Roma ritrova il Parco di Centocelle. E la pista del primo aeroporto d’Italia diventa un playground colorato per il quartiere

La storia del Parco di Centocelle, cerniera verde di 120 ettari tra quartieri molto popolosi della periferia est di Roma, è ricca di belle sorprese e vicende travagliate, prima di arrivare all’attesissima riqualificazione inaugurata lo scorso 22 settembre. Il progetto dello studio AKA e i prossimi lavori

Guardando oggi al Parco di Centocelle, “nuovo” spazio verde urbano con playground e piazza alberata inaugurato lo scorso 22 settembre, è innanzitutto d’obbligo riflettere su cos’era e cosa è diventato.

La storia del Parco di Centocelle. Dalle ville romane al primo aeroporto d’Italia

Al momento accessibile solo da Via Casilina (nei pressi della stazione Centocelle del treno Laziali – Giardinetti), il parco archeologico si estende su una superficie di 120 ettari nel quadrante est di Roma, in gran parte nel Municipio V – a sud del quartiere da cui prende il nome – ma sconfinando anche nel VII.
La storia dell’area è antica: per la presenza di tre ville romane (la villa cosiddetta ad duas lauros, la Villa della Piscina e la Villa delle Terme), dal 1992 è sottoposta a vincolo archeologico. Motivo per cui, nel ’95, l’amministrazione capitolina decise di destinarla alla creazione di un nuovo parco urbano.

Ma anche la storia novecentesca dell’area è ricca di sorprese. Qui, tra il 15 e il 26 aprile del 1909 Wilbur Wright – che con suo fratello Orville fu pioniere dell’aviazione – sperimentò, con una serie di voli dimostrativi, il celebre velivolo a motore prototipo Flyer. Il terreno, allora di proprietà dei conti Macchi di Cellere, era stato preso in affitto dal Club aviatori e dalla Brigata specialisti, primo nucleo della futura Regia Scuola di Aeronautica italiana. Erano i primi passi del primo aeroporto d’Italia (nel 1920, da Centocelle decollarono il pilota Arturo Ferrarin e il motorista Gino Capannini, insieme ad altri 11 velivoli, per l’impresa Roma-Tokyo, concertata da Gabriele D’Annunzio), intitolato all’aviatore Francesco Baracca, che nel 1926 fu aperto anche all’uso civile, e che durante la seconda guerra mondiale avrebbe subito numerosi bombardamenti. Alla fine degli anni Cinquanta, l’aeroporto fu dismesso e l’area fu destinata, con il Piano Regolatore del 1965, a una serie di costruzioni a uso non abitativo nell’ambito del programma urbanistico denominato Sistema Direzionale Orientale (S.D.O.).

Nel nuovo Parco di Centocelle a Roma
Nel nuovo Parco di Centocelle a Roma

Come si arriva al masterplan per la riqualificazione del Parco di Centocelle. Una storia travagliata

La storia più recente, dopo l’apposizione del vincolo di tutela e la decisione di creare un parco urbano, parla di un susseguirsi di progetti mai finalizzati, tra intoppi burocratici, proteste – con il costituirsi di comitati di lotta per la bonifica e la valorizzazione dell’area – degrado e occupazioni abusive.
E ora è l’amministrazione Gualtieri a concretizzare il primo tassello di una riqualificazione molto attesa dal quartiere, che interessa proprio la porzione di parco dove insiste la storica pista dell’ex aeroporto, ripensata come playground colorato (il più grande d’Europa, sostiene il Sindaco), e un’area prima occupata da un grande parcheggio a cielo aperto, diventata una grande piazza verde.
La realizzazione degli interventi è compresa in un finanziamento su fondi capitolini di oltre 2,6 milioni di euro, e si deve al progetto dello studio romano di architetti e paesaggisti AKA Project (fondato nel 2000 da Federica Caccavale, Alessandro Casadei, Paolo Pineschi; già al lavoro per la risistemazione paesaggistica di un tratto di Via Appia Antica), che ha interessato 52 dei 120 ettari complessivi del parco, con la messa a dimora di 600 alberi nella prima fase (aceri, pioppi, platani, frassini, gelsi, querce, alberi di Giuda, roverelle, ligustri, canfore, eucalipti e lecci; altri 200 saranno piantati per la densificazione successiva), la realizzazione di un percorso salute e di una passeggiata con accesso da via Casilina, l’apertura di tre nuovi ingressi (altri due saranno inaugurati nella primavera 2027, quando sarà completata la riqualificazione della porzione di parco che affaccia sul quadrante Don Bosco, dopo gli espropri finalizzati nel 2025, con accesso da via Papiria e Viale Palmiro Togliatti).

La nuova piazza verde e il playground sulla pista dell’ex aeroporto

E, per l’appunto, l’invenzione di un playground che valorizza la pista dell’ex aeroporto, non distante dalla nuova piazza (servita dal nuovo parcheggio adiacente, realizzato in un’area dismessa), pensata come uno spazio multifunzionale, per accogliere nel prossimo futuro spettacoli, eventi, attività didattiche all’aperto, studio/lettura, mercatini temporanei, cinema all’aperto. Estesa per 4.500 metri quadri, la piazza verde vanta una pavimentazione antiscivolo con giochi d’acqua per il raffrescamento estivo alimentati da un impianto di raccolta e ricircolo per evitare sprechi. Sono state, inoltre, posizionate nuove panchine e create zone verdi con vegetazione tappezzante, fiori e arbusti.

Il playground si sovrappone alla pista per tutta la sua lunghezza, oltre 350 metri, e larghezza, 23 metri. Per la ripavimentazione sono stati utilizzati materiali drenanti, e i colori ora scandiscono una sequenza di aree attrezzate per diverse attività: due aree fitness dove sono stati installati attrezzi per il workout; un’area con 4 tavoli da ping pong; due aree per il pilates e una per lo yoga; due campi per il pickleball, un campo di pallavolo, un campo da basket e due campi da street basket. Nelle vicinanze del playground, uno spazio utilizzato per il gioco del cricket da comunità straniere residenti nel quartiere è stato riqualificato come parte integrante del sistema sportivo del parco.

Complici le belle giornate di sole di fine settembre, il quartiere ha risposto con entusiasmo a una restituzione dello spazio pubblico che attendeva da troppo tempo. Perché fosse possibile, spiega oggi l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi, “abbiamo messo in campo azioni per il ripristino della legalità, restituendo al parco terreni attraverso gli espropri e gli acquisti e interventi ambientali come le riforestazioni e il depaving delle aree occupate dagli autodemolitori. Questo parco, oltre a essere un luogo strategico per i grandi eventi come si è dimostrato col Giubileo e un luogo di pregio archeologico da tutelare, è soprattutto uno spazio fondamentale per assicurare il diritto al verde di prossimità e migliorare la qualità della vita in un quadrante molto trafficato e costruito della città”.

Livia Montagnoli

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