Tutta la complessità di Cézanne in mostra alla mitica Fondation Beyeler di Basilea 

Pur avendone diversi in collezione solo oggi, a centoventi anni dalla scomparsa la Fondation Beyler dedica una grande mostra al pittore francese che, lontano dalla bella vita parigina ha coniato uno stile prezioso per gli artisti venuti dopo di lui

In occasione dei centoventi anni dalla morte la Fondation Beyeler dedica una mostra a uno dei pittori più importanti della storia dell’arte moderna, Paul Cézanne (Aix-en-Provence, 1839 – Aix-en-Provence, 1906) curata da Ulf Küster, Senior Curator dell’istituzione svizzera e accompagnata da un catalogo edito da Hatje Cantz Verlag.

Artista notissimo e per molti versi da scoprire nella sua complessità, per la cui scoperta è determinante leggere gli scritti, le interviste che gli sono state fatte negli ultimi anni della sua vita, quando intellettuali e artisti andavano a trovarlo ad Aix.

Installation views "Cezanne", Fondation Beyeler, Riehen/Basel, 2026, Photos: Mark Niedermann
Installation views “Cezanne”, Fondation Beyeler, Riehen/Basel, 2026, Photos: Mark Niedermann

La prima mostra di Cézanne alla Fondazione Beyler di Basilea

È la prima volta che la Fondazione svizzera dedica una mostra al maestro francese, nonostante la collezione ne possieda parecchi. La rassegna propone 80 opere, di cui 58 dipinti e 21 acquerelli, provenienti da collezioni museali e private svizzere, tedesche, francesi, inglesi, olandesi, spagnole, danesi, statunitensi. In mostra sono i soggetti particolarmente indagati dal pittore che ne ha fatto un pretesto di analisi linguistica e non solo, dai ritratti misteriosi, alle bagnanti, alle mele che rimandano alla poesia classica, ai paesaggi e in particolare alla montagna Saint Victoire, della quale sono in mostra nove versioni, oggetto, fra gli altri, di uno straordinario saggio del filosofo fenomenologo Maurice Merleau Ponty.

L’importanza di Cézanne per la storia dell’arte del Novecento

Cézanne era un uomo solo, totalmente dedito alla sua pittura, fuori dai giri della mondanità parigina, che ha lasciato una traccia ineludibile tra quanti sono venuti dopo di lui. Il suo studio, nel sud della Francia, immerso nella natura e nella classicità, ha costituito il suo rifugio. Da qui Cézanne ha pensato e ripensato a quanto aveva studiato al Louvre, alla storia dell’arte, all’amato Delacroix, al detestato David e ha esplorato con grande sensibilità la forte tensione fra luce, colore e forma.

Le opere (anche rare) di Cézanne in mostra a Basilea

In mostra sono parecchie opere che non vengono viste da anni, così il Portrait de Paul Cézanne del 1895. Ci sono degli interessanti confronti come quello delle due versioni ad acquarello del ragazzo con il panciotto rosso, ma anche l’accostamento delle due rare versioni dei giocatori di carte: quella della Courtauld Gallery di Londra, e l’altrettanto importante tela del Musée d’Orsay di Parigi.

La mostra, un’occasione straordinaria per comprendere la complessa produzione di colui che Pablo Picasso chiamava «il padre di tutti noi», propone anche alcune opere con il teschio, una sorta di memento mori, simbolo di caducità, oggetto attraverso cui il pittore, profondamente religioso, indaga, nei suoi ultimi anni di vita, la dimensione più misteriosa e sconosciuta dell’esistenza.

Angela Madesani

Basilea // Fino al 25 maggio 2026
Cézanne
Fondation Beyeler, Baselstrasse 101, Basilea

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Angela Madesani

Angela Madesani

Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte”…

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