire. Poi scatta un timer. Si sente un colpo, e un’onda percorre l’acciaio da un capo all’altro, arriva in fondo e torna indietro. Motore e timer diventano attuatori di significato. Il senso arriva come evento fisico, ha un’andata e un ritorno, un inizio e una fine, e quando la molla smette di tremare il segno ammutolisce. Nelle intenzioni dell’artista in quell’oscillazione convivono il movimento delle onde e il ritmo instabile dei rapporti umani. Lo spettatore guarda e impara l’attesa, provando la stessa tensione fra le scapole che sente chi tiene una lenza quando dall’altra parte qualcosa si muove. Il titolo già lo sapeva. Una sounding line è lo scandaglio che si cala per misurare il fondale, ma sounding indica anche ciò che risuona. Nell’acciaio l’onda acquista una voce e il significato arriva prima all’orecchio che allo sguardo. Poco più in là, in Centrifugal March (2012) fa del tempo che passa una cosa da ascoltare. Armadi e letti sono collegati a microfoni a contatto costruiti a mano, pronti ad amplificare il suono del ghiaccio che si scioglie.

“Catch or be caught”, “Delicate Cycle” e le trappole di Sasamoto al Pirelli HangarBicocca

Nei suoi studi l’antropologo Alfred Gell ci presenta la trappola come un ritratto della preda. Chi la costruisce deve conoscere le abitudini dell’animale e i sentieri che percorre, perfino l’ora in cui va a bere. La trappola finisce così per conservarne il calco. In Catch or be caught (2025) strutture fatte di acciaio, molle a torsione e cavi si aprono e si chiudono a turno. I due meccanismi, a metà fra una nassa e un fiore, si posano su un tappeto di moquette, ed è lei il materiale più eloquente, richiama il pavimento di casa o dell’ufficio, di una sala d’attesa. Questa volta però la preda di cui le macchine conservano il calco siamo noi, con i nostri percorsi fissi e le nostre abitudini radicate. Delicate Cycle (2016) lo ripete con lavatrici e asciugatrici industriali, una grande sfera di lenzuola e un carrello del bucato. Ci pone di fronte al gesto settimanale che crediamo di scegliere e che invece ci ha scelti da tempo.

“La visibilità è una trappola”, scriveva Foucault. Anche lo sguardo degli altri è un meccanismo che può chiudersi su di noi, e il titolo della mostra ne offre la versione più accessibile. XYZ è anche l’acronimo di eXamine Your Zipper, controlla la zip, frase che ci mette di fronte a quella sensazione di calore improvviso alla nuca che arriva quando ci si scopre visti e trovati in difetto. Da quel giorno la cerniera la controlliamo da soli, prima di uscire di casa, anche quando nessuno guarda, perché lo sguardo degli altri è diventato un nostro gesto.

La performance di Sasamoto nella sua prima personale istituzionale europea a Milano

Durante la performance la trappola scatta su chi guarda, ma lo fa con delicatezza. Sasamoto si muove fra le installazioni e il pubblico la segue. Le persone cambiano passo, disegnano la stessa traiettoria. Si avvicinano o si allontanano, quasi inconsciamente, come un banco di pesci che si muove dentro la corrente. Spalla contro spalla con sconosciuti, si prova un sollievo che ha radici primitive. L’artista fa sul pubblico ciò che il motore fa sull’acciaio.

Aki Sasamoto performance di Strange Attractors, 2010 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Ninagawa Maerkle Family Collection Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, Foto Agostino Osio
Aki Sasamoto performance di Strange Attractors, 2010 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026
Ninagawa Maerkle Family Collection Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, Foto Agostino Osio

Quando Sasamoto si ferma, un applauso rompe la sospensione e dà il via al saluto finale. Il banco mantiene la forma ancora un istante, poi si allenta, e ognuno riprende da solo la propria direzione. Ciascuno torna alle proprie coordinate, fermo e un po’ teso, un significante in attesa.

Riccardo Fattore

Milano // Fino al 17 gennaio 2027
XYZ. Aki Sasamoto
Pirelli HangarBicocca, Via Chiese 2
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