In un borgo lombardo la giunta comunale si taglia lo stipendio per restaurare un castello visconteo

Il Castello Albani è un polo di attrazione della cittadina di Urgnano. La Sala delle Quattro Stagioni è stata appena restaurata grazie ai 24mila euro raccolti da Sindaco e assessori rinunciando alla propria quota di indennità

A Urgnano, centro di poco più di 10mila abitanti alle porte di Bergamo, si arriva per visitare la Rocca viscontea trecentesca, trasformata in residenza signorile dai Conti Albani nel Cinquecento. Il Castello Albani, com’è conosciuto oggi, deve però la sua forma attuale all’ambizioso restauro ottocentesco, completato nel 1842 dall’architetto Bianconi per conto di Venceslao Albani.

La storia del Castello Albani di Urgnano

All’epoca risalgono il giardino pensile e il rifacimento della caratteristica merlatura a coda di rondine che segue il perimetro delle mura.
Poco dopo, a seguito di un tracollo finanziario, Albani dovette mettere all’asta la Rocca e tutti i suoi arredi: il castello passò quindi nelle mani delle famiglie Fuzier, Sala e Gelmini fino al 1953, quando venne acquistato dal Comune di Urgnano che, già nel corso degli Anni Ottanta si premurò di finanziare un importante restauro, per aprire il sito alle visite e agli eventi (oggi nelle sale della Rocca si svolgono mostre, convegni, spettacoli teatrali, banchetti, matrimoni, e spesso si può prendere parte a tour guidati negli ambienti storici).

Parete primavera
Parete primavera

Il restauro del Castello Albani, finanziato con le indennità di Sindaco e assessori

Negli ultimi mesi, il castello è stato nuovamente oggetto di un restauro conservativo che ha interessato la Sala delle Quattro Stagioni, alla sommità della torre sud, interamente affrescata con temi ispirati alle quattro stagioni.
La peculiarità dell’intervento, che si inserisce all’interno di un percorso più ampio di attenzione verso il Castello Albani e il suo patrimonio storico, sta nella modalità del finanziamento che ha permesso di realizzarlo. L’operazione è infatti stata sostenuta interamente dall’amministrazione comunale, attraverso la quota delle indennità relative al 2025 del sindaco e dei quattro assessori. Una prassi avviata con l’insediamento della giunta nell’ottobre 2021, che ha previsto la rinuncia al 30% delle retribuzioni, consentendo di destinare circa 24mila euro all’anno a interventi sul territorio.
Una scelta politica e culturale precisa, fondata sulla volontà – da parte dell’amministrazione – di destinare risorse proprie alla tutela dei beni culturali come investimento strutturale per la comunità. 

Il progetto è stato portato a termine sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per il territorio di Brescia, e il restauro – coordinato dall’impresa sociale bergamansca yepTalks – ha interessato le decorazioni murali e il soffitto ligneo della Sala, con operazioni di pulitura, consolidamento e messa in sicurezza delle superfici.

Un’amministrazione comunale che investe in cultura per la comunità

Questo intervento non si configura come episodio isolato, ma come parte di una linea amministrativa continuativa che considera il Castello Albani un presidio culturale centrale per il territorio” spiega la restauratrice che ha condotto l’intervento, Jole Marcuccio La tutela del patrimonio viene così intesa non solo come conservazione materiale, ma come azione pubblica strutturale, capace di rafforzare identità, consapevolezza e partecipazione”. Durante le fasi di lavorazione è stata inoltre realizzata una documentazione video del restauro, che accompagnerà la restituzione pubblica del progetto, per renderlo più trasparente e accessibile alla cittadinanza.
A confermare l’orientamento del Comune di Urgnano è il Sindaco Marco Gastoldi: “Investire nella conservazione dei nostri beni significa rafforzare l’identità del paese, offrire a cittadini e visitatori luoghi di bellezza e memoria e trasmettere alle future generazioni il valore della nostra storia. Questo intervento conferma le scelte strategiche adottate per il turismo culturale: valorizzare il Castello Albani lo rende sempre più attrattivo e capace di generare opportunità per il territorio e per le attività locali”.
Dal 2022 al 2025, la quota delle indennità non riscossa da Sindaco e assessori è servita anche a efficientare il cimitero di Urgnano, a finanziare la pulitura del Monumento ai caduti della cittadina, a riqualificare l’ingresso sud del parco Albani. “È una prassi che portiamo avanti dai mandati precedenti” sottolinea il Sindaco “e che non ci teniamo nemmeno a pubblicizzare più di tanto. La differenza è che, in passato, le somme non venivano reinvestite sul territorio, ma restavano nel calderone del bilancio”. Il mandato della giunta Gastoldi terminerà nel 2027, e per allora la cifra complessiva reindirizzata verso interventi a favore della comunità si aggirerà tra i 120 e i 140mila euro. Intanto sono già in fase di pianificazione gli interventi cui destinare le somme del 2026 e 2027. Lodevole? Senza ombra di dubbio. Ma c’è da dire che nel paese più tassato d’Europa le risorse per tenere in ordine territorio e patrimonio dovrebbe venire dalla fiscalità generale non da amministratori già pagati una miseria che rinunciano a ciò che gli spetta.

Livia Montagnoli

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