Il Fiore di Pietra sulla vetta del Monte Generoso, a 1700 metri di altitudine, è uno dei più recenti interventi dell’architetto che ha fondato l’Accademia di architettura di Mendrisio. Aldo Premoli l’ha visitato e racconta la sua esperienza.

La cremagliera ci impiega 45 minuti per percorrere 9 km. 54 Euro a persona per un tracciato, a dire il vero noiosissimo, che ti porta dalla stazione di Capolago (26 km da Lugano, 12 da Chiasso) ai 1700 metri della vetta del Monte Generoso. Una partenza ogni ora, dalle 9.05 alle 16.05, per diverse centinaia di visitatori al giorno, ma se sei allenato c’è un bel sentiero che prevede un tempo di percorrenza di almeno 4 ore. Dalla inaugurazione dello scorso aprile lo hanno raggiunto oltre 50.000 visitatori. Il Fiore di Pietra di Mario Botta si presenta senza alcun ritegno come una tourist trap delle più classiche. Il problema però è capire se si tratta di una bellissima tourist trap o – come qualcuno pensa – dell’ennesimo ecomostro nobilitato da una grande firma dell’architettura internazionale. Osservando in fotografia questa costruzione si propende immediatamente per la seconda opzione: pare più un cardo obeso che un fiore. Ma l’impatto nella realtà è diverso: giunti ai suoi piedi, la struttura, aggrappata su un ciglio di roccia, appare sospesa nel vuoto. Le finestre ritraggono il movimento delle nuvole, la vista a 360 gradi sul lago e sulle valli intorno mozza il fiato.

Mario Botta, Fiore di Pietra, Monte Generoso 2017. Photo Enrico Cano
Mario Botta, Fiore di Pietra, Monte Generoso 2017. Photo Enrico Cano

L’ESPERIENZA DAL VIVO

Questo manufatto costruito in pietra grigia, vetro e acciaio contiene, disposti su quattro piani, un ristorante gourmet da 125 posti un self service-caffetteria (120 posti a rotazione su un terrazzo panoramico) l’immancabile pro-shop e una sala conferenze. Sul tetto Botta ha sviluppato il più classico rooftop panoramico. Dal Fiore sono percorribili almeno dieci bellissimi sentieri e una ferrata. Difficoltà variabile e bambini dagli 8 anni assolutamente previsti. Naturalmente sono stati previsti anche tracciati per mountain bike e scuola di parapendio: gli svizzeri quanto a organizzazione non sono secondi a nessuno.
Vale la pena di trascorrerci una giornata? Assolutamente sì. Se poi qualcuno ci si reca in gruppo avrà certo di che discutere. Una cosa che mi ha colpito è che tutti i visitatori portino i rifiuti a valle senza distrazione alcuna, senza alcuna sollecitazione. Dimostrando di conoscere le regole dell’alta montagna.

Aldo Premoli

www.montegeneroso.ch/it/monte-generoso/fiore-di-pietra
www.botta.ch

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AutoreMario Botta
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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Catania, Milano, New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste “Belfagor” di Luigi Russo e “Alfabeta” di Nanni Balestrini. Nel 1984 cura l’edizione di “Moda e Musica nei costumi di Sylvano Bussotti”. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”, “Vogue Pelle” e “Vogue Tessuti”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze di comunicazione e trend forecasting ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post Italia” e Global “Risk Insight”, nel 2016 ha pubblicato – insieme all’economista Maurizio Caserta – “Mediterraneo Sicilia Europa. Un modello per l’unità europea” e ha fondato l’Associazione e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome.
  • Carlo Palmerini

    Perciò, sig. Premoli, un colpo alla botte e uno al cerchio? E’ un ecomostro o no, anche vedendolo da vicino? Guardando le foto non si avrebbe dubbio alcuno. Certo gli interni sono eleganti, finanche glaumor fino al fighetto estremo, non proprio adatti all’alta montagna, casomai a una elegante via del centro urbano. Ma, le foto,da fuori danno l’impressione dell’ennesima occasione mancata: quelli di astenersi dall’intervenire in luoghi dove nulla può l’ingegno (???) dell’uomo nei confronti della bellezza della natura.

  • Angelov

    Più che un edificio sembra trattarsi di un “Ordigno”; del resto il pur bravissimo Botta non sarebbe nuovo ad eco-mostri, vedi il casinò di Campione d’Italia che incombe con le sue faraoniche strutture sul lago di Lugano.
    Errare humanum est…