A Torino arriva una provocatoria fiera d’arte dedicata all’olfatto inventata da una artista-erborista
Si chiama “Olfacta Art Fair” e dal 18 al 20 settembre 2026 occuperà gli ambienti di EDIT Garden, l’hub torinese che unisce gastronomia, birra artigianale, design e produzione culturale
Cosa accade quando l’odore, quale elemento invisibile, mutevole e impossibile da “fissare”, viene inserito nel sistema dell’arte contemporanea? Come si espone, o addirittura colleziona, qualcosa che si dissolve? Per la prima volta, l’artista – ma prima ancora erborista – Francesca Casale (Ciriè, 1990) con la sua Associazione Olfacta lancia una provocatoria e ironica fiera dedicata all’olfatto. Si chiama Olfacta Art Fair e dal 18 al 20 settembre 2026 occuperà gli ambienti di EDIT Garden, l’hub torinese che unisce gastronomia, birra artigianale, design e produzione culturale.
In arrivo a Torino la prima edizione di Olfacta Art Fair
Così, per tre giorni, sotto la direzione curatoriale di Gianluigi Ricuperati dieci artisti e una rete di realtà indipendenti trasformeranno EDIT Garden (grazie all’exhibition design di Maurizo Cilli per Nova Express) in un ambiente immersivo dove profumi, emanazioni e tracce olfattive dialogheranno con installazioni, performance, ricerca scientifica e progettazione sensoriale: l’obiettivo? Ripensare il modo stesso in cui l’arte produce significato.
A Torino è in arrivo una fiera non fiera dedicata all’olfatto: parola a Francesca Casale
“La parola Fair all’interno del titolo del progetto richiama il mercato e l’esposizione pubblica. Si tratta, infatti, di una forte provocazione e significa portare dentro l’opera la sua stessa mercificazione. Il valore non è l’oggetto ma l’atto. Funziona come un cortocircuito che si presenta come evento commerciale ma che chiede di essere letto come critica del commercio”, spiega Casale ad Artribune, che da anni lavora sulle possibilità dell’olfatto come linguaggio artistico e insieme sociale. “Questa provocazione si amplifica in modo radicale in quanto si tratta di arte olfattiva, un’arte per sua natura instabile, immateriale, difficile da collezionare”. Alla base di Olfacta c’è dunque una riflessione sulla smaterializzazione dell’opera e sulla possibilità di costruire nuove economie culturali.
L’open call di Olfacta Art Fair 2026
Ma la rassegna vuole anche diventare uno spazio di discussione sulle forme future della percezione e della fruizione artistica: “Perché simulare una fiera? Perché questo permette di aprire interrogativi, fare il punto della situazione e capire dove siamo arrivati nell’interpretazione dell’olfatto come medium artistico. Per questo abbiamo lanciato un open call, attualmente attiva fino al 20 maggio, che offre la possibilità di far emergere artisti sia nel campo contemporaneo che in quello più strettamente connesso all’arte sinestetica principale”, continua Casale, in arte Sensu, che in giapponese significa “ventaglio”.
Olfact Art Fair 2026: le collaborazioni con le istituzioni artistiche del territorio
Attorno a questa idea si raccolgono poi istituzioni e spazi indipendenti del territorio come Recontemporary, Spazio Barriera, Cripta 747 e Phonetics che dialogheranno con realtà come il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile e l’Istituto Italiano di Cultura di Almaty. “Il progetto prevede inoltre un vero e proprio public program dedicato all’approfondimento delle tematiche emergenti nell’arte contemporanea olfattiva: il ruolo dell’olfatto nell’allestimento, nella critica e nello studio dell’arte, l’approccio educativo dell’arte olfattiva come possibile disciplina scolastica, il rapporto tra olfatto e tecnologia e il modo in cui questa sensibilità possa contribuire a umanizzarla. Ci si interroga anche su temi più pratici, come si archivia un’opera olfattiva? Come la si colleziona?”.
Caterina Angelucci
Torino // Olfacta Art Fair
dal 18 al 20 settembre 2026
EDIT Garden
Piazza Teresa Noce, 15/A
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