Mostre d’autunno in Veneto

A poche ore dall’inaugurazione di ArtVerona, una panoramica delle mostre autunnali in terra veneta. Da Picasso a Vincenzo Scamozzi, senza tralasciare una puntatina a Venezia.

Vincenzo Scamozzi, Villa Molin alla Mandria, Padova - photo Vaclav Sedy
Vincenzo Scamozzi, Villa Molin alla Mandria, Padova - photo Vaclav Sedy

DOPO CASTELVECCHIO
Sono passati dieci mesi dal furto del secolo al Museo di Castelvecchio, a Verona, e quattro mesi dal ritrovamento delle opere in Ucraina – e i dipinti non sono ancora rientrati. Assurdità legate ai delicati equilibri internazionali, “melina” delle autorità ucraine in un momento di gravi tensioni (il conflitto con la Russia). Il tutto mentre il sindaco Flavio Tosi pensa bene di concedere al discusso presidente ucraino Porošenko, a mo’ di premio per il ritrovamento, la cittadinanza onoraria veronese; e mentre il suddetto presidente si fa bello delle nostre opere, esposte in una mostra a Kiev. A fine agosto, per sbrogliare la matassa è intervenuto anche il nunzio apostolico in Ucraina: speriamo che Santa Romana Chiesa sia in grado di compiere il miracolo.
Nell’attesa che ritornino Pisanello e compagni, Verona si abbandona all’abbraccio (mortale?) delle grandi mostre: al Palazzo della Gran Guardia vanno in scena i Maya, mentre l’AMO di Palazzo Forti fa seguire a una rassegna su Maria Callas una mostra dedicata a un’altra icona del Novecento, Pablo Picasso.

Vincenzo Scamozzi, Villa Molin alla Mandria, Padova - photo Vaclav Sedy
Vincenzo Scamozzi, Villa Molin alla Mandria, Padova – photo Vaclav Sedy

NON SOLO VERONA
Basta tuttavia allontanarsi di poco dalla città dell’Arena per imbattersi in proposte espositive più sofisticate: al Palladio Museum di Vicenza, disegni, modelli e fotografie fanno entrare il visitatore dentro “la mente” del grande architetto Vincenzo Scamozzi, mentre in Laguna sono diverse le mostre che intrigano.
La Fondazione Cini propone, fino al 15 novembre, una serie di “capolavori ritrovati”, con una selezione di opere, alcune mai esposte prima, che magari non saranno tutte, come da titolo, capolavori, ma che sono di sicuro interesse. A Palazzo Ducale continua, fino al 13 novembre, Venezia, gli Ebrei e l’Europa. 1516-2016, allestita in occasione del quinto centenario dell’istituzione del Ghetto: una ricca messe di materiali (dipinti, documenti, disegni, oggetti liturgici) illustra i rapporti tra la minoranza ebraica e la Venezia cristiana, per secoli straordinario crocevia commerciale e culturale.

Fabrizio Federici

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #33

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Fabrizio Federici
Fabrizio Federici (1978) ha compiuto studi di storia dell’arte all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, dove ha conseguito il diploma di perfezionamento discutendo una tesi sul collezionista seicentesco Francesco Gualdi e il suo inedito trattato Delle memorie sepolcrali. I suoi interessi comprendono temi di storia sociale dell’arte (mecenatismo, collezionismo), l’arte a Roma e in Toscana nel XVII secolo, la storia dell’erudizione e dell’antiquaria, la fortuna del Medioevo, l’antico e i luoghi dell’archeologia nella società contemporanea. È autore, con J. Garms, del volume "Tombs of illustrious italians at Rome". L’album di disegni RCIN 970334 della Royal Library di Windsor (“Bollettino d’Arte”, volume speciale), Firenze, Olschki 2010. Dal 2008 al 2012 è stato coordinatore del progetto “Osservatorio Mostre e Musei” della Scuola Normale.