Addio a Elio Fiorucci. Morto a Milano a 80 anni lo stilista icona degli anni Ottanta: fra i primi a incrociare moda e arte contemporanea, con Haring e Warhol

Un precursore, in tante direzioni. Fra i primi a svecchiare la moda e a creare trend per i più giovani, fra i primi a credere nell’incontro fra fashion e arte contemporanea. A un mese dalla scomparsa di Micol Fontana, l’estate 2015 si porta via un altro grande nome della moda italiana: a Milano all’età di […]

Elio Fiorucci assieme a Andy Warhol
Elio Fiorucci assieme a Andy Warhol

Un precursore, in tante direzioni. Fra i primi a svecchiare la moda e a creare trend per i più giovani, fra i primi a credere nell’incontro fra fashion e arte contemporanea. A un mese dalla scomparsa di Micol Fontana, l’estate 2015 si porta via un altro grande nome della moda italiana: a Milano all’età di 80 anni è morto Elio Fiorucci, trovato senza vita nell’abitazione in zona Porta Venezia nella mattinata di lunedì 20 luglio.
Un precursore, dicevamo: che dal primo negozio, in Galleria Passarella, aperto nel 1967 insieme al padre, aveva dato il via a un’espansione decennale, che lo portò a sbarcare in capitali come Londra e New York. Un successo dovuto all’intuizione di creare uno stile rivoluzionario e soprattutto riconoscibile per la moda giovane, nel puntare da subito su comunicazione e pubblicità e nell’approdare a un logo divenuto prestissimo un’icona, i due celebri angioletti vittoriani.
E un precursore anche nello scommettere sulle connessioni fra moda e arte contemporanea: tanto da invitare, nel 1984, il grande graffitista Keith Haring a lavora direttamente sulle pareti del negozio milanese di Galleria Passarella; e da stringere un rapporto di amicizia nientemeno che con Andy Warhol, in onore del quale organizzò nel 1987 una mitica festa alla discoteca Plastic. Nel 1990 aveva ceduto l’azienda alla società giapponese Edwin International, ma non si era certo ritirato: impegnandosi anzi in nuove imprese, dal nuovo brand Love Therapy al Progetto Amazzonia, con il WWF.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.