Record di presenze a Firenze per Mark Rothko: diventa la mostra più visitata nella storia di Palazzo Strozzi
Appena conclusa, la mostra diffusa tra Palazzo Strozzi, San Marco e Biblioteca Medicea è stata un successo, confermando l’ottima annata della Fondazione fiorentina dopo il buon riscontro di Beato Angelico. Già pronti nuovi progetti
Anno dopo anno Palazzo Strozzi a Firenze consolida la sua posizione come centro espositivo di rilievo in ambito nazionale.
Da tempo, il rapporto annuale della Fondazione fiorentina evidenzia il positivo impatto economico sul capoluogo toscano, grazie al richiamo di numerosi visitatori “esclusivi” – persone che dichiarano di arrivare a Firenze per visitare in primo luogo le mostre del museo toscano – attratti dei grandi nomi e dalla qualità dei progetti espositivi allestiti tra Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco, e alla parallela attività di produzione artistica site-specific, alimentata anche dal project space inaugurato nel 2025.
Record di presenze per la mostra su Mark Rothko della Fondazione Palazzo Strozzi
La programmazione 2025-2026, che ha appena visto concludersi la seconda grande mostra stagionale, ha puntato sui nomi di Beato Angelico prima e Mark Rothko fino allo scorso 23 agosto. E nuovamente la Fondazione Palazzo Strozzi può dirsi soddisfatta dei risultati: nei 162 giorni di apertura, Rothko ha attirato 301.730 visitatori, attestandosi come la mostra più visitata nella storia ventennale della Fondazione. Nello stesso periodo sono stati 96.665 i visitatori del Museo di San Marco, confermando il successo del progetto articolato tra i due poli, già riscontrato con la mostra su Beato Angelico.

Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio
Una programmazione modulata su grandi nomi e collaborazioni di qualità
La mostra di Rothko a Firenze, nello specifico, è stata concepita come progetto diffuso tra Palazzo Strozzi e le due sedi satelliti del Museo di San Marco e della Biblioteca Medicea Laurenziana (che ha accolto oltre 32mila visitatori), per celebrare il legame tra l’artista americano e Firenze. Fin dall’apertura, l’esposizione è stata salutata con favore dalla stampa nazionale e internazionale. Il 60% del pubblico (200.000 visitatori) è stato composto da italiani e stranieri non residenti nell’area metropolitana di Firenze che hanno raggiunto la città appositamente per visitare la mostra, in giornata o con soggiorni prolungati. Importante anche il dato di partecipazione alle attività educative e di public program della mostra, con una ampia diffusione tra i vari pubblici, dai giovani under 30 alle famiglie, dalle scuole e le università ai progetti di accessibilità. La mostra ha ottenuto ampia visibilità anche online: oltre 6.100.000 persone sono state raggiunte dai contenuti pubblicati sui canali social della Fondazione (Facebook, Instagram, TikTok e LinkedIn), con più di 470.000 interazioni tra like, commenti e condivisioni. “Rothko a Firenze ha rappresentato un progetto di eccezionale importanza per Palazzo Strozzi e per la città, capace di offrire al pubblico un incontro profondo e inedito con uno dei più grandi protagonisti dell’arte del Novecento” può dunque confermare Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi. A questo successo si aggiunge l’opportunità di dare vita a un confronto suggestivo tra gli affreschi di Beato Angelico e la pittura di Rothko nell’ex convento di San Marco. E anche la Biblioteca Medicea, alla sua prima collaborazione con Palazzo Strozzi, può dirsi soddisfatta della riuscita dell’accostamento.
Le prossime mostre di Palazzo Strozzi a Firenze
A Palazzo Strozzi l’anno si chiuderà con Broken. Il potere del frammento, mostra che vuole celebrare il potere evocativo e il fascino che il frammento ha esercitato nella storia della scultura, dall’archeologia all’arte contemporanea. Allestita dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027, la mostra è organizzata con la National Gallery of Art di Washington, ed esporrà oltre ottanta opere provenienti dai più importanti musei internazionali. In parallelo, Palazzo Strozzi presenta anche una nuova installazione dell’artista olandese Mark Manders, concepita per il Cortile rinascimentale. Poi, nel 2027, arriveranno altri grandi nomi e progetti: la California dagli Anni Sessanta a oggi con California Dreaming (a cura di Arturo Galansino, co-organizzata con il Manetti Shrem Museum of Art di Davis) e Basquiat. In italian, per ricostruire il rapporto dell’artista prematuramente scomparso con l’Italia.
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati