Gli spazi accoglienti dell’artista italiana Donatella Spaziani alla sua prima grande mostra in Cina

Si intitola “Incolume tra le cose” la prima personale di Donatella Spaziani in Cina che, dopo una lunga residenza, presenta al Sichuan Fine Arts Institute Art Museum un corpus di opere in cui le risonanze orientali, da sempre presenti nella sua poetica, risuonano ancora più vive e ricercate

Al Sichuan Fine Arts Institute Art Museum di Chongqing, inaugurata una mostra che apre un terreno di ascolto tra la sensibilità della ricerca artistica italiana e la cultura orientale. A Chongqing, città del sud-ovest della Cina, dalla verticalità febbrile e stratificata, dove lo spazio si ridefinisce tra livelli sovrapposti in un ritmo urbano quasi vertiginoso, Incolume tra le cose personale di Donatella Spaziani (Ceprano, 1970) ci introduce in una soglia diversa: quella di un tempo rallentato e un ascolto che si deposita. Inaugurata il 14 marzo 2026 al Sichuan Fine Arts Insistute Art Museum, la mostra si inscrive in un dialogo artistico e interculturale tra Oriente e Occidente. Ed è il portato di un progetto promosso dall’Ambasciata d’Italia in Cina, dal Consolato Generale d’Italia a Chongqing, e organizzato dall’Istituto di Belle Arti del Sichuan e dall’associazione Zerynthia con il sostegno delle Accademie di Belle Arti di Firenze e di Frosinone.

Incolume tra le cose. Sala centrale. Ricamo, ricamo su tessuto, 2026; Piazza, installazione ferro verniciato e cuscini rivestiti in tessuto, 2026; Pièce, installazione sonora, audio digitale, Alessandro Tomei sax, 2010. Foto credit: Sichuan Fine Arts Institute Art Museum
Incolume tra le cose. Sala centrale. Ricamo, ricamo su tessuto, 2026; Piazza, installazione ferro verniciato e cuscini rivestiti in tessuto, 2026; Pièce, installazione sonora, audio digitale, Alessandro Tomei sax, 2010. Foto credit: Sichuan Fine Arts Institute Art Museum

La Cina nella mostra di Donatella Spaziani al Sichuan Fine Arts Insistute Art Museum

Non si tratta del primo incontro dell’artista con la Cina, ma in questa occasione, la lunga permanenza ha accompagnato la sua ricerca come un’estensione dello sguardo; un’immersione nella vitalità di Chongqing, nei suoi contrasti tra modernità e tradizione, che convivono armoniosamente, ma anche nei gesti più semplici del quotidiano e nel fertile incontro con artisti e persone comuni. Con oltre 100 opere tra disegni, collage, autoscatti, installazioni, carte da parati e sound art, si ripercorre l’intero processo creativo dell’artista. Il percorso espositivo fluisce come un attraversamento continuo, articolato in ambienti differenti, tenuti insieme da una coerenza quasi respiratoria. Abbandonata la linearità cronologica, le opere diventano frammenti di un discorso, presenze che si richiamano a distanza. Osservata da vicino, Incolume tra le cose rivela una dimensione centrale nell’opera di Spaziani: la capacità di costruire spazi che non impongono, ma accolgono, lasciano affiorare. Non siamo spettatori, ma una presenza implicata, un corpo che misura altri corpi, altre assenze, altre possibilità di contatto.

La delicatezza del segno e la filosofia del silenzio nella ricerca di Donatella Spaziani a Chongqing

Artista poliedrica, Spaziani porta avanti una pratica site-specific, in cui il corpo è evocato come una misura fragile dello spazio, come forma identitaria attraversata dal tempo. Emerge così il suo punto di vista, che legge e respira la realtà, in un sentire che da personale diventa esperienza collettiva. Al centro della sua pratica artistica, già connotata da un fare orientale, c’è la delicatezza del segno, e la filosofia del silenzio le cui risonanze si amplificano nel contesto cinese. Come ha osservato He Guiyan, il direttore del Museo d’Arte dell’Istituto di Belle Arti del Sichuan, durante l’evento inaugurale, “la sua arte prende la tranquillità come fulcro e il corpo come mezzo per esplorare i confini dello spazio, della memoria e dell’esistenza. Nelle sue opere, vediamo la saggezza del ‘lasciare lo spazio vuoto’ tipica dell’Oriente e la fluidità delle linee occidentali”.

Le opere di Donatella Spaziani al Sichuan Fine Arts Insistute in Cina

Tra le sue cifre linguistiche, ritorna la sua figura-ombra-silhouette, incarnando un segno dell’esistenza, vincolata a spazi, perimetri e pareti di una stanza, talvolta libera, talvolta costretta.  Accade negli Autoscatti, nati nelle stanze d’albergo durante le sue residenze, in cui rispecchiarsi e infrangersi. L’immagine non coincide mai con un semplice autoritratto biografico: è una figura statica o in movimento, al sorgere dell’alba sospesa tra agglomerati urbani che si lasciano ritrarre sullo sfondo, oppure che lascia la propria traccia su un letto, suggerendo presenza nell’assenza.

Una dimensione parietale è affidata alla Mappa di Chongqing. Di una realtà immensa e disorientante della metropoli, soprattutto allo sguardo occidentale, con la quale restituire il piacere della sosta, del fermarsi e immergersi in un brulicare fitto di nomi e luoghi, che si riversa fino al pavimento, a farsi quasi presenza ancora più tangibile.

Nei disegni emerge la delicatezza dei supporti; la carta, superficie vulnerabile e insieme ricettiva, accoglie ombre, silhouettes in posture danzanti o posate, fluttuanti in uno spazio e dense di trame di segni, dai ritmi a volte tesi, frenetici, a volte ampi e pausati. Alcune figure assumono le posture tipiche del luogo. E poi i gouache su carta, che custodiscono intimità ancor più fluide e raccolte, sotto il segno di un calligrafismo orientale.

La poesia della Spaziani come un linguaggio democratico da far vivere in tutti i contesti

A misurarsi direttamente con l’idea dell’incontro è la sala centrale, cuore pulsante del percorso espositivo, concepita come una piazza, un’agorà del pensiero e dell’ascolto.

Nella mostra ci attraversano le tracce delle sue opere sonore, echi che risuonano negli ambienti. Viene riattivato il progetto itinerante La voce dei poeti, opera corale iniziata nel 2000, per dare corpo e voce alla poesia che, come sostiene l’artista, nell’arte e nella vita contemporanea occupa sempre meno spazio. Qui, si aggiunge una nuova edizione: all’interno di una radio d’epoca, risuonano, evocando memorie ancestrali, antiche poesie della tradizione cinese. Questa volta sono voci di persone comuni, di diverse generazioni, che ha incontrato durante il periodo in cui ha vissuto lì per sottolineare, ancora una volta, la necessità di far vivere la poesia in tutti i contesti sociali e culturali.

In un presente dominato dall’urgenza dell’immagine e dalla saturazione visiva, la sua poetica ne risulta una qualità rara, quasi necessaria. Una pratica che ama la fluidità dell’esistere e un invito: “a rallentare, a prestare attenzione anche alle cose più piccole, più insignificanti. Prendere un po’ più di tempo per ascoltare se stessi” spiega Spaziani.

Claudia Falcetelli

Chongqing (Cina) // Fino al 19 aprile 2026 
Incolume tra le cose. Donatella Spaziani
SICHUAN FINE ARTS INSTITUTE ART MUSEUM
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