Quando le grandi squadre di calcio trasformano la maglia in un progetto culturale e artistico
Come la nazionale belga, che ha scelto di rendere omaggio a René Magritte attraverso la propria divisa da trasferta, e l'FC Barcelona, che ha presentato la nuova maglia (che si ispira anche a Gaudí) negli spazi del MACBA
Da tempo le maglie da calcio non sono più soltanto un indumento tecnico o un simbolo di appartenenza sportiva. Per alcuni club e nazionali raccontano, infatti, l’identità, la storia e il patrimonio culturale. Come la nazionale belga, che ha scelto di rendere omaggio a René Magritte attraverso la propria divisa da trasferta, e l’FC Barcelona, che ha presentato la nuova maglia per la stagione 2026/27 negli spazi del MACBA, trasformando il lancio in una performance di arte contemporanea. Due operazioni differenti, accomunate dall’idea che il linguaggio dell’arte possa ampliare il significato di un simbolo sportivo conosciuto in tutto il mondo.
La squadra del Belgio e René Magritte
Il caso del Belgio rappresenta probabilmente uno degli omaggi più raffinati mai dedicati a un artista all’interno di una competizione calcistica internazionale. Disegnata da Adidas, la maglia da trasferta della nazionale abbandona i tradizionali riferimenti ai colori patrii per immergersi nell’immaginario di René Magritte, il maestro del surrealismo. La grafica rosa e azzurra è costruita attorno a un motivo circolare ispirato a La voce dell’aria (1931), dipinto nel quale tre grandi campanelle metalliche fluttuano sospese sopra un paesaggio erboso. Si tratta di un riferimento meno immediato rispetto alle immagini più celebri dell’artista, ma proprio per questo significativo. L’omaggio prosegue in un dettaglio quasi nascosto. Sul retro del colletto compare infatti la scritta in francese Ceci n’est pas un maillot (“Questa non è una maglia”), tracciata con una grafia che richiama quella utilizzata da Magritte nel celebre Il tradimento delle immagini.

La squadra del Barcellona e il MACBA
E se il Belgio affida la propria identità visiva all’opera di un artista, l’FC Barcelona decide invece di coinvolgere direttamente un’istituzione culturale per la presentazione della nuova maglia per la stagione 2026/2027. Questa è infatti avvenuta al MACBA, il Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona, trasformato per l’occasione nel teatro di una performance che intrecciava danza, luci e illusioni ottiche. Il concept scelto, quello del “battito cardiaco blaugrana”, ha tradotto visivamente l’idea di una pulsazione condivisa tra squadra, tifosi e città. Come ha spiegato Paloma Mikadze, direttrice di Barça Identity & Barça Mèdia 360, il MACBA rappresenta uno dei luoghi simbolo della cultura contemporanea barcellonese, capace di coniugare tradizione, sperimentazione e vita urbana. Proprio questa sovrapposizione di valori avrebbe reso naturale l’incontro tra il museo e il club catalano.

La squadra del Barcellona e il riferimento all’eredità di Antoni Gaudí
Anche la nuova divisa riflette questa volontà di radicarsi nel patrimonio culturale locale. Restano le storiche strisce verticali blu e granata, reinterpretate attraverso nuove sfumature tonali che aggiornano l’immagine del club senza tradirne l’identità. Ma l’intervento più significativo riguarda la grafica: debutta infatti il carattere tipografico FC Barcelona Modernista, sviluppato appositamente per le competizioni europee e ispirato al modernismo catalano e all’eredità di Antoni Gaudí. La tipografia diventa così un ulteriore elemento di connessione tra il calcio e il patrimonio artistico della Catalogna, trasformando persino numeri e nomi dei giocatori in un’estensione della cultura visiva del territorio.
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