Sabbie e riti dagli antipodi. Da scoprire in una ex chiesa di Venezia

L’acqua come luogo di scambio e non come confine, le tradizioni aborigene, i diritti giuridici degli ecosistemi. Sono queste le tematiche su cui riflette la nuova mostra di Ocean Space

È una visione inedita quella che accoglie il visitatore della Chiesa di San Lorenzo: il primo ambiente dell’edificio (la navata ovest) è infatti occupato da dune di sabbia, disposte nello spazio a creare isole i cui abitanti – si scopre presto – sono migliaia di piccole conchiglie decorate: la popolazione aborigena Anindilyakwa di Grote Eylandt, un’isola a nord dell’Australia, le chiama Dadikwakwa-kwa. Sono bambole che raccontano storie di resilienza e comunità, protagoniste di un progetto che apre un varco attraverso i continenti, sulla cresta delle maree.   

Repatriates Collective, “From My Mother’s Country”, 2026. Vista della mostra “Tide of Returns” [Onde di Ritorni], Ocean Space, Venezia. Commissionata e prodotta da TBA21–Academy. Foto: Jacopo Salvi
Repatriates Collective, “From My Mother’s Country”, 2026. Vista della mostra “Tide of Returns” [Onde di
Ritorni], Ocean Space, Venezia. Commissionata e prodotta da TBA21–Academy. Foto: Jacopo Salvi

Repatriates Collective in mostra da Ocean Space 

È questa la prima parte, accompagnata da un’installazione videosonora, della mostra che Ocean Space propone per il 2026: Tide of Returnsa cura di Khadija von Zinnenburg Carroll, è una restituzione del lavoro di Repatriates Collective, un gruppo transnazionale di artisti e artiste che lavora sulla restituzione dei manufatti artistici e culturali ai luoghi da cui provengono. Una ricerca estremamente attuale nel processo di decolonizzazione che l’Occidente si trova finalmente ad affrontare. La presenza di Repatriates Collective a Venezia, roccaforte dell’arte occidentale ma anche porto aperto sul mondo, si configura quindi come il presidio di un nuovo modo di intendere la cultura.  

La mostra “Tide of Returns” da Ocean Space 

Le bambole che trovano posto sulle dune dell’installazione From My Mother’s Country, e che vanno a simboleggiare comunità talvolta impegnate in rituali collettivi, sono state realizzate dai diversi membri di Repatriates: un’operazione collegiale che dimostra rispetto verso manufatti così importanti per le comunità da cui provengono (e da cui storicamente sono state esportate), dove le Dadikwakwa-kwa vengono usate come strumento narrativo ed educativo per le bambine, in un processo di connessione ancestrale con la natura. 

La mostra prosegue nella navata est della chiesa, dove è allestita l’opera di Verena Melgarejo Weinandt: l’artista tedesco-boliviana, nonché membro di Repatriates Collective, ha realizzato una installazione tripartita che unisce video, tessuti e trecce nere. Al cuore di Weaving Connections, questo il titolo del lavoro, sono i processi di cura e, ancora una volta, l’acqua e la sua continuità: da fiume a oceano, e ovviamente attraverso la laguna, l’acqua è un elemento comune e imprescindibile per tutte le culture.  

La research room per i diritti della natura 

Oltre all’articolato public program, che ormai è un tratto distintivo di Ocean Space durante tutto l’anno, in parallelo alla mostra si sviluppa una research room co-prodotta da TBA21–Academy, NICHE Centre for Environmental Humanities, Università Ca’ Foscari di Venezia in collaborazione e IDRA and the Confluence of European Water Bodies. Il progetto, intitolato Nature Speaks. Ascoltare i Diritti della Natura a Venezia e in Europa promuove un’idea che si sta diffondendo molto negli studi ecologici: dotare di una personalità giuridica anche i beni della natura e del paesaggio permetterebbe di operare un’ulteriore tutela della fragilità dei nostri ecosistemi. Per statuto, la research room è aperta alla comunità veneziana, invitata a sfogliare i dossier finora prodotti, tra cui quello dedicato proprio alla laguna veneta e alla sua biodiversità. 
 
Alberto Villa  

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Alberto Villa

Alberto Villa

Nato in provincia di Milano sul finire del 2000, è critico e curatore indipendente. Si laurea in Economia e Management per l'Arte all'Università Bocconi con una tesi sulle produzioni in vetro di Josef Albers (relatore Marco De Michelis) e attualmente…

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