A Copenaghen un laboratorio di ascolto grazie a un nuovo festival d’arte sonora. Ecco di cosa si tratta

Tra installazioni, radio temporanee, workshop e pratiche collettive, il nuovo progetto di Sonic Museion immagina un futuro museo dell'arte sonora a partire dagli spazi quotidiani di Sorgenfri, un sobborgo a nord di Copenaghen

Nella cintura suburbana di Copenaghen, in Danimarca, si trova Sorgenfri Torv, una tranquilla cittadina circondata da boschi e animata da caffè e negozi. A contraddistinguersi dal resto della periferia danese è la nascita di Nine Days of Green, il nuovo festival internazionale d’arte sonora (e progetto pilota per una futura Biennale) promosso da Sonic Museion – Museum of Sound Art di Copenaghen. Fino al 27 giugno la piazza, l’ex biblioteca pubblica, la storica libreria Greens Boghandel, negozi sfitti, passaggi pedonali e spazi commerciali saranno trasformati in una “biblioteca sonora diffusa”, un ecosistema temporaneo dedicato all’ascolto come pratica artistica, sociale e civica. Curato da Morten Søndergaard insieme a Habiba Sallam e Daniela Merediz, il progetto si propone come un esperimento di rigenerazione culturale che utilizza il suono per ridefinire il rapporto tra lo spazio pubblico e la comunità.

Nine Days of Green, Copenaghen
Nine Days of Green, Copenaghen

La prima edizione del festival “Nine Days of Green” a Sorgenfri Torv a Copenaghen

Al centro dell’iniziativa vi è l’idea che un quartiere periferico possa diventare esso stesso una composizione aperta, da attraversare e ascoltare collettivamente. Il programma si sviluppa attraverso una serie di “assemblee” quotidiane che intrecciano performance, workshop, passeggiate sonore, conversazioni pubbliche e momenti conviviali, trasformando azioni ordinarie come camminare o incontrarsi. L’iniziativa si rifà a Nine Evenings: Theatre and Engineering, il celebre progetto interdisciplinare realizzato a New York nel 1966, ma qui il dialogo tra arte e tecnologia lascia spazio a una riflessione sul rapporto tra suono, ambiente, memoria e vita urbana.

Nine Days of Green, Copenaghen
Nine Days of Green, Copenaghen

La biblioteca sonora come modello istituzionale

Elemento cardine del festival è il concetto di “sound library”, una biblioteca sonora che comprende postazioni d’ascolto, archivi, grammofoni, cuffie e opere sonore dando forma a un’infrastruttura accessibile che riattiva l’idea della biblioteca, intesa come luogo di conoscenza condivisa. Questa visione trova una delle sue espressioni più significative nel progetto Look, I Am Listening. Sonic Museion / Sound Art Library, che allestisce una biblioteca (temporanea) di arte sonora all’interno di uno spazio commerciale. Qui il gesto semplice di sedersi e ascoltare diventa il prototipo di una possibile futura istituzione museale dedicata al suono. A completare il dispositivo interviene The Sound Library on Air 98.0 FM, stazione radio temporanea che trasforma il festival in un archivio in tempo reale: conversazioni, registrazioni ambientali, riflessioni dei visitatori e interventi artistici vengono trasmessi e conservati mentre accadono, estendendo la biblioteca oltre i suoi confini fisici.

Sorgenfri - an artist listening to the old pear tree - Nine days of green
Sorgenfri, An artist listening to the old pear tree, Nine days of green

Nine Days of Green: tra installazioni, concerti e pratiche di ascolto

Tra gli appuntamenti principali figurano i concerti e le serate DJ Relay con Mogens Jacobsen, Frank Ekeberg, HC Gilje e Jana Winderen, i workshop e le passeggiate sonore guidati da Anna Nacher, Lílian Campesato, Robertina Šebjanič e Leena Lee, oltre ai simposi dedicati alle relazioni tra suono, ambiente, archivi e futuro del museo. Accanto agli eventi performativi, una serie di opere commissionate appositamente per il contesto di Sorgenfri coinvolgerà artisti come Antye Greie-Ripatti, Carl Michael von Hausswolff, Luz María Sánchez, Maia Urstad, Nina Helledie e Tilda Zsemberovszky.

Nel loro insieme, questi interventi contribuiscono a costruire un paesaggio sonoro in continua trasformazione, capace di mettere in discussione le forme tradizionali di fruizione artistica. Celebrando il settantesimo anniversario di Sorgenfri Torv, Nine Days of Green si pone come il primo capitolo di una più ampia riflessione sul museo del futuro: un’istituzione che potrebbe nascere direttamente dalla vita quotidiana, dall’ascolto e dalle relazioni che attraversano lo spazio pubblico.

Valentina Muzi

Nine Days of Green
Sorgenfri Torv, Copenaghen (e vari spazi diffusi nel quartiere)
Fino al 27 giugno 2026

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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla…

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