Intervista a Wallace Chan, l’artista che attraverso l’acqua ha creato un ponte tra Venezia e Shanghai

Si intitola “Vessels of Other Worlds" la doppia mostra che, fino al 18 ottobre in laguna e al 25 ottobre in Cina, connette i due Paesi attraverso l’acqua. E per approfondire questo progetto ambizioso che si propone come un portale tra due diverse realtà ne abbiamo parlato direttamente con il famoso artista

In occasione del suo 70° compleanno, Wallace Chan (Cina, 1956) ha presentato tra Venezia e Shanghai, il progetto Vessels of Other Worlds, una doppia mostra a cura di James Putnam. A Venezia, in concomitanza con la Biennale, l’esposizione si svolge alla Cappella di Santa Maria della Pietà – conosciuta come “la chiesa di Vivaldi” poiché qui Antonio Vivaldi compose parte della sua musica; mentre, a Shanghai, dal 18 luglio 2026, la sua mostra aprirà al Long Museum (West Bund).

Wallace Chan è un celebre artista autodidatta di Hong Kong, la cui pratica abbraccia scultura, gioielleria e intaglio, quest’ultimo praticato dall’età di 16 anni. Il suo sviluppo è stato prima influenzato dalle tradizioni cinesi, poi da uno studio delle statue in marmo occidentale nei cimiteri cristiani. Dopo un ritiro in monastero nei primi anni 2000, durante il quale ha rinunciato a tutti i suoi beni, l’artista ha iniziato a lavorare con materiali modesti: come cemento, rame e acciaio inossidabile. Questo periodo ha portato ad una sperimentazione continua, suo elemento caratterizzante, che è culminata nell’uso pionieristico del titanio, materiale sinonimo di avanzamento e tecnologia. prima nella gioielleria e successivamente nella scultura monumentale.

Wallace Chan, Vessels of other Worlds. Ph: Federico Sutera
Wallace Chan, Vessels of other Worlds. Ph: Federico Sutera

Le due mostre di Wallace Chan tra la Cappella di Santa Maria della Pietà a Venezia e Long Museum di Shanghai.

L mostra alla “chiesa di Vivaldi” fornisce ulteriore prova del profondo legame dell’artista con Venezia, che ha già ospitato tre sue mostre durante la Biennale: Titans (2021), Totem (2022) al Fondaco Marcello e Transcendence (2024) alla Cappella di Santa Maria della Pietà; dal momento che si compone di tre eleganti sculture in titanio ispirate agli oli sacri utilizzati dalla nei rituali di benedizione cattolici, gli Olea Sancta. Attorno a queste opere centrali – che si caratterizzano per i loro dettagli ornamentali e per i molteplici colori – troviamo una serie di sculture in titanio, elemento tipico dell’artista, che suggeriscono l’idea di gocce d’acqua in movimento. Le tre sculture, che simboleggiano le fasi della vita, nelle loro forme intricate dagli elementi fantastici traggono ispirazione dal Giardino delle delizie terrene di Hieronymus Bosch. La mostra è organizzata secondo una struttura tripartita all’interno dei lunghi, seppur non particolarmente ampi ma carichi di storia della Cappella della Pietà.

Tre schermi sono stati infine posizionati sull’altare per formare un trittico, fungendo da portale che rivela le controparti monumentali esposte al Long Museum. Uno spazio privato, fondato dai collezionisti Mr. Liu Yiqian e Ms Wang Wei, dislocato in tre siti nelle città di Shanghai e Chongqing: Long Museum Pudong, Long Museum West Bund e Long Museum Chongqing; la cui collezione spazia dall’arte tradizionale alla contemporanea e persino rivoluzionaria cinese, fino a quella internazionale con opere contemporanee provenienti da Asia, Europa e Stati Uniti. Con queste due esposizioni, diverse sia per contesti espositivi e dimensioni delle opere, si crea un dialogo e un interessante collegamento tra i patrimoni culturali delle due città, connesse dal legame con l’acqua. Al Long Museum (West Bund) diShanghai, i visitatori incontreranno le stesse tre opere, ma su scala drammaticamente più grande, alte sette, otto e dieci metri. Nella scultura centrale ci sarà una porta, per invitare il pubblico a entrare e sperimentare l’interno caleidoscopico della struttura, con aperture specchiate che richiamano il Wallace Cut: la tecnica illusionistica di scultura celebrata da Chan. Le opere delle precedenti mostre di Chan a Venezia, con sonorizzazione di Brian Eno, saranno presenti in mostra, generando un ulteriore dialogo tra le due città.

Il secondo progetto di Wallace Chan Venezia: Mythos alla Scala Contarini del Bovolo

Contemporaneamente a Venezia la Scala Contarini del Bovolo, dal 4 aprile al 18 ottobre 2026, ospita Wallace Chan: Mythos. Un progetto site specific, curato anch’esso da James Putnam, che si sviluppa all’interno della particolare architettura a spirale della torre, come un incontro tra questa ed il linguaggio scultoreo unico di Chan.

Wallace Chan. Mythos. Ph: Federico Sutera
Wallace Chan. Mythos. Ph: Federico Sutera

Intervista con Wallace Chan sulla sua visione dell’arte e del rapporto tra Venezia e Shangai

Ci può parlare del suo legame con Venezia?
Sono venuto per la prima volta circa 30 anni fa: ero giovane e non sapevo bene cosa fosse Venezia, era semplicemente venuto con alcuni amici. Rimasi molto colpito dalla Biennale, tanto che anche se non capivo del tutto l’arte contemporanea, perché non provenivo da un ambiente artistico, inizia a venire ogni due anni, finché nel 2019 ho deciso di tenere la mia prima mostra a Venezia; da cui poi si sono susseguite le altre del 2021, 2022 e 2024. Questa è la quarta.

Cosa ci può dire delle opere di quest’esposizione, ho notato che sono più colorate dell’ultima?
Il titolo la mostra è Vessels of Other Worlds, ma fondamentalmente parla della vita. Le tre opere sono le fasi della vita: nascita, crescita e rinascita. Per me la vita è colorata, quindi ho deciso di usare colori diversi per simboleggiarne le diverse fasi. Per la nascita il giallo, per la crescita un colore rosato, rossastro, perché, ci vogliono passione ed energia per crescere, quindi è rosso. Infine, la rinascita è blu perché è come un colore calmo e freddo ed è anche il colore della saggezza, del cielo e di qualcosa che va oltre questo mondo.

Come rappresenta l’elemento dell’acqua?
Attraverso tantissime forme; nella mia mente sono gocce d’acqua che cadono dal cielo, ma non volevo farle della solita forma, perché penso che quando l’acqua cade dall’alto verso il terreno deve aver subito molte torsioni e fluttuazioni perché interagisce con l’aria, con la luce e con noi. Ci deve essere movimento, solo che non possiamo vederlo. Sto cercando di immaginare come sarebbe essere una goccia d’acqua.

Ci può parlare del riferimento alla tradizione cristiana?
Cerco di rendere il mio lavoro il più universale possibile. Queste tre opere sono ispirate da un’incisione sul muro con tre elementi per l’olio che ho visto vicino all’altare della Chiesa di Sant’Antonio. Ho pensato di prendere quell’iconografia e creare qualcosa di monumentale. Ho realizzato che si tratta di qualcosa che va oltre le religioni, perché l’olio è un elemento presente in diversi culti e sempre con funzione benedicente. Ho identificato un’idea universale e cercato di creare opere d’arte che fossero condivise da tutte le religioni e culture, anche se l’ispirazione proviene da una chiesa cattolica.

C’è qualche particolare aspetto di lei e delle sue esperienze in queste opere d’arte?
Ci sono molti ricordi ed esperienze che ho utilizzato nei miei lavori, ma allo stesso tempo c’è una costante trasformazione e perfezionamento, così da inserire elementi del passato, ma conferendo loro nuovi significati e nuova vita.

Da dove nasce l’idea di organizzare una mostra tra Venezia e Shanghai?
L’ho pensata perché sia Venezia che Shanghai condividono la connessione con l’acqua: Shanghai è circondata dall’acqua e Venezia sorge sull’acqua. Volevo sottolineare il legame tra queste due città, perché a volte siamo troppo concentrati sulla realtà che abbiamo davanti da non renderci conto che altre dimensioni esistono contemporaneamente. Quindi, volevo aprire una piccola finestra, un portale, affinché le persone possano intravedere la presenza di questo altro mondo. Mi piacerebbe conoscere le diverse reazioni dei visitatori tra Venezia e a Shanghai.

Giulia Bianco

Venezia // fino al 18 ottobre 2026
Vessels of Other Worlds.Wallace Chan
CAPPELLA DI SANTA MARIA DELLA PIETÀ – Riva degli Schiavoni, 30122
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Venezia // fino al 18 ottobre 2026
Wallace Chan: Mythos
SCALA CONTARINI DEL BOVOLO – Per S. Marco, 4303

Shanghai // fino al 25 ottobre 2026
Vessels of Other Worlds.Wallace Chan
LONG MUSEUM – West Bund di Shanghai
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Giulia Bianco

Giulia Bianco

Ha frequentato a Milano il Master Economia e Management per l'Arte e la Cultura della 24Ore Business School. Laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Catania con tesi dal titolo “I contratti nel mondo dell’arte”, è specializzata in diritto…

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