Altaroma, moda e architettura rileggendo Expo. Sabrina Persechino interpreta il Crystal Palace, la Tour Torre Eiffel e Palazzo Italia. Tutte le foto della collezione

Ancora un omaggio a Expo, tra le passerelle di Altaroma. Dopo la sfilata in forma di banchetto, presentata da Gattinoni come maggio al cibo, un progetto che guarda all’architettura. Protagonisti tre edifici iconici che hanno fatto – e stanno facendo – la storia delle Esposizioni Universali. L’idea è di Sabrina Persechino, stilista con formazione da […]

Ancora un omaggio a Expo, tra le passerelle di Altaroma. Dopo la sfilata in forma di banchetto, presentata da Gattinoni come maggio al cibo, un progetto che guarda all’architettura. Protagonisti tre edifici iconici che hanno fatto – e stanno facendo – la storia delle Esposizioni Universali. L’idea è di Sabrina Persechino, stilista con formazione da architetto, che con la sua ultima collezione celebra gli storici padiglioni del Crystal Palace e della Tour Eiffel, insieme al nuovissimo Palazzo Italia, attualmente in fase di costruzione per l‘Expo milanese.
Il primo edificio è quello che segnò l’inizio di questa vicenda internazionale, destinata a durare nei secoli. Siamo a Londra, nel 1851: per iniziativa del Principe Alberto viene edificato il Palazzo di Cristallo, struttura in ferro e vetro in stile vittoriano, progettata proprio per accogliere l’importante kermesse. Costruito in soli quattro mesi, usando materiale prefabbricato, lo spazio veniva concepito da Joseph Paxton, celebre costruttore di serre. Ed è proprio alle serre dei giardini botanici che il Crystal Palace, con la sua leggerezza fatta di superfici trasparenti e di linee snelle, sembra rimandare. Trasparenze che tornano in alcuni modelli della stilista romana, tra fitti ramage, abiti ninfea, superfici volatili di seta e organza, intagli e stampe su chiffon come intrecci di linee architettoniche, alternanze primaverili tra verdi metallici, gialli pastello e rosa floreali.

Sabrina Persechino, SS2015 - Altaroma, gennaio 2015
Sabrina Persechino, SS2015 – Altaroma, gennaio 2015

Costruita nel 1889 su disegno dell’ingegnere Gustave Eiffel, la torre parigina, col suo corpo piramidale traforato, è un titano in ferro con la levità di un ricamo prezioso. Da qui arrivano i modelli total black, impreziositi da efficaci lavorazioni in pelle: strutture semplicissime e un equilibrio perfetto tra i tessuti plastici, l’essenzialità dei tagli e la delicatezza dei micro reticolati di rombi.
Ancora ricordi della Ville Lumiére con lo scintillio di paillettes che guarniscono, a pioggia, alcuni capi da sera, come la lunga tuta – anche questa totalmente nera – che evoca le migliaia di lampadine accese, di notte, sulla monumentale costruzione. Altri modelli, che assomigliano ad architetture affusolate, riprendono il disegno snello e svettante della torre, elaborato con precisione sartoriale.
Infine, per il padiglione nazionale prossimo venturo, il tema della foresta urbana si fa leitmotiv di una serie di creazioni, che riprendono l’involucro ramificato pensato dallo Studio Nemesi: capi spalla e corpetti in mikado di seta, con stampati intrecci di rami, mentre al collo si avvolgono trame geometriche di candida pelle, perfettamente ispirate ai decori delle facciate. I colori? Verde bosco e bianco, con tessuti sempre lucenti, per un’immagine azzeccata di questo tempio tecnologico, futuristico, metropolitano, avviluppato da rami, tronchi, radici. Fra esplosioni di natura e suggestioni sintetiche.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.