A Milano sono in costruzione due spettacolari biblioteche: le foto dei cantieri
"Le biblioteche sono la mia ossessione" ci dice l'Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. E in effetti grazie al Comune ma anche ad investimenti statali e fondi PNRR Milano sta per dotarsi di due nuove infrastrutture culturali significative
Il Ministro Alessandro Giuli esulta sui dati della vendita dei libri, della tenuta delle case editrici mentre lancia nuovi incentivi per i piccoli editori. E in effetti bisogna ammettere che, anche grazie a qualche aiuto pubblico, il mondo del libro in Italia non soffre come altri ambiti editoriali. Certo le storture sono tante (incluso il numero abnorme di micro editori), ma la filiera dimostra una insperata solidità. Soprattutto, cosa non banale, c’è una filiera che altrove invece – si pensi alla catena distributiva dei quotidiani, con le edicole che si stanno estinguendo – perde pezzi.
Non solo le librerie tengono botta (sia quelle grandi dei circuiti più importanti come Feltrinelli, Mondadori, Giunti, Libraccio, sia quelle indipendenti), ma si dimostra dinamico anche l’universo delle biblioteche pubbliche. Vale per le biblioteche statali, per quelle universitarie e anche per quelle locali con tanti circuiti comunali che erogano dei servizi territoriali encomiabili.

In Italia si costruiscono grandi biblioteche. A Milano c’è la BEIC
E poi ci sono i progetti-simbolo, quelli di cui si parla e si parlerà per la loro importanza e dimensione e per il fatto di essere firmati da rinomati studi di architettura. È il caso della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma progettata in Palazzo San Felice da Mario Botta (prevista per il 2027) o dei 20mila mq della Biblioteca Civica Centrale di Torino che troverà spazio nell’edificio di Torino Esposizioni progettato da Pier Luigi Nervi.

E poi c’è Milano dove le biblioteche importanti e emblematiche in costruzione sono addirittura due: la BEIC e la Biblioteca di Lorenteggio. Della BEIC, Biblioteca Europea di Informazione e Comunicazione, abbiamo parlato già: si tratta di un progetto storico che è stato ripescato grazie ai fondi del PNRR e che è in fase ormai di avanzata costruzione (grazie a queste belle immagini scattate da Milano Archives possiamo sbirciare un po’ il cantiere). Il progetto delle due serre di Onsitestudio sta iniziando a crescere decisamente nelle ultime settimane e ora si presenta molto maestoso nell’area di Porta Vittoria, più maestoso di quanto ci si potesse aspettare dai primi render: davvero in grado di trasformare il quartiere. Qui si trasferirà la biblioteca centrale di Milano, oggi con sede a Palazzo Sormani (a proposito: cosa fare poi lì?) e poi ci saranno tanti altri contenuti perché in fondo tutte queste nuove biblioteche puntano ad essere ben di più che semplici luoghi di consultazione di libri ma piuttosto luoghi dove incontrarsi, passare del tempo, fare laboratori, noleggiare si dei libri e dei dischi ma anche altri strumenti culturali e adoperare tecnologie che è difficile avere a casa. La BEIC è un progetto di caratura nazionale, frutto di investimenti statali per decine e decine di milioni, un’opera che va oltre alla semplice giurisdizione del Comune: un gigante da 30mila mq che comprende anche aree verdi e depositi automatizzati. Sarà insomma uno degli spazi culturali più importanti non solo di Milano ma d’Italia nei prossimi anni.
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La nuova biblioteca di Lorenteggio in costruzione a Milano
Ma a Milano, anche se se ne parla molto meno, c’è un’altra biblioteca importante. Certamente è più piccola (“solo” 4mila mq), certamente meno costosa (“solo” 8 milioni di investimenti finanziati in gran parte dal Comune, ma anche qui con aiuti dal PNRR), ma non meno di impatto per il territorio. Anche la Biblioteca di Lorenteggio sta venendo su veloce seguendo il disegno di un gruppo di architetti con capofila Grau Magaña Urtzi. Siamo in un’area strategica perché qui è arrivata la nuova metro blu, c’è il frequentato mercato rionale e ci sono tantissime case popolari. Insomma forse ancor più della BEIC questa biblioteca di periferia (siamo in Via Odazio, le foto sono di Roberto Arsuffi per UrbanFile) sarà in grado di dare slancio ad un’area che sta uscendo dalla marginalità.
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È recentissima la notizia poi di un concorso per dotare questa nuova biblioteca di quartiere (ma con ambizioni da piccola biblioteca internazionale) di un’opera d’arte. Sarà realizzata sulla ciminiera di una centrale termica collocata vicino al nuovo edificio: c’è un investimento di 70mila euro per l’artista vincitore e questo è il concorso. “Il lavoro sarà realizzato nel corso dell’estate e completato insieme alla biblioteca, prevista per settembre” ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi. “Con questo concorso vogliamo trasformare un’infrastruttura tecnica in un segno culturale forte e riconoscibile per il quartiere. L’arte pubblica è uno strumento fondamentale per attivare relazioni, generare senso di appartenenza e accompagnare i processi di rigenerazione urbana. La nuova Biblioteca Lorenteggio sarà non solo un luogo di conoscenza, ma anche un presidio culturale aperto e inclusivo, capace di dialogare con il territorio attraverso linguaggi contemporanei”.

“Le biblioteche sono la mia ossessione” dice l’assessore
Insomma a Milano sono in fase di avanzata costruzione ben due rilevanti infrastrutture culturali, entrambe capaci di un’azione di autentica rigenerazione culturale dei quartieri dove sono collocate. Non si tratta però di un caso o di una particolare combinazione di cantieri che stanno andando a dama tutti nello stesso anno. “Da quando sono stato nominato, ho sempre detto che le biblioteche sono la mia ossessione, quindi sono davvero felice di poter aprire a settembre la biblioteca Lorenteggio e di vedere terminati entro la fine del 2026 i lavori della nuova BEIC” dice Tommaso Sacchi ad Artribune.

“Si tratta di due infrastrutture splendide dal punto di vista architettonico, frutto di concorsi internazionali che hanno visto la partecipazione di importanti studi europei, i quali non si sono limitati a progettare soltanto l’involucro esterno, ma hanno studiato con grande attenzione anche la suddivisione degli spazi, in modo da proporre ai cittadini di Milano, e non solo, un nuovo concetto di biblioteca, legato non solo alla consultazione al prestito dei libri, ma anche, e soprattutto, alla partecipazione, all’aggregazione e all’interazione culturale”, continua Sacchi. “E non si tratta soltanto di innovare modalità e concept, ma anche di estendere gli spazi per una sempre maggiore accessibilità e partecipazione: durante il mio mandato le superfici dedicate al servizio bibliotecario sono più che raddoppiate: da 23mila a oltre 50mila”.
Massimiliano Tonelli
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