A Venezia il famoso street artist JR avvolge completamente un palazzo storico con un’installazione

Il punto di partenza sono Le Nozze di Cana di Paolo Veronese, capolavoro del 1563 oggi conservato al Louvre ma originariamente pensato per Venezia. JR ne recupera la struttura narrativa e la tensione scenica per tradurla in un affresco contemporaneo

È in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia che lo street artist JR interviene su Palazzo Ca’ da Mosto, oggi sede del The Venice Venice Hotel, con un progetto a partecipazione collettiva e sociale. Il punto di partenza sono Le Nozze di Cana di Paolo Veronese, capolavoro del 1563 oggi conservato al Louvre ma originariamente pensato per Venezia. JR ne recupera la struttura narrativa e la tensione scenica per tradurla in un “affresco contemporaneo”, composto da 176 persone legate al Refettorio Paris, una cucina comunitaria situata nella cripta della chiesa della Madeleine, a Parigi appunto, che offre pasti serali a persone in difficoltà. Una riscrittura che sposta il miracolo evangelico sul terreno della trasformazione sociale: se nel dipinto l’acqua diventa vino, qui è il cibo in eccedenza a trasformarsi ogni giorno in occasione di relazione, cura e dignità.

Il progetto di JR a Palazzo Ca’ da Mosto di Venezia

All’interno del palazzo, al Secondo Piano Nobile, l’intervento assume una dimensione immersiva: il grande salone viene completamente ridefinito da un’installazione che ingloba le pareti, amplificando lo spazio attraverso superfici riflettenti e dispositivi scenografici. I volti dei protagonisti, fotografati e registrati, popolano l’ambiente come presenze vive, attivando una narrazione corale che supera la bidimensionalità dell’immagine. Ed è proprio la componente sonora a segnare uno scarto significativo. Ogni ritratto è accompagnato da una voce, trasformando l’opera in un archivio di storie individuali. Si tratta così di guardare e ascoltare attraversando un racconto stratificato che mette al centro soggetti spesso invisibili. Una piattaforma digitale estende ulteriormente questa esperienza, permettendo al pubblico di entrare nelle biografie dei partecipanti e di prolungare il tempo dell’incontro oltre lo spazio fisico dell’esposizione.

JR e la collaborazione con la Fondazione Bonotto per Palazzo Ca’ da Mosto di Venezia 

Il percorso, poi, culmina in una seconda sala, dove il progetto trova una forma più stabile e, in un certo senso, più contemplativa. Qui prende corpo un arazzo monumentale (oltre quattro metri di altezza per quasi otto di larghezza) realizzato dal maestro tessitore Giovanni Bonotto con la Fondazione Bonotto. Il lavoro, frutto di centinaia di ore di ricerca e produzione, intreccia materiali eterogenei, tra plastica riciclata, lana, cotone e carta washi, restituendo una superficie complessa, densa, capace di tradurre l’immagine fotografica in tessuto. È un passaggio chiave: dall’effimero dell’installazione alla durata dell’arazzo, dalla contemporaneità del gesto alla memoria materiale.

Il progetto di JR a Palazzo Ca’ da Mosto di Venezia che trasforma l’edificio in opera collettiva

Ma è forse all’esterno che l’intervento di JR raggiunge la sua massima visibilità. Durante la settimana di apertura della Biennale (dal 4 al 10 maggio 2026), la facciata di Ca’ da Mosto viene interamente avvolta da un’installazione che trasforma l’architettura veneto-bizantina in una sorta di organismo narrante. I volti emergono dalle finestre, dialogano con la pietra antica, si affacciano sul Canal Grande come presenze sospese tra passato e presente: un’azione che interroga l’edificio, mettendo in tensione la sua storia con le urgenze del contemporaneo. Il titolo, Il Gesto, condensa questa operazione. Da un lato richiama l’idea di trasformazione, il passaggio dall’ordinario allo straordinario, dall’altro insiste su una dimensione minima e universale: la mano tesa, l’atto di condividere, il movimento che genera relazione. In questo senso, il banchetto evocato dall’opera diventa metafora di una comunità possibile, costruita attraverso l’incontro e la partecipazione. Infine, il progetto si estende anche oltre attraverso una serie di iniziative legate al territorio: attività organizzate dagli chef dell’hotel, apertura al pubblico degli spazi espositivi, invito a sostenere associazioni locali. Anche l’installazione stessa è pensata in una logica di restituzione, con i materiali destinati a essere riutilizzati o donati al termine della mostra.

JR. Il Gesto, A contemporary reinterpretation of The Wedding at Cana
PALAZZO CA’ DA MOSTO, THE VENICE VENICE HOTEL
Sestiere Cannaregio, 5631, 30121 Venezia VE

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Redazione

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