A Bergamo ci sono mostre dell’Accademia Carrara pensate apposta per i bambini. L’intervista
Lucia Cecio ha curato insieme a Martina Moretti “Arte e Natura Kids”, una vera e propria mostra rivolta ai più piccoli e costruita di pari passo con l’omonima esposizione della Carrara. Ci ha raccontato questa e le altre attività del suo ufficio, tra didattica e inclusione
Presso l’Accademia Carrara di Bergamo si è conclusa Arte e Natura Kids, la prima mostra espressamente dedicata al pubblico dei bambini e delle bambine. I risultati hanno spinto le curatrici Lucia Cecio e Martina Moretti a proseguire in questo senso con la programmazione, con lo scopo di arricchire la proposta educativa in chiave sempre più inclusiva e multisensoriale. Abbiamo raggiunto proprio Lucia Cecio, responsabile dei Servizi educativi del museo bergamasco, per farci raccontare queste esperienze.
Intervista a Lucia Cecio
Quale è il suo percorso formativo e il suo ruolo presso l’Accademia Carrara di Bergamo?
Sono Responsabile dei Servizi educativi e Audience Development presso la Fondazione Accademia Carrara di Bergamo. La mia è una formazione in Storia dell’arte, ma ho iniziato a occuparmi di didattica del museo e di educazione al patrimonio sin dall’università per poi indirizzare la mia ricerca verso l’accessibilità e il Welfare culturale.

Ci vuole presentare il progetto educativo ideata in occasione della mostra Arte e Natura?
Il 10 ottobre 2025 ha aperto Arte e Natura Kids, la prima mostra che l’Accademia Carrara ha dedicato a bambine e bambini e che vorrebbe diventare una proposta continuativa del museo, in un’ottica, appunto, inclusiva. La mostra si intitolava Arte e Natura per due ragioni: perché è collegata alla mostra principale Arte e Natura. Pittura su pietra tra cinque e Seicento e perché le opere esposte sono realizzate con materiali del mondo naturale: pietra, rame, legno, tela. Protagonisti sono stati i supporti. La richiesta ricevuta dalla Direzione era quella di indagare le diverse tecniche pittoriche per accompagnare l’esposizione della pittura su pietra e, allora, come curatrici io e Martina Moretti ci siamo chieste come rendere accessibile questo contenuto a un pubblico di bambini, principalmente dai 6 anni. La risposta l’abbiamo trovata nei supporti. È infatti la superficie, ogni volta diversa, che impone all’artista di misurarsi con nuove possibilità e limiti, sperimentando diversi modi di dipingere. Per questo motivo in mostra trovava spazio ciò che solitamente è celato sotto la superficie pittorica, compreso il retro dei dipinti!
Che opere sono state scelte per l’occasione?
La mostra esponeva opere vere, provenienti dai depositi del museo e scelte per il supporto: pietra, rame, tavola/legno, tela ed è stata organizzata come un percorso di avvicinamento ai materiali utilizzati dagli artisti: osservazione, scoperta e sperimentazione, per comprendere cosa si nasconde sotto la superficie pittorica e dietro il lavoro del pittore.
Cosa si può fare in questa mostra che solitamente non possiamo fare?
Qui le opere sono state appese più in basso del solito per essere guardate da vicino anche dai bambini. Sotto i dipinti trovano spazio delle cassettiere, appositamente disegnate e trasformabili nel tempo e in base alle esigenze allestitive, che contengono opere e oggetti da scoprire con lenti di ingrandimento o attraverso il tatto.
C’erano infine tavoli, sgabelli e tanti materiali per sperimentare seguendo l’esempio degli artisti del passato e del presente: nessun pennarello, fogli di texture, dimensioni e forme diverse, tavolette artigianali per il frottage, pastelli e matite di qualità, adatte al lavoro artistico, per differenziarli dalla dotazione dell’astuccio comune. Appesi alle pareti, accanto alle opere del museo, trovavano posto i disegni della Fondazione PInAC; un prestito prezioso e in dialogo con i temi della mostra perché ha portato per la prima volta a Bergamo una selezione di opere realizzate da bambine e bambini con diverse tecniche.
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Quale la novità del progetto e che riscontri avete ricevuto?
Arte e Natura Kids è stata la prima mostra che l’Accademia Carrara ha dedicato espressamente a bambine e bambini, ma è stato ed è un progetto vivo perché lo abbiamo inteso campo di sperimentazione a vari livelli. Innanzitutto, vede la collaborazione dell’Università degli studi di Bergamo e coinvolge nella progettazione e organizzazione della mostra tre studentesse del corso di laurea magistrale in Valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione, che hanno seguito tutte le fasi di preparazione, dall’ideazione all’allestimento. Inoltre, abbiamo avviato un progetto di valutazione d’impatto che utilizza strumenti differenziati per conoscere le esigenze e il punto di visita delle famiglie e dei bambini.
Puoi condividere con noi i primi risultati?
I risultati ci hanno spinto a progettare la prossima mostra per bambini, che aprirà nel mese di febbraio, sempre ad accompagnare e offrire altri sguardi alla mostra principale attraverso fruizione autonoma e momenti strutturati, accompagnati da educatrici ed educatori museali. Abbiamo raccolto 52 questionari dagli adulti: il 50% era in Carrara per la prima volta e oltre il 70% visitava con bambini; 4 su 10 dichiarano di essere venuti appositamente per Kids. Sul piano dell’esperienza, i dati dicono che: l’aspetto interattivo è valutato 4,47/5 (quasi il 90% assegna 4 o 5), e anche il clima percepito come sereno, accogliente e adatto alla condivisione tra adulti e bambini raggiunge 4,53/5. È un dato importante per noi perché parla di inclusione non come “contenuto” aggiunto, ma come condizione di visita: uno spazio in cui i bambini possono muoversi con autonomia (valutazione 4,34/5) e gli adulti non devono “gestire” continuamente, ma condividere.
Nei questionari dei bambini, che utilizzavano un metodo creativo, con risposte attraverso immagini, e nei focus group con i bambini partecipanti alle attività guidate emerge che la sperimentazione con i materiali e la possibilità di creare sono le azioni preferite. Anche i commenti aperti degli adulti insistono su questi elementi (“spazio pensato ad hoc”, cassettiere e lenti come “ottima trovata”) e ci restituiscono il senso di un museo vissuto come tempo di benessere condiviso.
Che ruolo hanno la multisensorialità e l’accessibilità nella vostra progettazione?
Direi che sono centrali. Arte e Natura Kids lo dichiara apertamente, ma la multisensorialità informa molte delle nostre proposte: abbiamo imparato ad utilizzare questo approccio con il primo progetto di accessibilità con e per persone cieche, Valori tattili, e lo considero parte integrante di una buona esperienza di visita in museo, anche se spesso dimentichiamo quanti modi esistono di scoprire e conoscere.
Annalisa Trasatti
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