A Pesaro aprono al pubblico le antiche cantine della leggendaria Villa Imperiale: la storia e il programma

Il nuovo percorso espositivo ospitato negli ambienti sotterranei della villa riporta alla luce le antiche cantine restituendo leggibilità a quel rapporto fra architettura e paesaggio che ne ha determinato l’identità

A lungo rimaste fuori dal percorso di visita, le antiche cantine vinicole di Villa Imperiale a Pesaro tornano accessibili al pubblico. Così, il recupero degli spazi sotterranei attraverso l’intervento di riqualificazione diventa l’occasione per rileggere la villa a partire dal territorio di cui è stata, per secoli, il centro. Questo complesso nasce nel Quattrocento con il nucleo della Villa Sforzesca e si sviluppa nel secolo successivo con la Villa Roveresca, progettata da Girolamo Genga per Francesco Maria I della Rovere ed Eleonora Gonzaga. Nella concezione rinascimentale la villa e il paesaggio formano un unico organismo: il bosco, le terrazze, i percorsi e le architetture concorrono alla costruzione di un sistema nel quale la natura è parte stessa del progetto.

A Pesaro aprono al pubblico le antiche cantine della leggendaria Villa Imperiale: la storia e il programma
Villa Imperiale. Foto Federico Villa

Villa Imperiale a Pesaro tra boschi e corsi d’acqua

Questa relazione si è trasformata nel corso dei secoli. Il bosco, originariamente elemento scenografico, è stato progressivamente sfruttato come risorsa fino al quasi totale abbattimento degli alberi nella seconda metà dell’Ottocento, per poi essere nuovamente ripiantato tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. Anche l’acqua ha avuto un ruolo centrale: la villa funzionava come un’infrastruttura idraulica, capace di raccogliere, conservare e distribuire le acque piovane provenienti dal bosco e dalle terrazze. Un sistema, tra l’altro, che ancora oggi contribuisce all’irrigazione dei giardini monumentali.

A Pesaro aprono al pubblico le antiche cantine della leggendaria Villa Imperiale: la storia e il programma
Villa Imperiale. Foto Federico Villa

Il progetto di riqualificazione e apertura al pubblico di Villa Imperiale

Curato da Alessandra Castelbarco Albani e progettato da PLUS ULTRA studio, l’intervento trasforma gli ambienti sotterranei in un percorso permanente (dal 27 agosto 2026) dedicato, oltre alla Villa, anche al paesaggio che l’ha alimentata e trasformata. Il racconto è organizzato attraverso cinque sistemi: il bosco, l’acqua, le architetture, le attività produttive di Casa Albani e il paesaggio agricolo. Attorno a Casa Albani si sviluppava infatti un articolato sistema produttivo composto da vigne, oliveti, seminativi, mulini, cantine, miniere di zolfo, cartiere e manifatture ceramiche. E le antiche cantine rappresentavano uno dei nodi di questo sistema, in cui la produzione agricola, e in particolare quella vinicola, incontrava l’architettura. “Metaforicamente, questo spazio diventa una forma di laboratorio di geografia antropologica: il luogo dove si raccolgono tracce e oggetti che testimoniano i modi in cui la Villa e il suo territorio sono stati vissuti, abitati e trasformati”, spiega Alessandra Castelbarco Albani ad Artribune.

A Pesaro aprono al pubblico le antiche cantine della leggendaria Villa Imperiale: la storia e il programma
Cantine di Villa Imperiale. Foto Federico Villa

La mostra sulle cantine di Villa Imperiale

Così, documenti, mappe, oggetti e materiali d’archivio sono affiancati da contributi contemporanei: il video Untitled video: the lore of ancient struggles di No Text Azienda racconta la villa e il paesaggio combinando materiali d’archivio, immagini digitali, riprese endoscopiche e ricostruzioni tridimensionali; l’opera sonora Untitled soundscape di A Teardrop Sound lavora invece sulla durata e sull’ascolto, mentre Bilderatlas der Zeit di Federico Villa costruisce attraverso immagini e accostamenti un atlante del paesaggio e delle sue diverse temporalità.

Caterina Angelucci

Villa Imperiale
Str. dei Cipressi, 63, 61121 Pesaro PU
Per le visite:
www.villaimperialepesaro.com

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Caterina Angelucci

Caterina Angelucci

Caterina Angelucci (Urbino, 1995) vive e lavora a Milano. È laureata in Lettere Moderne con specializzazione magistrale in Archeologia e Storia dell’arte. Oltre a svolgere attività di curatela indipendente in Italia e all'estero, dal 2018 lavora come giornalista per testate…

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