Nei ritratti di Philippe Halsman c’è tutta l’élite culturale del Novecento. La mostra in Veneto
Fotografo sperimentatore e grande ritrattista, Philippe Halsman è il protagonista della mostra allestita a Palazzo Pinato Valeri, a Piove di Sacco: una ricognizione della sua carriera e dei suoi incontri, da Einstein a de Chirico, da Marilyn a Hitchcock
Datano al 1930 le prime foto di Philippe Halsman (Riga, 1906 – New York, 1979) esposte nella mostra a Palazzo Pinato Valeri, a Piove di Sacco, sono dell’autunno-inverno di quell’anno. Rappresentano alcune teste di donna, non c’è traccia dei corpi. A quell’epoca il fotografo aveva ventiquattro anni e stava per abbandonare gli studi in Ingegneria Elettronica. Era appena arrivato a Parigi. Proveniva dalle carceri austriache, che lo avevano rilasciato, dopo avergli fatto scontare due anni, con l’accusa di avere ucciso il proprio padre durante un’escursione sulle Alpi tirolesi. Importanti intellettuali e scienziati avevano appoggiato la sua innocenza così da provocarne la scarcerazione.

Philippe Halsman e gli incontri con Einstein e Dalì
A Parigi lavora per alcune importanti riviste, tra le quali Vogue, VU e Voilà. Le sue foto sono uniche, facilmente riconoscibili. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale cerca di tornare in America, ma è difficile riuscire ad ottenere il visto. Chi lo aiuta in tal senso? Albert Einstein, che è stato anche oggetto di alcuni suoi ritratti. Nel 1941 avvia un rapporto di amicizia, che sarebbe durato fino alla fine dei suoi giorni, con Salvador Dalì, rapporto che avrebbe segnato la sua ricerca, la sua produzione. Per l’artista spagnolo realizza numerose fotografie. Fra le altre quelle per un concorso di costumi teatrali. Sono immagini fuori dal normale in cui uomini e architetture paiono convivere in atmosfere surreali. Il balletto è una delle sue passioni, importante il lavoro che realizza nel 1946 per Martha Graham.
Le sperimentazioni e i ritratti di Philippe Halsman in mostra a Piove di Sacco
Tra le foto in mostra alcune con i corpi umani completamente trasformati: una gamba che diventa un punto interrogativo, un corpo trasformato in un volto, con dei richiami a Magritte, donne senza testa. Nel suo studio sulla 67° Strada Ovest di Manhattan lavora in camera oscura, crea montaggi, giochi, divertissement geniali. Soggetti delle sue foto sono, tra gli altri, Jean Cocteau, Marcel Duchamp, John e Bob Kennedy, Winston Churchill, Brigitte Bardot, ma anche le nostre attrici Silvana Mangano e Sophia Loren. In alcuni lavori in cui porta il movimento nell’immagine parrebbe aver preso spunto da certa fotografia futurista di Bragaglia. Per una vasta serie di ritratti Halsman chiede ai suoi soggetti di saltare, ne nascono delle foto molto leggere, per certi versi poetiche. Di grande intensità il ritratto a Giorgio de Chirico e alla moglie Isabella, nella loro casa romana.

La fotografia secondo Philippe Halsman
“Se la fotografia di un essere umano non mostra un approfondimento psicologico, non è un vero ritratto ma una vuota somiglianza. Perciò il mio obiettivo principale nel ritratto”, scrive lo stesso Halsman, “non è né la composizione, né il gioco di luci, né il mostrare il soggetto davanti a uno sfondo significativo, né la creazione di una nuova immagine visiva. Tutti questi elementi possono trasformare una foto vuota in un’immagine visivamente interessante, ma per essere un ritratto la fotografia deve catturare l’essenza del soggetto”. Azione che lui fa regolarmente. Tra i personaggi dei quali ha meglio saputo cogliere la personalità Alfred Hitchcock, del quale vi sono alcuni ritratti di diversa tipologia in bianco e nero e a colori. Indimenticabile quello in cui il suo volto è ibernato nel frigorifero di casa, davanti al quale è la moglie Alma con un piatto in mano: dentro c’è un polletto arrosto. L’atmosfera è noir. Numerosi gli scatti a Marilyn Monroe, in cui la bellezza della diva è colta nella sua totalità. Ma in uno di questi, decisamente spiazzante, Halsman ha fuso la faccia di Marilyn con la testa di Mao, enfatizzando l’attaccatura dei capelli molto alta: è riuscito così a dissacrare, con l’ironia che lo ha contraddistinto, politica e bellezza.
Angela Madesani
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