Il Padiglione del Qatar alla Biennale di Venezia ancora non c’è. Ma prende forma sotto una tenda ai Giardini con un ricco programma culturale
Mentre prosegue la gestazione del padiglione nazionale progettato da Lina Ghotmeh, il Qatar partecipa alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte con il progetto Untitled 2026 (a gathering of remarkable people), inno allo scambio culturale con la partecipazione di artisti, musicisti, poeti e chef
È stata la Biennale Architettura del 2025 a segnare il debutto del Padiglione nazionale del Qatar a Venezia, seppur solo in potenza, essendo ancora oggi l’edificio – il terzo padiglione eretto ex novo, nell’arco di oltre cinquant’anni, nel circuito dei Giardini – in fase di gestazione. Un’operazione arrivata a suggellare l’alleanza tra l’Emirato che più negli ultimi anni ha investito in politiche culturali e l’amministrazione lagunare, ratificata nell’estate 2024 per consolidare una sinergia già in essere, approfondendo lo scambio di reciproci investimenti nei settori dell’arte, della tutela culturale, dello sport e dell’intrattenimento.
Il Qatar alla Biennale Arte 2026 in attesa del Padiglione di Lina Ghotmeh
Commissionato da Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, il Padiglione porterà la firma di Lina Ghotmeh, incaricata di realizzarlo ai Giardini della Biennale – in un’area adiacente al Padiglione Stirling – a seguito di un concorso internazionale che l’ha vista prevalere nella primavera 2025.
Nel frattempo, però, la programmazione del Padiglione in fieri va avanti, e si approfondisce ulteriormente in occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte. Untitled 2026 (a gathering of remarkable people) è il titolo del progetto guidato dall’artista Rirkrit Tiravanija (protagonista di un’articolata monografica a Milano, negli spazi dell’Hangar Bicocca) che riunirà artisti, musicisti e chef dal mondo arabo per attivare lo spazio del futuro Padiglione del Qatar ai Giardini della Biennale.
Il progetto di Rirkrit Tiravanija per il Padiglione del Qatar alla Biennale Arte 2026
Prodotto da Qatar Museums e presentato da Rubaiya Qatar (la quadriennale internazionale di arte contemporanea che esordirà a novembre 2026 come manifestazione diffusa nel Paese), per la curatela di Tom Eccles e Ruba Katrib, il progetto si fonda sulla pratica pluridecennale di Tiravanija di invitare collaboratori ad attivare i suoi scenari architettonici e spaziali. A Venezia questo avverrà all’interno di una struttura simile a una tenda, concepita come luogo di scambio culturale, dove prenderanno forma diverse azioni e attività artistiche: la proiezione di un film dell’artista qataro-americana Sophia Al-Maria, che intraprende un viaggio onirico per esplorare le possibilità trasformative della musica e del suono; le live-performance organizzate dall’artista libanese Tarek Atoui con improvvisazioni che chiamano in causa musicisti e poeti; un programma culinario di cucina mediorientale ideato dallo chef palestinese Fadi Kattan. Mentre si deve all’artista kuwaitiana-portoricana Alia Farid la scultura di grandi dimensioni che popolerà lo spazio: Jerrican (2022–2026) è ispirata dai recipienti di dimensioni fuori scala utilizzati per conservare e trasportare acqua nel Golfo cui l’artista ha guardato per realizzare le sue forme cave e leggere, modellate in fibra di vetro laccata.
Un approccio funzionale all’impossibilità di disporre, per il momento, di uno spazio fisico strutturato, ma anche coerente con la visione culturale che il Qatar ha intenzione di comunicare al mondo, come sottolinea Sheikha Al Mayassa: “Nel contesto globale della Biennale di Venezia, questa mostra dimostra la ferma convinzione del Qatar nel potere della cultura di unire le persone e di creare uno spazio di riflessione, connessione e affermazione della nostra comune umanità. Il Qatar è orgoglioso di offrire una piattaforma al talento creativo del nostro Paese e del mondo arabo. Insieme, questi artisti e le loro opere mettono in luce l’importanza della resilienza in un’epoca complessa, rafforzando le comunità, ispirando le generazioni e consolidando il nostro patrimonio condiviso”. “Coinvolgendo artisti, musicisti, poeti e chef, la mostra dimostra come la cultura rappresenti il legame indelebile che unisce tutti noi. Riunire le persone in questo momento storico è più importante che mai. È essenziale”, aggiungono i curatori.
Il programma inaugurale del Padiglione del Qatar alla Biennale Arte 2026
Durante i giorni di pre-apertura (6–8 maggio) e nel weekend inaugurale (9–10 maggio), il programma di a gathering of remarkable people includerà performance musicali curate da Tarek Atoui e ispirate alle strutture del takht (orchestra classica araba) e della wasla (suite o sequenza musicale). Caratterizzate dall’improvvisazione e dalla lunga durata, le performance mostreranno come si svolgevano storicamente i concerti nel mondo arabo. Sotto la direzione di Fadi Kattan, chef provenienti dal Qatar e dall’area del Golfo reinterpreteranno harees / jareesh. Tra gli artisti in programma figurano i musicisti Gobi Drab (flauto, voce, Austria), Tomás Gouband (percussioni, Francia/Algeria), Mazen Kerbaj (tromba, elettronica, Libano), Aya Metwaly (voce, elettronica, Egitto), Sarah Ourahman (violoncello, voce, elettronica, Regno Unito/Algeria), Naghib Shehbenzadeh (percussioni, Iran), Vivian Wang (voce, elettronica, Singapore), insieme alle proposte culinarie degli chef e autori Noor Murad (Bahrain) e Majed Ali Almatrooshi (Emirati Arabi Uniti), della chef Noof Al Marri del Desert Rose Café al Museo Nazionale del Qatar e delle mixologist Anna Patrowicz (Francia) e Vesta Kontrimaviciene (Lituania) dell’akub London.
Livia Montagnoli
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