Sei acquerelli dipinti a memoria raccontano l’isola di Salina nella mostra di Marina Perez Simão
Fino al 15 ottobre la mostra “Amore a prima vista” racconta l’incontro fra l’artista brasiliana e l’isola attraverso acquerelli, disegno e pittura astratta a Palazzo Marchetti, a Malfa
Per Marina Perez Simão (Brasile, 1980) l’isola di Salina è stato un incontro immediato, quasi fisico, che l’artista ha portato con sé anche dopo aver lasciato l’isola. E si intitola proprio Amore a prima vista la mostra dell’artista brasiliana, a cura di Mirta d’Argenzio a Palazzo Marchetti a Malfa, dove il paesaggio eoliano diventa un territorio sentimentale fatto di forme, onde e colore.
La mostra nasce all’interno del Salina International Arts Fest / Incontri 2026, promosso da Didime 90, l’associazione fondata nel 1990 da Clara Rametta, figura centrale nella storia culturale di Salina ed ex sindaca di Malfa, scomparsa nel 2024. Il progetto si lega anche alla famiglia Caruso, storica famiglia del mitico Hotel Signum, e alla memoria della stessa Rametta, alla cui visione e attività culturale l’iniziativa è idealmente connessa. Una delle opere di Marina Perez Simão è inoltre esposta proprio al Signum, creando un ulteriore passaggio fra la mostra, la storia dell’isola e i luoghi che ne hanno costruito l’identità culturale.
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La mostra “Amore a prima vista” di Marina Perez Simão
Il titolo prende spunto dalla poesia di Wisława Szymborska e mette subito in gioco il rapporto fra certezza e incertezza, fra ciò che riconosciamo d’istinto e ciò che comprendiamo soltanto in un secondo momento. Così, Salina non viene restituita attraverso una rappresentazione fedele del suo paesaggio, ma attraverso ciò che ne rimane nella memoria. Anche la scelta di Palazzo Marchetti non è quindi soltanto quella di uno spazio espositivo: l’intervento di Perez Simão è pensato in relazione diretta con questo luogo. La mostra è infatti profondamente site specific, costruita a partire dalle caratteristiche architettoniche e spaziali del palazzo, che entrano nel processo stesso dell’opera e diventano parte della percezione del visitatore.

Cosa rimane dopo un viaggio nella pittura di Marina Perez Simão
Al centro della mostra, al pubblico fino al 15 ottobre 2026, ci sono sei acquerelli realizzati dall’artista a Parigi dopo il soggiorno sull’isola. Il mare, la luce, la vegetazione e la natura vulcanica di Salina riaffiorano così lontano dal luogo d’origine, filtrati dal ricordo e dall’immaginazione. Il disegno è il punto di partenza di questo processo. Per l’artista, infatti, è uno strumento attraverso cui osservare e costruire la forma. Linee e segni diventano il luogo in cui la percezione esterna incontra quella interiore, in un dialogo che guarda anche alla lezione di Wassily Kandinsky e alla sua riflessione sulle possibilità autonome di forma e colore.
Marina Perez Simão oltre la tela
Ma a Palazzo Marchetti la ricerca stessa esce dalla superficie della tela e coinvolge direttamente lo spazio. Le pareti diventano parte dell’opera attraverso un intervento che richiama il movimento delle onde, creando una continuità fra pittura e architettura. Dal bianco e nero alla dimensione cromatica, la pittura di Perez Simão costruisce forme che sembrano galleggiare, espandersi e attraversare lo spazio. Le onde diventano quasi organismi, mentre il paesaggio si allontana dalla figurazione per avvicinarsi a qualcosa di più indefinito: come quando un luogo continua a esistere dentro di noi anche dopo che lo abbiamo lasciato. È proprio questa relazione con il luogo a rendere il progetto site specific: non un’opera semplicemente collocata a Palazzo Marchetti, ma un intervento che nasce dal dialogo con l’architettura e con la memoria di Salina.
“Amore a prima vista”
fino al 15 ottobre 2026
Palazzo Marchetti
Malfa – Strada provinciale 184
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