A Marzabotto da un antico pozzo sono emerse statuette votive e resti umani. Significativa scoperta in Emilia
Si è conclusa la campagna di scavo nell'antica città etrusca di Kainua (i cui resti si conservano a Marzabotto, in provincia di Bologna), che ha restituito manufatti integri e resti umani da un pozzo di probabile valenza sacra. I reperti saranno esposti al Museo nazionale etrusco locale
Statuette in bronzo, un piatto e offerte votive: sono questi i principali reperti emersi dalla campagna di scavo che ha interessato un antico pozzo rituale nell’area sacra di Kainua, l’antica città etrusca i cui resti si conservano nel territorio di Marzabotto, in provincia di Bologna. Gli oggetti rinvenuti sul fondo del pozzo sembrano essere stati deposti in occasione di un importante rito di fondazione della struttura, databile tra la fine del VI e i primi decenni del V Secolo a.C., in concomitanza con la nascita della città di Kainua.
A testimoniare la fase finale di utilizzo del pozzo sono invece due scheletri umani, che sembrano segnare il momento dell’abbandono e della chiusura della struttura.
Il pozzo sacro di Kainua a Marzabotto
Il pozzo si trova nell’area sacra urbana di Kainua e conferma come questa struttura non fosse destinata esclusivamente all’approvvigionamento idrico, ma rivestisse anche una funzione rituale, strettamente legata alla fondazione della città e al culto dell’acqua.
L’area non è nuova a ritrovamenti di particolare rilievo, come dimostrano i due monumentali templi le cui iscrizioni etrusche sono state attribuite alla principale coppia divina del pantheon etrusco: Tinia, corrispondente a Zeus/Giove, e la sua consorte Uni, assimilata a Hera/Giunone. Nell’area dedicata a Uni è documentato inoltre il culto di Vei, divinità assimilabile a Demetra/Cerere e protettrice della fertilità agraria e umana.

Uno scavo da 140mila euro
La campagna di scavo è stata condotta nel Parco archeologico di Kainua dal Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto e dall’Università di Bologna, nell’ambito di un modello di collaborazione istituzionale sostenuto da un finanziamento di 140mila euro della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura.
Il finanziamento non era destinato esclusivamente alle attività di scavo, ma rientra nell’accordo di collaborazione che dal 2023 lega il MNEMA – Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto e l’Ateneo bolognese. Proprio la possibilità di prolungare le campagne di ricerca per ulteriori due settimane nel 2026 ha consentito di raggiungere il livello del pozzo e di effettuare il ritrovamento.
I reperti del pozzo sacro saranno esposti al Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto
La scoperta si inserisce nel percorso di rinnovamento del MNEMA, presentato lo scorso giugno. Recentemente riaperto al pubblico dopo un ampio intervento di riallestimento e di ripensamento della propria identità, il museo punta a superare il modello tradizionale di polo espositivo accogliendo i reperti emersi dagli scavi di Kainua (non appena saranno concluse le necessarie analisi scientifiche). L’obiettivo? Restituire al pubblico – locale e non – il dialogo diretto tra il lavoro sul campo e il percorso espositivo.
Valentina Muzi
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