Un big della fotografia del Novecento è in mostra a Venezia: tanti scatti inediti
Le Stanze della Fotografia dedicano una corposa retrospettiva a Horst P. Horst tra scatti iconici, immagini mai viste e sorprendenti materiali d’archivio che testimoniano i suoi rapporti con grandi nomi dell’epoca
Horst P. Horst (Weißenfels, 1906 – Palm Beach, 1999), uno dei grandi maestri della fotografia del Novecento, è il protagonista della rassegna La Geometria della Grazia presentata da Le Stanze della Fotografia sull’Isola di san Giorgio Maggiore a Venezia. È la più ampia e significativa mostra mai dedicata al celebre fotografo e comprende oltre 400 opere, di cui circa la metà esposte per la prima volta, in un percorso in cui stampe vintage originali sono affiancate da materiali d’archivio e documenti inediti come riviste d’epoca, disegni preparatori, schizzi e sketch book, lettere indirizzate a Horst da Coco Chanel o Salvador Dalí, proiezioni e slideshow di immagini.

La mostra alle Stanze della Fotografia di Venezia
Lo scopo è la rilettura dell’opera di Horst privilegiando l’originalità, la trasversalità, la complessità dei suoi scatti che debordano dalle fotografie di moda che, comunque, ne decretarono la celebrità sulle pagine di Vogue. Complessità che rispecchia quella concezione filosofica che rifiuta la bellezza limitata all’apparenza sensibile, alla sua mimesis, alla passiva cattura dell’immagine, ma va oltre, la eccede, la trascende. Per eviscerare e raccontare l’alone lunare che circonda questo enigma ontologico, persino paradossale, della rappresentazione. Ed è ciò che la mostra intende scandagliare.
Gli scatti di Horst P. Horst tra classicismo e modernità
Mettendo in risalto ambiti rimasti latenti nell’opera di Horst, attraverso l’eredità della cultura classica che si confronta con i volumi; con gli insegnamenti del Bauhaus centrati sulla linea e con le prescrizioni dell’architettura moderna centrata sullo spazio. Ne deriva che la fotografia di moda non è l’ambito cardine del suo lavoro, ma solo un pretesto per ideare forme e inserire nell’arte nuovi territori. Sempre alla ricerca di un nuovo linguaggio facendosi guidare da quel principio di fondo che è l’armonia. Linguaggio visivo che si attiene al rigore costruttivo dell’immagine nel rispetto dei dettami di Le Corbusier secondo il quale l’architettura è questione di armonia, ordine e purezza.
La fotografia di moda di Horst P. Horst
Tra le realizzazioni di Horst una in particolare – che ormai fa parte del mito, diventando un’icona nella storia della fotografia – senza dubbio riassume i principali precetti del suo linguaggio visivo: Corset Mainbocher del 1939. È lo scatto che incarna alla perfezione la geometrica armonia del suo linguaggio, la sua estetica. Creata negli studi parigini di Vogue poco prima che il fotografo partisse per New York per allontanarsi dall’incombente scoppio della Seconda guerra mondiale, la foto riprende una modella di spalle dentro un corsetto, come una seconda pelle, allacciato in modo tale da esaltare la sinuosa sensualità del busto enfatizzando la linea del corpo. Considerata un capolavoro per la gestione chiaroscurale della luce, che si sofferma sulla schiena della donna, sulle pieghe del tessuto e il rigore compositivo, Horst è riuscito a esprimere un’eleganza senza tempo. È stato definito “un meticoloso costruttore di fantasie, di mondi interiori”, come scrive Denis Curti: ogni dettaglio, è calibrato con precisione cartesiana, tralasciando il dominio del fortuito. In un costante rapporto figura-sfondo, il rigore formale si fonde con la sensibilità artistica, in una sintesi magistrale tra modernismo europeo e fotografia di moda.
Il percorso espositivo a Venezia
La mostra si articola in otto sezioni, concepite come un viaggio nella costante ricerca di equilibrio e proporzione che caratterizza tutta la produzione di Horst P. Horst, a partire dai primi disegni e autoritratti realizzati in adolescenza. Il primo capitolo, Vogue, analizza il contributo e l’approccio del fotografo nel determinare l’impostazione visiva della celebre rivista. Trasformandosi da pubblicazione mondana in un vero e proprio laboratorio estetico. Horst si confronta con i linguaggi di Irving Penn e Richard Avedon che lavoravano con Vogue. Nella seconda sezione, Bauhaus, l’indagine sulla precisione architettonica e l’organizzazione equilibrata di luce e volumi, richiamano l’aggregazione tra arte e design voluta dalla scuola Bauhaus, dove la bellezza si codifica nell’ordine visivo e nell’essenzialità delle forme.
I modelli di Horst tra antichità e Le Corbusier…
Nel terzo nucleo, Classico e neoclassico, ci sono le immagini create dall’artista per Vogue Paris, caratterizzate da un’estetica che ricorre al repertorio antico basato su armonia e misura. Cambiando la moda in uno spazio che mette in scena la bellezza corporea evocatrice di un ideale di civiltà. Architettura e mathesis, la quarta sezione, esamina la cognizione spaziale del fotografo, influenzata dall’idea del modulor, una scala di proporzioni fondate sulle misure dell’uomo come linea guida di un’architettura ideale, che si regge sul rapporto tra corpo e spazio, inventata da Le Corbusier.
… ma c’è anche uno sguardo al mondo naturale
Il quinto capitolo, Patterns from Nature, analizza l’esplorazione sperimentale del mondo naturale iniziata da Horst P. Horst nel 1946. Queste immagini modificano la natura in un sistema di segni e in una matematica naturale. La fotografia esalta, così, l’ordine segreto del mondo e costruisce i principi di un alfabeto visivo che alimenterà tutta la sua opera successiva.
Le fotografie di Horst tra “vanitas” e ritratti
Il percorso prosegue con Fiori e vanità che descrive l’interesse dell’artista per la natura morta a partire dagli Anni Cinquanta, creando vanitas effimere realizzate con oggetti quotidiani e frammenti naturali. Il settimo capitolo, Ritratti, ne offre molti che testimoniano l’inserimento di Horst nel ricco ambiente intellettuale parigino degli Anni Trenta e la sua capacità di catturare l’interiorità dei soggetti, tra cui Cecil Beaton, Ingrid Bergman, Coco Chanel, Salvador Dalí, Marlene Dietrich.
Fausto Politino
Venezia // fino al 5 luglio 2026
Horst P. Horst. La Geometria della Grazia
LE STANZE DELLA FOTOGRAFIA – Isola di San Giorgio
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