Riapre l’Antica Biblioteca della Trinità dei Monti a Roma. Una mostra con 40 artisti per inaugurarla

Dal 19 settembre gli spazi del convento dell'ordine dei Minimi tornano visitabili dopo un lungo intervento di restauro con 'Hypothèse de lecture', la mostra curata da Gaia Bobò e Teresa Ranchino che mette in dialogo artisti italiani e francesi con la memoria, le stratificazioni e le perdite di un luogo segnato dalla storia


A Roma un luogo rimasto a lungo sospeso tra memoria e assenza torna a essere attraversabile. Si tratta dell’Antica Biblioteca di Trinità dei Monti, spazio del convento dell’ordine dei Minimi che si trova sopra l’altare della chiesa e, oggi, nuovamente accessibile al pubblico dopo un importante intervento di restauro. Dal 18 settembre la biblioteca inaugura una nuova stagione culturale con Hypothèse de lecture, la mostra curata da Gaia Bobò e Teresa Ranchino, che riunisce artisti italiani e francesi, con particolare attenzione alle scene emergenti di Roma e Parigi. Un progetto che segna anche il nuovo indirizzo culturale voluto dalla direttrice Marie-Pierre Dabadie, affidando alla contemporaneità il compito di interrogare e riattivare le tracce storiche del complesso.

L’Antica Biblioteca di Trinità dei Monti: la storia e il restauro

Fino alla fine del Settecento l’Antica Biblioteca custodiva circa 9mila volumi; la dispersione del patrimonio librario nel 1798 e i danni provocati dalle vicende rivoluzionarie hanno lasciato uno spazio privato della sua funzione originaria, e di cui sopravvive un monumentale soffitto ligneo. Il restauro, avviato nel 2003 in collaborazione con i laboratori dei Musei Vaticani, ha permesso di recuperare la leggibilità dell’apparato decorativo e di restituire alla sala la sua forza storica. A occupare lo spazio è una sorta di biblioteca fantasma, o meglio: un’architettura temporanea progettata dall’architetto belga Olivier Goethals. Una struttura che evoca scaffali, percorsi e dispositivi della lettura senza restituire concretamente i libri perduti. Il vuoto diventa così un dispositivo curatoriale, dove le opere sono chiamate a prendere il posto di una collezione irrecuperabile, costruendo nuove possibilità di lettura attraverso immagini, parole, frammenti e materia.

Hypothèse de lecture, installation views. Biblioteca Trinità dei Monti, Credits Daniele Molajoli
Hypothèse de lecture, installation views. Biblioteca Trinità dei Monti, Credits Daniele Molajoli

Parola alla curatrice Gaia Bobò

“Il progetto Hypothèse de Lecture, ‘ipotesi di lettura’, nasce da un omaggio alla storia dello spazio ospitante che, fino alla fine del Settecento, ospitava la biblioteca dell’Ordine dei Minimi. La biblioteca fu infatti distrutta dalle truppe napoleoniche, e i suoi volumi andarono dispersi. Il punto di partenza della mostra è proprio la suggestione di questa vicenda storica, assunta come momento simbolico per proporre una rilettura del luogo e “ricostruire” le tracce di un racconto interrotto. Il progetto nasce da un invito della direttrice Marie-Pierre Dabadie, che ha voluto aprire questo spazio al contemporaneo, nel tentativo di stabilire punti di contatto tra il linguaggio dell’arte e la storia della Biblioteca”, spiega ad Artribune Gaia Bobò, curatrice insieme a Teresa Ranchino di Hypothesis de Lecture. “Ogni opera dei quaranta artisti invitati propone una “ipotesi” sul contesto ospitante, mettendosi in relazione con la storia e la parabola di questo luogo. Sono molte, infatti, le direzioni che questa vicenda apre da un punto di vista concettuale: in particolare, l’interesse si concentra sui processi di dispersione del sapere e sulle modalità di confrontarsi con questi in modo immaginifico. Si apre così un confronto con una storia e una memoria che, ad oggi, appaiono illeggibili. Il rapporto con la memoria si esprime anche attraverso l’indagine sulla sua frammentazione, in cui le opere punteggiano gli spazi vuoti di un discorso lacunoso. Un altro elemento centrale è il rapporto con la stratificazione, anche archeologica, della città di Roma”.

Hypothèse de lecture, installation views. Biblioteca Trinità dei Monti, Credits Daniele Molajoli
Hypothèse de lecture, installation views. Biblioteca Trinità dei Monti, Credits Daniele Molajoli

Hypothése de lecture: gli artisti in mostra a Roma

A rileggere la storia dell’Antica Biblioteca di Trinità dei Monti saranno: Alberte Agerskov, Edoardo Aruta, Charlie Aubry, Alix Boillot, Dario Carratta, Valeria Carrieri, Giulio Catelli, Henri Chetaille, Taisiia Cherkasova, Ginevra Collini, Max Coulon, Giulia Crivellaro, Anna de Castro Barbosa, Federica Di Pietrantonio, Marco Emmanuele, Marco Eusepi, Elisa Florimond, Clédia Fourniau, Pierre Gaignard, Luca Grechi, Carla Gueye, Ruoxi Jin, Charlie Jouan, Amalia Laurent, Giuseppe Lo Cascio, Guglielmo Maggini, Matisse Mesnil, Paul F. Millet, Diego Miguel Mirabella, Pietro Moretti, Alexandre Nitzsche Cysne, Lulù Nuti, Flavio Orlando, Francesca Pionati, Andrea Polichetti, Valentine Prissette, Alexander Raczka, Luca Resta, Théophile Stern e il duo Vaste Programme.

Hypothèse de lecture, installation views. Biblioteca Trinità dei Monti, Credits Daniele Molajoli
Hypothèse de lecture, installation views. Biblioteca Trinità dei Monti, Credits Daniele Molajoli

Non una mostra tematica, ma un’intersezione tra le ricerche

“Non si tratta, quindi, propriamente di una mostra tematica, ma di un’esposizione che propone intersezioni tra le ricerche dei diversi artisti e la vicenda di questo luogo, che ci è sembrato fondamentale evocare in occasione della sua riapertura alla città”, continua la curatrice.“Ci sembrava inoltre particolarmente interessante che il progetto coincidesse con il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, consentendoci quindi di proporre un focus sulle scene artistiche emergenti delle due città”.

Valentina Muzi

Hypothése de lecture
Antica Biblioteca della Trinità dei Monti – Piazza della Trinità dei Monti, 3, Roma
Opening 18 settembre
Dal 19 settembre al 7 novembre 2026

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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

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