Estati torride: i musei trasformano in giardini ombreggiati i loro spazi esterni. Dopo il MAXXI di Roma, le OGR di Torino
Al via il progetto di rigenerazione firmato lamatilde per una nuova biosfera nel cuore della città . Senza dimenticare la funzione culturale: arrivano opere d'arte temporanee e permanenti con la Fondazione Arte CRT
Le Officine Grandi Riparazioni di Torino si preparano a un nuovo intervento trasformativo: a dieci anni dalla grande riqualificazione del 2017, che ha restituito alla città i 35.000 mq delle vecchie officine ferroviarie in ottica di hub di cultura e innovazione, nel 2027 saranno aperte alla cittadinanza le Corti in una nuova veste. I due grandi spazi aperti del complesso diventeranno una biosfera urbana, con funzioni conviviali, di ristoro dal caldo ma anche, con la guida della della Fondazione CRT, culturali.

Che aspetto avranno le Corti di OGR
Il nuovo spazio è sviluppato dallo studio di architettura torinese lamatilde, fondato nel 2007 e specializzato in interior design. Ispirato dalla geometria originaria dei binari e ai carrelli per il trasporto dei materiali, gli ambienti della Corte Est e della Corte Ovest esibiranno dei volumi di altezza e dimensione variabile in cui si alterneranno vegetazione, specchi d’acqua e sedute pubbliche.
Un nuovo spazio verde e culturale
Il progetto è pensato per la sostenibilità di un ambiente esterno nelle sempre più torride estati italiane. Le Corti si fanno ecosistema volto al contrasto del calore che, con l’aggravarsi della crisi climatica, rende sempre più complicato vivere gli spazi urbani. Le piante, gli arbusti e i fiori si uniranno a zone d’ombra e d’acqua per creare un microclima confortevole durante i mesi più caldi, che sia accogliente anche per uccelli e insetti impollinatori.
Un nuovo ripensamento urbanistico
L’intervento – che unisce allo scopo sociale e sostenibile un interesse di apertura urbanistica, creando un ideale corridoio tra Corso Castelfidardo e Via Borsellino – è diverso per le due corti. La funzionalità di riposo sarà propria della Corte Est, quella affacciata su Castelfidardo, con un’infrastruttura che integra illuminazione LED, nebulizzazione per il raffrescamento e sistemi di diffusione per installazioni artistiche e musicali. La Corte Ovest, invece, avrà una dimensione più produttiva, conviviale e didattica. I moduli ospiteranno orti e sistemi agroforestali, con nuovi spazi per attività educative e laboratori rivolti ai giovani, così come tavoli per studenti, lavoratori e visitatori e un’area dedicata all’intrattenimento.
L’arte alle Corti di OGR
Grazie a una collaborazione con la Fondazione Arte CRT, ci sarà anche spazio per l’arte, con l’esposizione di opere temporanee e permanenti: la prima sarà presentata per l’inaugurazione nella primavera 2027, e una seconda sarà rivelata nell’autunno successivo, in occasione della Torino Art Week 2027. “Attraverso un programma di acquisizioni e produzioni che coinvolgerà artisti di rilievo internazionale, la Fondazione intende contribuire a rafforzare il ruolo delle OGR quale piattaforma culturale aperta alla città e alla contemporaneità“, ha detto la presidente della Fondazione Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. “Crediamo che le nuove Corti potranno diventare un vero e proprio museo a cielo aperto, nel quale arte, architettura e spazio pubblico dialogano, offrendo nuove occasioni di incontro, conoscenza e avvicinamento all’arte contemporanea e contribuendo al percorso di crescita culturale di Torino“.
Il cantiere delle Corti a Torino
L’avvio del cantiere è previsto per l’inizio di novembre 2026, con conclusione nella primavera 2027. Un nuovo tassello, quindi, per le OGR Torino, da sempre “pensate come un organismo architettonico capace di continuare a ripensarsi e rigenerarsi”, ha detto la presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi. “Il cuore di questa nuova trasformazione è il verde: una presenza capace di ridisegnare le Corti, favorire la biodiversità, contribuire alla mitigazione climatica e rendere questi spazi più accoglienti e vivibili. È questo il senso della nuova biosfera urbana che vogliamo restituire alla città: un nuovo polmone verde nel cuore di Torino“.
Giulia Giaume
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