A Bologna Germania e Italia dialogano con un evento dove la convivialità è protagonista
Nello spazio KAPPA NOUN a Bologna si è creato un collegamento tra le due culture grazie alle suggestioni sviluppate nel corso di un anno tra uno studente dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna e l’artista Wolfgang Luh
Il momento di inizio di questa collaborazione nasce più di un anno fa, quando, in Erasmus a Kassel, Filippo Janez Bertoni – studente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna – incontra l’artista Wolfgang Luh (Büdingen, 1955). Attratto dalla sua pratica caratterizzata da una forte impronta concettuale, partecipativa e multidisciplinare, lo studente e artista bolognese stringe un forte e prolungato legame con l’artista tedesco, tanto da creare un documentario di diciassette minuti intitolato The Mystery of the Luh. Da qui nasce l’idea di costruire un ponte tra la realtà tedesca e quella bolognese capace di arricchire e nutrire un dialogo tra culture diverse tramite l’arte.

Il mondo misterioso di Wolfgang Luh visto da Filippo Janez Bertoni
Come si può osservare nel documentario The Mystery of the Luh, visibile durante l’happening presso lo spazio espositivo KAPPA NOUN a fine maggio, la pratica di Wolfgang Luh è estremamente stratificata e complessa. Le sue installazioni riflettono spesso sulla transizione verso altre dimensioni, la mortalità e gli oggetti quotidiani che sopravvivono ai loro proprietari. Molte sue opere affrontano il trauma della distruzione sperimentando molto con i materiali e utilizzando ampiamente la resina sintetica per inglobare, unire e preservare frammenti di oggetti e reperti.
Il Museum Luh a Kassel
Negli anni, continuando a creare e produrre opere nel suo appartamento-atelier nella Landaustraße di Kassel, questo spazio si è trasformato nel Museum Luh, che ospita installazioni permanenti nate da una continua stratificazione interna e concettuale. Impressionante è, per esempio, l’installazione Vollversammlung (traducibile in Assemblea Plenaria). Si tratta di una gigantesca “parete” formata da oltre 2600 teste di marionette e burattini raccolte da Luh in tutto il mondo. Una delle sue più importanti creazioni è EKHA (o Prima Sera dei Gentlemen di Kassel), un progetto artistico, sociale e culturale continuativo che l’artista cura da più di quarant’anni. Nato come un circolo culturale che si riunisce ogni lunedì sera nell’atelier dell’appartamento di Wolfgang Luh a Kassel, questo appuntamento fisso si è poi trasformato in qualcosa di molto più grande di una semplice riunione tra amici. Quello che è venuto a crearsi è un vero e proprio processo collettivo e interculturale. Durante questi incontri, l’artista e i suoi ospiti discutono di arte, politica e società, spesso cenando insieme con piatti preparati per l’occasione da cuochi e amici. Per la prima volta dalla sua creazione il progetto è uscito dalle porte del Museum Luh approdando nella città universitaria e diventando per l’occasione EBHA (Prima Sera dei Gentlemen di Bologna).
Il connubio tra la tradizione tedesca e la pratica di Filippo Janez Bertoni
Con questa occasione si è svolta EBHA, la Prima Sera dei Gentlemen di Bologna, dove gentlemen non indica il genere, ma l’atteggiamento aperto e accogliente che si deve adottare per creare una situazione di arricchimento culturale collettivo. A orchestrare la situazione creata è stato Filippo Janez Bertoni che organizzando l’incontro ha chiamato studenti, professori, galleristi, curatori e artisti che, in un’atmosfera di convivialità e apertura mentale, si sono confrontati con gli invitati tedeschi scesi per l’occasione a Bologna insieme a Wolfgang Luh stesso (godendo del contributo dei due sponsor IMPULSE für Kassel Foundation e Dietrich H. Boesken Foundation). Questo approccio di unione di sguardi e di confluenza di idee è stato per l’artista bolognese un modo per ampliare la sua ricerca già da tempo sviluppata con Vera Sonora, una piattaforma partecipativa e interpretativa riproposta più volte composta da un gruppo aperto di artisti, musicisti e poeti che incontrandosi e operando insieme in uno spazio creano un ambiente nel quale le pratiche dei partecipanti vengono continuamente interpretate e riproposte.
La vicinanza tra i mondi di Luh e Bertoni
Questa unione di sguardi e di idee è anche alla base di EBHA che, come Vera Sonora, produce una sintesi di spunti provenienti da persone in questo caso appartenenti a culture diverse, creando un’atmosfera intima e distesa capace di restituire visioni diverse sulla realtà e di riunire grazie alla convivialità della tavola e del cibo un gruppo di persone che difficilmente si sarebbero incontrate altrimenti. Il processo generativo e di arricchimento creato da EBHA è inoltre qualcosa pensato per essere riproposto dato che questo evento sancisce non solo il rafforzarsi di una collaborazione tra due artisti che creano comunità e convivialità, ma anche e soprattutto l’inizio di una tradizione che da Kassel si espande e continuerà nella città di Bologna, luogo nel quale per via dell’accesa vita universitaria confluiscono persone, culture e sguardi molto diversificati capaci di arricchire e nutrire chiunque si ponga in modo aperto e accogliente verso ciò che non si conosce.
Il contatto tra Bologna e Kassel
A godere del beneficio del contatto tra la realtà tedesca e quella bolognese è stata, oltre che il gruppo di persone coinvolte all’interno di EBHA, anche e soprattutto l’Accademia delle Belle Arti di Bologna che ha ricevuto in dono numerosi volumi provenienti dall’archivio del Museum Luh. I lavori e i libri d’artista prodotti da Wolfgang Luh sono inclusi nelle collezioni di prestigiose istituzioni internazionali, tra cui Centre Pompidou, MoMA – Museum of Modern Art, Staatliche Kunstsammlungen, Rijksmuseum e oggi fanno parte anche del repertorio di volumi custodito all’interno della biblioteca dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna. Questo legame, nato da un fascino sincero, autentico e reciproco tra i due artisti ha creato così uno scambio culturale e generazionale che, grazie alla professoressa Ilaria Pezone, è riuscito a essere esposto anche a Sirene wAVe Movie, il festival e concorso internazionale itinerante dedicato ai cortometraggi indipendenti, sperimentali e d’autore all’interno del quale è stato esposto proprio il cortometraggio The Mystery of the Luh aprendo il lavoro di Bertoni ad un pubblico più vasto così da far conoscere il mondo criptico, misterioso e affascinante di Wolfgang Luh che nel filmato viene interpretato ed esposto in tutta la sua complicata poesia.
Samuel Tonelli
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