Tappezzeria e design: come cambia l’ufficio secondo Della Chiara tra tecnologia e fatto a mano
A lungo snobbato, l’artigianato è tornato alla ribalta come gesto progettuale pienamente inserito nella contemporaneità. Lo vediamo anche nel design di arredi per i luoghi di lavoro, con un’azienda che nasce e vive intorno al suo laboratorio di tappezzeria
A cavallo tra Marche e Emilia-Romagna, dove le colline cominciano a stemperarsi nella pianura, il borgo di Tavullia viene associato con più facilità al mondo dei motori e del motociclismo professionistico che al design. Eppure, questo territorio, e più in generale la provincia di Pesaro e Urbino, è il cuore di un ecosistema di eccellenza manifatturiera in cui l’innovazione va di pari passo con la valorizzazione della manualità e delle tecniche artigianali. Questo avviene anche in settori come quello dell’arredo per l’ufficio, una volta considerato un luogo rigoroso e asettico nel quale i progettisti dovevano preoccuparsi essenzialmente della funzione e oggi diventato, invece, una palestra dove sperimentare con i colori, le forme e con texture calde e materiche che non sfigurerebbero in un ambiente domestico.

La tappezzeria artigianale di Della Chiara
Della Chiara, una delle realtà più interessanti in questo segmento, nota sia come rivenditore di brand internazionali di primo piano (da Unifor a Herman Miller, passando per Framery, USM e tanti altri) che come produttore in proprio e sviluppatore di soluzioni integrate, nasce nel 1960 intorno al suo laboratorio. Qui, agli inizi, il fondatore Igino Della Chiara assembla sedie per conto terzi, non di rado coinvolgendo l’intero vicinato nelle operazioni, mentre un decennio più tardi vede la luce una tappezzeria artigianale che ancora oggi rappresenta il cuore pulsante dell’azienda. La manualità degli addetti si traduce in lavorazioni sartoriali di alto livello capaci di dare forma a sedute, divani, poltrone, rivestimenti e complementi personalizzati, e la tattilità e l’aspetto del “fatto a mano” con tecniche tradizionali si affiancano all’uso di materiali all’avanguardia e di processi produttivi evoluti realizzando quel connubio tra artigianato e tecnologia di cui ultimamente si parla moltissimo nel mondo del progetto.
Maestria Artigiana + Innovazione
L’ultima edizione del SaloneSatellite, per esempio, ad aprile, ha messo l’accento proprio su questo chiedendo ai designer under 35 e ai giovani studi intenzionati a esporre i loro lavori in fiera di ragionare sul tema “Maestria Artigiana + Innovazione” con esiti che spaziavano dalla lampada stampata in 3D con una miscela a base di conchiglie recuperate dai ristoranti alla ceramica fabbricata digitalmente.

La lezione di Adriano Olivetti
Nel 2023, l’azienda marchigiana ha completato la ristrutturazione della sua sede trasformando lo showroom in un percorso espositivo originale in cui, in linea con un’altra macrotendenza che vede il progressivo abbattimento delle barriere – ideali e architettoniche – tra luoghi di lavoro e luoghi di vita, le soluzioni contract convivono con le proposte per la casa. Qui troviamo anche gli uffici, progettati con una particolare attenzione per il benessere delle persone, un hub dedicato ai giovani progettisti dove vengono organizzate lezioni e workshop e un forum pensato per ospitare eventi culturali. Uno dei primi incontri, organizzato al Forum Della Chiara in collaborazione con la Fondazione Olivetti, aveva come tema il pensiero sociale di Adriano Olivetti con l’uomo al centro dell’impresa e l’impresa al centro della comunità. I suoi insegnamenti, a partire dall’immaginare il lavoro come “un mezzo migliore di vita e comunanza” per tutti e l’architettura come forma che qualifica una società rappresentandone quasi un correlato spaziale, risultano ancora attuali pur affondando le loro radici nell’Italia del dopoguerra e continuano a ispirare la nuova generazione di Della Chiara.
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