Cinque botteghe veneziane si raccontano per salvare un mestiere: i documentari

Dal battiloro alla merlettaia, fino all’impiraressa, sono diversi e unici gli artigiani che tra le calli della laguna svolgono ancora le loro attività, tramandando mestieri purtroppo in via di estinzione. I cortometraggi di Maker Tales li raccontano, affinché non si perdano

Passeggiando per Venezia, si ha sempre più l’impressione che il turismo abbia alterato la sua essenza – come quella di molte altre città d’arte italiane – affibbiandole un’immagine artefatta e consumistica che poco ha a che fare con la sua tradizione e identità.

Capita allora di tentare di perdersi per le calli alla ricerca di quel genius loci, capace ancora di regalare atmosfere uniche e sensazioni che restituiscono la tipicità del posto, quella ormai rara consapevolezza del “solo e soltanto lì”.

Maker Tales: gli artigiani di Venezia si raccontano

L’artigianato è tra queste peculiarità tanto ricercate, eppure tra quelle più in pericolo di perdersi nel dimenticatoio. Per questo sono nate realtà come Maker Mile, associazione no-profit fondata e diretta da Ilaria Marcatelli, volta a valorizzare le attività artigiane veneziane in maniera trasversale.

Tra le iniziative avviate in tal senso c’è la realizzazione di Maker Tales, una serie di documentari che mostrano il lavoro di sapienti maestri di mestieri antichi. Sabato 26 settembre, in occasione della quarta edizione di Homo Faber, saranno presentati cinque documentari Maker Tales dedicati ad altrettanti artigiani – Daniela Levera, ceramista, Marino Menegazzo, battiloro, Fernando Masone, artista cartaio, Marisa Convento, impiraressa, Riccardo Guaraldi, liutaio – con la regia di Chiara Becattini, per dare continuità ad un progetto che restituisce voce a chi porta avanti saperi preziosi, con tenacia e passione.

Impiraressa: colei che infila le perle di vetro

Tra i contenuti proposti da Maker Tales c’è ad esempio la storia di Marisa Convento, tra le ultime impiraresse della laguna. La sua attività consiste nell’infilare le perline di vetro di Murano per creare decorazioni, gioielli, merletti, oggetti tridimensionali.

Mentre “impira”, Marisa racconta come le sue colleghe di un tempo praticassero il mestiere fuori dalle case, lungo le calli, costituendo una comunità coesa, con tanto di canzoni tradizionali a loro dedicate. “Praticare un mestiere tradizionale significa anche mantenere la qualità di vita di un luogo”, afferma l’artigiana, e come darle torto?

La presenza di queste microsocietà che popolano il territorio, garantisce che questo sia presidiato, valorizzato, connotato. Non a caso molte antiche vie prendono il nome dalle botteghe che lì si trovavano.

Le merlettaie di Burano

Anche Sandra Mavaracchio racconta del lavoro delle merlettaie come lei, sulla pubblica via di Burano. Il ricamo di queste donne animava le calli dell’isola, come uno di quei merletti da loro realizzati al tombolo. Oggi invece sono rimaste solo lei e una collega a conoscere questo mestiere, dal disegno all’orditura.

Sandra ricorda che c’erano diverse scuole di merletto che formavano le nuove generazioni di artigiane, mentre ora si impartiscono lezioni solo per hobby e non per garantire un impiego. Questo rischia di far scomparire i segreti del punto in aria, del punto a rade o dello sbarì, tipici dei merletti di Burano, ma anche di impedire che lavori antichi vengano riparati e rammendati da chi sa come intervenire su un fatto a mano.

Gli altri artigiani di Venezia

Tra le storie raccontate da Maker Tales non poteva mancare quella del maestro vetraio Stefano Morasso, ma ci sono anche le testimonianze dei fabbri Zanon, del forcolaio Piero Dri e di molti altri.

Ad accomunarli, oltre all’amore e alla dedizione per il loro lavoro, è quell’alone magico che li avvolge, tra suoni tipici, odori e movimenti manuali divenuti ormai una sorta di gesti rituali. A chi li guarda appaiono come sacerdoti contemporanei, detentori di saperi arcaici, esseri rari e quasi mitologici che rappresentano un patrimonio prezioso da preservare e promuovere. E da scovare come tesori tra le calli veneziane, fuori dai circuiti turistici mainstream.

Roberta Pisa

Maker Tales – Gli Artigiani di Sestiere (Seconda edizione)
The Home of The Human Safety Net – Piazza San Marco 105, Venezia
Sabato 26 settembre 2026, ore 15.30 – 19.30
Ingresso libero fino a esaurimento posti

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Roberta Pisa

Roberta Pisa

Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.

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