Argilla, canto e pubblico: così è iniziato il FOG Performing Arts Festival di Milano

La durational performance “Mud Works” dell’artista lituana Lina Lapelyté ha inaugurato l’edizione autunnale di FOG – Performing Arts Festival, in programma alla Triennale di Milano fino al 15 novembre. Il programma

Dopo una prima parte conclusa ad aprile, la nona edizione di FOG – Performing Arts Festival, la rassegna di teatro, danza e performance curata per la Triennale di Milano da Umberto Angelini, prosegue in autunno, con una programmazione che, inaugurata il 19 settembre, prosegue fino al 15 novembre, accostando ad artisti internazionali di vaglia, compagnie e autori e autrici del nostro Paese, esplorando così i molteplici linguaggi della contemporaneità che, come sappiamo, tendono ad annullare le consuete categorie dello spettacolo. A testimonianza di ciò, FOG ha debuttato con Mud Works, una durational performance – dalle 15 alle 20 – della lituana Lina Lapelyté, artista e compositrice, nota al pubblico italiano per un’altra opera-performance di lunga durata, Sun & Sea, presentata alla Biennale d’Arte di Venezia nel 2019 e con la quale si aggiudicò anche il Leone d’Oro.

Lina Lapelytė, 2022. Photo Rasa Juškevičiūtė, courtesy of the artist
Lina Lapelytė, 2022. Photo Rasa Juškevičiūtė, courtesy of the artist

Lina Lapelyté inaugura il FOG Performing Arts Festival in Triennale

Un “durational clay musical”, una performance partecipata con musica, canto e condivisione diffusa nei giardini della Triennale di Milano: Mud Works, ideato dall’artista lituana Lina Lapelyté (1984), è un’azione artistico-musicale capace di rinverdire e risemantizzare la natura rituale delle arti performative. Varie postazioni – tavoli da lavoro, sedute – sparse nel giardino e un piccolo palco con vari microfoni al centro; sedie e coperte per il pubblico che può passeggiare, sedersi sul prato, chiacchierare ovvero decidere di “fare”. Attorno ai tavoli, infatti, adulti e bambini, guidati da uno o più performer – fra i quali anche studenti della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e gli attori-cantanti del collettivo ALOT – lavorano insieme per ricavare da sottili lastre di argilla dei quadrati con i quali assemblare dei piccoli cubi, che poi verranno cotti e portati a Vilnius – per questo aspetto della performance, rilevante è stata la collaborazione della Fondazione Officine Saffi. Nella capitale lituana, poi, i cubi si aggiungeranno a quelli realizzati in un’analoga performance che, il 9 ottobre prossimo, aprirà la personale – intitolata Gatherings –che il CAC (Contemporary Art Centre) dedica a Lapelyté, ripercorrendone la già significativa carriera. I cubi di argilla “italiani” e “lituani” saranno poi i “mattoncini” di un’installazione della stessa artista.

Lina Lapelyté, Mud Works
La performance Mud Works di Lina Lapelyté

Come si è svolta la durational performance Mud Works” in Triennale

L’atmosfera serena e disimpegnata di un caldo sabato pomeriggio trascorso in un parco che, pur immerso nella città, ne riesce ad attutire il frastuono e la frenesia – a poche centinaia di metri code infinite per conquistare un gadget agli stand della Milano Beauty Week… Amici, famiglie con bambini, operatori e giornalisti: il clima disteso contagia un po’ tutti e, occhiali da sole e look informale, si passeggia tra i tavoli a cui lavorano con autentica dedizione e spirito di collaborazione spettatori/partecipanti e performer; ci si ferma a scambiare due chiacchiere; si ascoltano in silenzio i canti che Lina Lapelyté ha composto e affidato alle voci del collettivo ALOT, fondato a Milano nel 2022 da neo-diplomati della Scuola di Teatro Grock e protagonista di un’inedita ricerca sui canti polifonici di tradizione orale. La musica accompagna costantemente la performance, mentre su alcuni tavoli iniziano a accumularsi, disposti in file regolari, i cubi di argilla, simili ma non uguali, regolari ma non perfetti, ciascuno incarnazione dell’irripetibile personalità di chi l’ha creato.

Il tempo della quotidianità, intanto, si tramuta nel tempo placido e quasi immobile del rito, traslandoci in una dimensione distinta e nondimeno costantemente ancorata alla realtà e mostrandoci così come sia ancora possibile un’altra quotidianità, un’ordinarietà costruita su priorità e attitudini differenti.

Al FOG Performings Art Festival, A.I.M by Kyle Abraham - Cassette Vol.1 2 © ChristopherDuggan
Al FOG Performings Art Festival, A.I.M by Kyle Abraham – Cassette Vol.1 2 © Christopher Duggan

Il programma di FOG – Performing Arts Festival

Lo sguardo sul mondo è il titolo di FOG 2026, a esplicitare una precisa volontà di allargare le prospettive, dialogare e scambiare, punti di vista e immaginari. Da qui un ricco cartellone che non solo ospita artisti di svariate provenienze ma altresì linguaggi performativi eterogenei. La danza contemporanea con Dewey Dell, Boris Charmatz – autore e interprete di un assolo di assoluta potenza, Muette -, Kyle Abraham, la sud-coreana Yanghee Lee, il duo formato da Gaetano Palermo e Michele Petrosino con la performance installativa Stanza, Chiara Bersani con l’installazione coreografica The Lovely Gears, realizzata con gli studenti e le studentesse dell’Accademia di Architettura dell’Università di Mendrisio. La musica, poi, è in scena con la compositrice e musicista Caroline Shaw ma anche con l’artista sonora e performer Agnese Banti; mentre il teatro vede la prima assoluta di UN/SENT, il nuovo lavoro del regista iraniano Amir Reza Koohestani – artista associato di Triennale Milano, come anche Chiara Bersani -; ma anche la performance multimediale Jaha Koo del sud-coreano Haribo Kimchi e il debutto di Pour la Fin du Temps di Maria Alterno e Richard Pareschi, alias madalena reversa. A completare il programma, infine, la proiezione del montaggio video di uno spettacolo storico di Romeo Castellucci/Socìetas Raffaello Sanzio, Amleto. La veemente esteriorità della morte di un mollusco; ma anche il laboratorio – gratuito – Crip Experience, Crip Futures con l’artista statunitense Brandon LaBelle.

Laura Bevione

Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Laura Bevione

Laura Bevione

Laura Bevione è dottore di ricerca in Storia dello Spettacolo. Insegnante di Lettere e giornalista pubblicista, è da molti anni critico teatrale. Ha progettato e condotto incontri di formazione teatrale rivolti al pubblico. Ha curato il volume “Una storia. Dal…

Scopri di più