30 anni fa apriva l’Albergo Pietrasanta della famiglia Sandretto. Sul confine tra arte, collezionismo e ospitalità

Aperto nel 1996, l’Albergo Pietrasanta è nato dalla ristrutturazione dello storico Palazzo Barsanti Bonetti e grazie all’intuizione di condividere una collezione d’arte privata con ospiti in cerca di un soggiorno fuori dal comune. Il traguardo dei 30 anni tra mostre, opere inedite ed eventi speciali

La storia è molto semplice, e parte dalla mia grande passione per l’arte e per le cose belle. Cercavamo una casa dove stare d’estate, ma fuori dalle rotte più battute. Abbiamo avuto l’occasione di trovare Palazzo Barsanti Bonetti in vendita, e abbiamo subito deciso di farne un albergo di charme. Allora, era il 1992, il sindaco di Pietrasanta ci ha sostenuto moltissimo per autorizzare i lavori di ristrutturazione necessari nel rispetto dell’edificio storico”. Rosa Sandretto riassume così gli inizi di un’avventura nel mondo dell’ospitalità, condivisa con suo marito Gilberto, che all’epoca prendeva le mosse da una felice intuizione e oggi compie 30 anni. L’Albergo Pietrasanta inaugurava nel 1996 non distante da Piazza Duomo, nel centro della cittadina toscana da sempre incline ad accogliere a promuovere l’arte. Fu però una sfida non scontata quella di avviare un’attività di accoglienza fondata sulla condivisione dell’arte, sostenuta dal collezionismo di lungo corso della coppia, che a partire dagli Anni Ottanta ha nutrito una raccolta tra le più profonde e colte in Italia sui linguaggi contemporanei, dal secondo Novecento a oggi, spaziando tra gli artisti italiani e il contesto internazionale.

Alle origini dell’Albergo Pietrasanta. La condivisione dell’arte

Così il palazzo seicentesco della famiglia Gamba Martelli – successivamente appartenuto ai Barsanti – è diventato un piccolo albergo di 20 camere, tutte affacciate su un giardino “segreto”, senza che la struttura storica ne risentisse. Con le opere che abitano i salotti affrescati, accompagnano il passaggio nelle stanze, si incontrano nei corridoi e nella veranda adibita alla colazione. E cambiano nel tempo, generando ogni anno nuove configurazioni, nuovi accostamenti, nuove possibilità di sguardo. “L’arte è stata quasi una scelta obbligata” si schernisce Rosa Sandretto “Mi mancavano terribilmente nuovi muri per la mia collezione, portarla anche a Pietrasanta è stato un processo molto naturale. Ma all’inizio ero quasi intimidita dal palazzo e dalla sua storia; così ho iniziato a portare le opere degli ‘amici’, persone che ho avuto la fortuna di conoscere, con le quali abbiamo instaurato un legame affettivo: Carla Accardi, Mario Nigro, Mario Schifano, Alighiero Boetti. Allora, il set era meno orientato al contemporaneo di quanto sia adesso. Oggi mi diverto molto a trovare sempre nuove associazioni, il palazzo reagisce benissimo. Tra le ultime novità ci sono i lavori di giovani fotografe che abbiamo allestito nelle camere. E sicuramente l’indirizzo prioritario è quello di valorizzare gli artisti italiani, che non sempre hanno lo spazio che meritano”.

La collezione Sandretto negli spazi dell’Albergo Pietrasanta

Nel frattempo sono arrivati anche gli interventi site-specific: “Marco Tirelli ha realizzato una serie di opere in situ, come pure Luigi Ontani; e di recente Monica Bonvicini ha ideato un’opera per l’ascensore del palazzo”. Ancora diversa è la storia della sala dedicata all’arte di Gino De Dominicis: “Mio marito chiese a Gino di acquistare tre suoi quadri realizzati per la Biennale, lui accettò alla condizione che fossero esposti in uno spazio aperto al pubblico, con un determinato tipo di luce. Noi li abbiamo sistemati nell’ultima sala dell’albergo, visibile a chiunque: date le grandi dimensioni, è stato necessario anche un intervento strutturale per allestirli”.
Chi soggiorna all’Albergo Pietrasanta si trova, dunque, proiettato in uno spazio in cui l’arte non è stata musealizzata, e può goderne con la stessa naturalezza della famiglia Sandretto, nelle camere come negli spazi comuni. L’arte, del resto, ha sempre fatto parte del paesaggio domestico di Rosa e suo marito Gilberto, vissuta in un rapporto quotidiano e familiare. E questo approccio passa ai clienti dell’hotel: “Nel tempo abbiamo conquistato la fiducia di una clientela abituale, quasi fosse una piccola comunità legata dalla passione per l’arte. Qualcuno chiede di soggiornare sempre nella stessa stanza, anche se ogni anno, a inizio stagione, cerco sempre di cambiare assetto, soprattutto negli spazi comuni (restano fissi solo i tre grandi quadri di De Dominicis). Fa parte del gioco. Sono stata molto fortunata ad avere un mentore fantastico che è stato Luciano Pistori: ho sempre cercato di trasmettere ai nostri ospiti la naturalezza con la quale è bello approcciarsi all’arte. Non esiste la soggezione, puoi fare colazione mentre guardi un Canevari o un Cariello, instaurare un legame personale con le opere. All’inizio non tutti capivano: 30 anni fa non esisteva il concept dell’art hotel, che oggi è piuttosto diffuso, anche se con modalità che differiscono dal nostro approccio. L’Albergo Pietrasanta è prima di tutto una residenza di famiglia, votata alla condivisione del nostro modo di vivere l’arte”.

Albergo Pietrasanta
Albergo Pietrasanta

I 30 anni dell’Albergo Pietrasanta. Le iniziative

Conta, in tal senso, la visione curatoriale che Rosa Sandretto – tra le più importanti collezioniste d’arte in Italia, già nel board del PS1 di New York e del Centre Pompidou a Parigi – condivide con sua figlia Carolina, fotografa e fautrice delle idee più innovative che orientano il futuro dell’Albergo Pietrasanta. A lei anche il compito di concertare il programma di eventi e celebrazioni speciali che nel 2026 sanciscono il trentesimo compleanno del progetto. A cominciare dell’opera in edizione limitata di Letizia Cariello, di cui saranno omaggiati tutti gli ospiti che arriveranno nei prossimi mesi: “Letizia è un’amica, abbiamo pensato a lei per festeggiare questo compleanno con uno dei suoi calendari ricamati. Ne ha realizzato uno di grandi dimensioni per l’hotel, e dalla matrice originale ha tratto la tiratura limitata in scala, da regalare ai clienti affezionati”. Il 20 giugno, invece, l’Albergo Pietrasanta ospiterà una grande cena “con tutte le persone che hanno reso e rendono possibile portare avanti questa attività. Dietro alla manutenzione di un palazzo storico c’è una comunità di tecnici, artigiani, maestranze, professionisti che ci hanno accompagnato negli anni”. E ancora, all’inizio di agosto si terrà la colazione che rinnova il sodalizio di lungo corso con la rassegna Pietrasanta in concerto, ideata dal violinista belga Michael Guttman.

L’Albergo Pietrasanta a sostegno dell’arte

La vera novità, però, si concretizza nell’apertura al pubblico – anche esterno – di un “nuovo” spazio espositivo all’interno dell’Albergo: “Abbiamo pensato di sfruttare la scala che conduce alle vecchie scuderie, collegando le due ali principali del palazzo, e di esplorare le potenzialità espositive di uno spazio che sottopone gli artisti e i curatori a trovare soluzioni non facili. E c’era il desiderio di far entrare la fotografia in Albergo, in modo più strutturato”, spiega Carolina Sandretto. Così è nato il progetto Arte in vacanza, in collaborazione con Irene Crocco di Viasaterna: la mostra aprirà il 22 maggio e si concentrerà sul racconto della natura attraverso foto d’artista. Una prima edizione che potrà ripetersi in futuro, seguendo l’idea di mecenatismo che è cara a Rosa Sandretto: “È necessario promuovere l’arte e gli artisti in spazi accessibili al pubblico, come sono quelli del nostro Albergo. Non credo, invece, nella bontà di dare vita a nuove istituzioni culturali: le istituzioni ci sono e vanno sostenute; noi possiamo lavorare per alimentare il dialogo tra artisti, galleristi, realtà che si muovono nel sistema dell’arte”.
E così presto, grazie a una collaborazione con Elisabetta Cipriani, entreranno in albergo anche i gioielli d’artista, esposti all’ingresso in una teca progettata da Ettore Sottsass. 
E intanto prosegue l’attività di Magazzino Pietrasanta, il progetto che ha preso forma sotto la curatela di Alessandro Rabottini per ospitare tutte le opere della collezione di grande formato, inadatte a entrare in hotel, esposte invece in un ex spazio industriale di quasi 800 metri quadri poco fuori città, utilizzato anche per eventi. Con Rabottini è appena nata anche un’altra iniziativa: il recupero di uno spazio finora utilizzato come magazzino dell’Albergo, al civico 108 di via Garibaldi, ribattezzato Spazio108, dov’è ora allestita l’enorme installazione di Katharina Sieverding acquistata nel 1994.

Livia Montagnoli

Albergo Pietrasanta
Via G. Garibaldi, 35, Pietrasanta
[email protected]
+39 0584 793726

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