Tutta la storia della bandiera arcobaleno simbolo dei Pride e del movimento LGBTQIA+ (perché ha questi colori?)
Nata a San Francisco alla fine degli Anni Settanta, la bandiera arcobaleno fu ideata dall’artista e attivista Gilbert Baker, sodale del politico Harvey Milk, assassinato poco dopo perché gay. In origine aveva otto strisce colorate, anziché sei. Ecco perché
Oggi sventola libera e festosa a ribadire l’orgoglio della comunità LGBTQIA+, ed è il simbolo di un movimento che rivendica il diritto di essere se stessi, conquista purtroppo ancora non scontata. Ma quanti conoscono tutta la storia – e le origini – della bandiera arcobaleno, non a caso ribattezzata anche freedom flag (bandiera della libertà)?
Un simbolo per il movimento di liberazione omosessuale
I Pride che per tutto il mese di giugno animano numerose città d’Italia e del mondo sono eredità e ricordo dei moti di Stonewall, una serie di scontri violenti avvenuti a New York tra il 27 e il 28 giugno 1969, quando dopo l’ennesima irruzione della polizia nel più frequentato locale gay di Greenwich – lo Stonewall Inn, ora trasformato in museo/memoriale – la comunità reagì dando vita al moderno movimento di liberazione omosessuale. Anche la bandiera arcobaleno fu ideata negli Stati Uniti, ma solo sul finire degli Anni Settanta, e fu adottata come simbolo del movimento a partire dagli Anni Ottanta.

La bandiera di Gilbert Baker nella San Francisco di fine Anni Settanta
A “disegnarla” fu Gilbert Baker nel 1978, traendo spunto dalla simbologia New Age che aveva trovato l’epicentro ideale per diffondersi nella San Francisco degli Anni Sessanta – primi Settanta. Artista e attivista originario del Kansas, Baker aveva ricevuto l’incarico di progettare la bandiera da Harvey Milk, membro del San Francisco Board of Supervisors e primo uomo dichiaratamente gay a ottenere una carica pubblica in California (a lui è dedicato il film Milk di Gus Van Sant, del 2008). La nuova bandiera avrebbe dovuto sostituire il triangolo rosa usato come simbolo fino a quel momento, per ricordare il pezzo di tessuto che gli omosessuali erano costretti a indossare durante il regime nazista; Baker ideò una bandiera rettangolare scandita da 8 strisce orizzontali, ciascuna di un colore diverso, ascrivibile allo spettro dell’arcobaleno, caricato di un significato specifico per l’occasione: “Qualcosa di bello, qualcosa che venisse da noi e non che era stato messo su di noi”, sottolineava l’artista.
I colori dell’arcobaleno sulla bandiera del movimento omosessuale
Un’ipotesi accreditata da alcuni studiosi vuole che Baker avesse tratto ispirazione da Judy Garland, interprete di Dorothy nel Mago di Oz, e prima icona del movimento omosessuale, che nel film interpretava la canzone Somewhere Over the Rainbow. Di certo, scegliere di riprodurre l’arcobaleno sulla bandiera del movimento avrebbe dovuto, nelle intenzioni dell’artista, trasmettere un messaggio di gioia e amore per la vita. Quindi, i colori messi in sequenza da Baker furono, dall’alto verso il basso: il fucsia per rappresentare la sessualità, il rosso la vita, l’arancione la guarigione intesa elaborazione dei traumi e superamento delle ferite causate dalla discriminazione sociale, giallo per la luce del sole, verde per la natura, turchese per l’arte e la magia, blu per la serenità e l’armonia, viola la spiritualità (l’energia della comunità omosessuale).

La bandiera arcobaleno, da otto a sei strisce. L’originale esposta al MoMa
Le prime versioni della bandiera furono cucite a mano da Baker e da una squadra di volontari per essere sventolate durante la parata del Gay Freedom Day del 1978 a San Francisco. Per difficoltà a reperire tutte le tinte necessarie alla produzione in serie, però, fucsia e turchese furono successivamente rimossi, e la bandiera arcobaleno assunse la sua versione definitiva a sei bande. Nel mezzo, fu diffusa per un breve periodo anche una bandiera a sette bande, prodotta dalla Paramount Flag Company per commemorare l’omicidio di Harvey Milk, assassinato il 27 novembre del 1978 insieme al sindaco di San Francisco George Moscone, per mano dell’ex consigliere Dan White, che solo qualche giorno era stato costretto a rassegnare le dimissioni proprio perché contrario all’approvazione di una legge sui diritti dei gay.
Dal 2015, la bandiera originale a otto colori di Baker è esposta nella galleria dedicata al design contemporaneo del MoMa di New York, che l’ha acquistata per includerla nelle sue collezioni permanenti. L’artista, scomparso nel 2017, è sempre rimasto legato al progetto originale, tanto da chiederne il ripristino ancora nel 2003, in occasione del 25esimo anniversario dell’ideazione della bandiera. Ma la versione a sei colori è ormai profondamente radicata nelle preferenze del movimento, sebbene nel tempo sia stato proposte alcune variazioni sul tema per ampliarne la rappresentatività (per esempio con colori dedicati alle persone intersessuali o trans).
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