Milano Updates: come è andata Miart? Parola ai galleristi con le nostre videointerviste. Tanti feedback positivi per la fiera milanese, qualche voce fuori dal coro e una richiesta comune: ci vogliono più collezionisti stranieri

L’attitudine a storcere il naso ce l’hanno di natura i galleristi: difficile si lascino andare a lodi sperticate su questa o quell’altra fiera, ancora più raro facciano i conti al centesimo dicendoti cosa hanno venduto e cosa no. Va presa allora come sinonimo di soddisfazione la ventata di ottimismo generalizzato che raccogliamo chiacchierando con gli […]

Lorenzo Poggiali intervistato a Miart

L’attitudine a storcere il naso ce l’hanno di natura i galleristi: difficile si lascino andare a lodi sperticate su questa o quell’altra fiera, ancora più raro facciano i conti al centesimo dicendoti cosa hanno venduto e cosa no. Va presa allora come sinonimo di soddisfazione la ventata di ottimismo generalizzato che raccogliamo chiacchierando con gli espositori pochi minuti prima che cali il sipario sull’edizione 2014 di Miart. Piace la formula ideata da Vincenzo De Bellis, piace il movimento di collezionisti e compratori: c’è chi come ammette di aver venduto tanto e bene (Thomas Brambilla e soprattutto Fabrizio Affronti di Brand New Gallery, che condivide con noi la “lista della spesa”); chi come Carlo Frittelli e Luigi Mazzoleni si sofferma più che altro sul lavoro di semina di contatti, aspettando che parte del raccolto maturi in galleria.

In cosa può migliorare Miart? A centrare il punto è Luca Tomìo della Galleria Toselli, la voce più critica tra quelle che abbiamo raccolto: si è venduto, certo, ma ai propri collezionisti di riferimento. Serve maggiore attrattiva nei confronti del mercato straniero; occorrono insomma più facce nuove…

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Fermarsi solo alle vednite, non è il mondo per crescere e vendere di più. Servono momenti critici che siano capaci di soffermarsi sul valore delle opere e sulla loro qualità. Per raggiungere tale consapevolezza critica servirebbe un dialogo aperto tra:

    artisti
    esperti
    pubblico

    In Italia manca pubblico e i critici quindi il dialogo critico è autoreferenziale e nascosto tra:

    artisti
    esp

    • Kapo

      La fiera è il luogo dove si deve NECESSARIAMENTE vendere. Se non si vende non si cresce caro Luca Rossi

      • Certo, ma se vendi cose che hanno ragioni e motivazioni deboli sarà sempre più difficile vendere. Se invece fortifichi nel breve periodo queste ragioni e motivazioni, la vendita è più forte in qualità e quantità. E per fortificare tali ragioni serve un contesto critico aperto e vitale che in italia (ma forse non solo) non esiste.

        • HP Hatecraft

          hai ragione, meglio vender le fotocopie del tuo blog appese dal tuo rivenditore d’auto di fiducia . ancora meglio se con in sottofondo bellaciao e i video della rivoluzione sandinista . Central Intelligence Agency forever .

          • heart mind, l’invida è una brutta bestia. Scrivi anche tu un progetto e mandalo a Caroline Corbetta o Lino Baldini. Dai, la vita è bella!

          • HP Hatecraft

            parli di te stesso scorrendo i commenti dei giorni scorsi si nota che ti lamentavi perchè caroline corbetta non ti aveva invitato, t ho semplicemente mosso una critica e come è nel tuo stile hai rosicato pesantemente uscendo fuori contesto senza saper rispondere, ma credi che la gente a cui sfrantumi i coglioni dalla mattina alla sera col tuo spam inopportuno non se ne accorga? boh

          • Ok, parliamo delle opere. Dove sta il valore delle opere? Dove sta il valore delle mappe di Alighiero Boetti?

          • HP Hatecraft

            sei ossessionato dal valore delle opere fai pena. un collezionista serio compra esclusivamente quello che gli piace per cui sente qualcosa, non quello che ha valore reale o presunto . se i due aspetti collimano bene, altrimenti chissenefrega . quelli che ragionano come te (colmi di ansia verso i dati empirici del valore da monetizzare e non) di solito sono occasionali o strapagano

          • il valore è diverso dal prezzo. Non ti ho chiesto cosa comprano i collezionisti. Ma il valore di un’opera. Perchè le tende dell’Ikea costano 30 euro e le opere di Buren 20.000 Euro? Prima di tutto non c’è tempo per decomprimere e riflettere. Tutto va di corsa, e quel tempo che rimane meglio fare aperitivo. In realtà l’arte è una grande occasione/opportunità persa. E tu dimostri quanto il livello possa essere basso. Ma sei in buona compagnia. :)

          • HP Hatecraft

            “il valore è diverso dal prezzo.”
            “Perchè le tende dell’Ikea costano 30 euro e le opere di Buren 20.000 Euro?”

            se il valore è diverso dal prezzo allora non parlare di prezzo no? guarda potrei smontare ogni singola parola che scrivi una ad una dall’inizio alla fine solo per farti piangere e dimostrare la tua pochezza, ora avevo voglia di smerdarti ma l’ho fatto così solo per sport usandoti come antistress invece che fare un videogioco, soprattutto perchè provo pena mista a ribrezzo a vederti scrivere le stesse cose in loop come un povero autistico da anni se proprio lo vuoi sapere .

          • il valore è diverso dal prezzo ma contribuisce al prezzo:

            prezzo = valore + X

          • HP Hatecraft

            casomai valore = prezzo + X
            caro ossessionato piangi dai, X è il lavoro senza cui non esisterebbe il prezzo, vedo che le equazioni non sono il tuo forte.

          • assolutamente no, ma da come vedi le cose si capiscono tante cose.

          • HP Hatecraft

            ma lo sai almeno il significato di valore? il prezzo si da’ a qualcosa che può essere un bene materiale o immateriale (ottenuto dal lavoro) e ciò va a determinare il valore. se non sai fare le equazioni non farle. ciao

          • A mio parere il VALORE di un’opera è gratuito, tanto che chiunque può goderne. Nel momento in cui vuoi possedere quell’opera, come testimone di un modo-atteggiamento-visione di valore, paghi un prezzo in cui è presente il valore e altri fattori quali: costi e “pubbliche relazioni”, e quindi certezza dell’investimento.

          • HP Hatecraft

            no di certo, se vai chessò a roma in san luigi dei francesi per vedere un dipinto di caravaggio spendi 2 euro, e dopo un minuto la luce si spegne e non vedi più nulla . dai ora basta sei troppo inconsapevole e di basso livello per chattare con me . piangi ciao
            ps
            nota che sbagli i termini, tu volevi scrivere la visione di un’opera è gratuita, il valore non è mai gratuito in ogni senso, e anche se lo fosse da una parte non lo è dall’altra. inoltre il discorso dei costi per pubbliche relazioni e altri fattori a cui fai riferimento (malamente) vale per qualsiasi oggetto, anche un frullatore o un paio di scarpe .

          • per godere del valore di un’opera basta un secondo. Il valore infatti non sta nell’opera. Una buona torta non ha il valore dentro, ma nel procedimento-modo in cui è stata fatta. Se poi la torta te la servono alla Francescana di Modena, avrà anche un prezzo maggiore dato da costi e PR, come ogni altra cosa. Bisognerebbe considerare le opere come ogni altra cosa, e invece c’è questa convinzione stupida e romantica che le opere d’arte sono diverse. E quindi come crocifissi su i quali non si può dire nulla. E poi deve essere tutto immediato, democratico e diretto. Quando non è così per nessuna disciplina.

          • HP Hatecraft

            preferisco mangiare la torta di imola. alla trattoria morsiani hai presente? ma solo per fargli notare quanto la trovo insipida internamente a dispetto del modo sfarzoso e logorroico in cui mi è stata servita.

          • ripeto, non si riesce a parlare delle opere. Si parla sempre di Luca Rossi.

          • HP Hatecraft

            se non riesci a cogliere il parallelismo dell’esempio che ho fatto
            confutando pesantemente i concetti distorti sul valore di un’opera che
            hai scritto tu in precedenza sei limitato forte eh?
            l’unico motivo che ancora t tiene a galla è proprio che venga fatto in
            continuazione il nome di luca rossi, è ciò a cui rimani aggrappato
            disperatamente per non sprofondare e il tuo modo autistico di commentare
            e spammare link esterni ne è la prova più lampante, sei un guscio vuoto in preda a disturbi ossessivo compulsivi e lo sai.

          • ok, ma abbiamo 50 e 50 di probabilità che tu veda quello che hai negli occhi e quindi quello che sei. Io credo che tu veda in me quello che temi di essere ma che vuoi nascondere. Ma non è un problema. Il problema è che non si parla della questione sollevata nel primo commento.

          • HP Hatecraft

            no non temo di essere un guscio vuoto, cioè non credo di essere così innocuo almeno, ma stavamo parlando di te non di me non ha senso che ribalti la frittata, ne abbiamo già parlato per 4 ore e ti ho ridicolizzato ampiamente. è una forma di spam pubblicitario e violenza psicologica anche ripetere ossessivamente facendo finta di non capire e non leggere le risposte lo sapevi? cmq continua pure col tuo trip su favelli e chiasera, se ti interessi così tanto a quei 2 su diversi blog (a meno che non t abbiano offeso personalmente) vuol dire che in fondo ti piacciono e li invidi, se qualcosa non t piace non la consideri nemmeno di striscio o al limite la deridi al posto di farti una partita a tekken, se tu non fossi così ossessionato lo capiresti.

          • E quindi si parla sempre di te. E’ come una seduta di psicanalisi. Peccato che il tema fosse un altro. Artribune cancella commenti interessanti, ma permette queste sbrodolature inutili.

          • HP Hatecraft

            ? ma se considero la parola “luca rossi” un’offesa impronunciabile atta a ledere gravemente la psiche e dignità altrui secondo te si sta parlando di me? ce la fai?

          • guarda che è da manuale, vuoi rimuovere qualcosa che non riesci a rimuovere perchè sei tu allo specchio. E’ normale che tu rifiuti questa cosa.

            Il tema erano le vendite di Miart. A mio parere mancano momenti critici che si frappongano tra mostra e pubblico. La vera novità è la consapevolezza, e quindi la capacità di fare le differenze, Leggo che la migliore mostra esterna è quella di Favelli e Chiasera. Perchè?

          • HP Hatecraft

            boh probabilmente perchè sono totalmente innocui e fanno pendant col governo compagnone del fanciullino detto anche il cameriere.
            favelli piace perchè è molto vintage pop art americana, ultra rassicurante e allineato, “i love new york” anni 60, un suo assemblaggio vintage neonoso starebbe bene sia in un cesso di silvio adibito a bordello che nella casa adiposa di giuliano ferrara o del marito fintozapatista della bignardi, magari qualche inginocchiatoio fintopovero anche in casa di papa francesco . è un assemblatore di stile retrò piacevole e consumista, non dice nulla quindi mette d’accordo tutti.

          • Ruote telluriche

            Hp hatecraft, empirico é chi compra senza ragionare su quello che gli piace. Ma i clienti dei piazzisti comprano non perché gli piace ma perché gli si raccontano tante palle. E anche questo é empirismo o almeno crede di esserlo. Mi pare che la tua osservazione gravata dall’uso di termini banali ma che non
            conosci rispecchi bene il livello intelettuale di questa serie
            d’intervistine a bottegai confusi
            (e a tratti rammemoranti
            lombrosiani identikit …)
            a cui forse ti senti apparentato.

          • hp

            cioè in pratica hai tentato di riscrivere in 8 righe quello che ho scritto io in tre parole e mi dai del banale? boh continua così clap clap non mi sento apparentato a nessuno. empirico semmai è chi compra in base al proprio gusto ed esperienze ragionando su quello che ha comprato in precedenza, quindi è l’esatto contrario di quello che hai scritto, forse ragiona anche troppo e non segue l’istinto/intuito.

          • ruote telluriche

            Hp ho riletto quello che hai scritto qui sopra e piu sotto dove dibatti con Luca Rossi e sinceramente non ho trovato le tue tre parole che riassumerebbero le mie otto righe e questo perchè probabilmente io e te abbiamo detto cose diverse. Il tuo scrivere nevrotico e frettoloso con toni da guappo del web
            (“clap clap”,” avevo voglia di smerdarti ma l’ho fatto così solo per sport usandoti come antistress invece che fare un videogioco” ecc ) direi che è indicativo di un tuo stato di sofferenza personale ma ti posso dire solo che ci sono cause migliori al mondo che quella di prendersela con sì tanta foga con la procedura ossessiva di luca rossi.

            Tornando a noi io ti ho detto che fai un uso ingenuo della parola “Empirico” e infatti l’hai usata parlando del valore economico delle opere e del valore in generale; infatti hai scritto esattamente;
            “quelli che ragionano come te (colmi di ansia verso i dati empirici del valore da monetizzare e non)”

            Quindi per te valore economico delle opere (prezzo, convenienza, investimento ecc) e qualsiasi riflessione o ragionamento sul valore(filosofico, estetico, sociale ecc ecc) intriseco delle opere sono entrambi “fatti empirici”! Infatti la soluzione per te, a quanto scrivi, sarebbe invece affidarsi all’istinto senza perder tempo a porsi tante domande, infatti hai scritto:

            “un collezionista serio compra esclusivamente quello che gli piace per cui sente qualcosa, non quello che ha valore reale o presunto”

            “forse ragiona anche troppo e non segue l’istinto/intuito.”

            A me pare abbastanza chiara la differenza tra una riflessione di carattere economico riguardo un’opera e una riflessione sul valore intrinseco dell’opera, anche se in effetti oggi, come dimostrano i poveri discorsi dei galleristi intervistati alla fiera, si tende a mescolare rozzamente le due cose : quindi non mi pare proprio un’idea intelligente questa tua negazione di qualsiasi genere di riflessione in nome di un’istinto quello sì puro e disinteressato.
            Riguardo a questa tua apologia pre -kantiana dell’istinto mi viene da ridere del tuo uso del termine “Empirico” immemore però dell’Empirismo filosofico (Hobbes, Locke, Condillac) secondo il quale
            proprio gli istinti, i riflessi e gli automatismi spontanei sarebbero l’origine delle forme di pensiero più complesse: quindi il vero empirista infatti sei tu !
            Venendo ai collezionisti , per fortuna ce n’è di tutti i tipi ma certamente oggi il collezionista investitore . che bada solo ai valori consolidati o fruttiferi è una figura di influenza ragguardevole e ovviamente io aggiungo un purtroppo! Non so se questi collezionisti e questi galleristi siano persone così concrete come credono di essere: ad ogni stagione si presentano tante facce nuove che poi scompaiono dopo tante promesse, ii livello generale è basso
            ma stanno tutti nella stessa barca e quindi va tutto bene: quindi per favore nessuna domanda complicata perchè ha me la filosofia
            .chissenefrega.

          • hp

            chiaro, ma infatti non me la sono presa minimamente ho solo giocato per un’ora e mezza al videogioco “luca rossi the smoke pusher” dove vince chi lo manda a spendere prima . alla fine conscio del fatto che non c’è la minima progressione di skills a schiaffeggiare moralmente luca rossi sono tornato a giocare a tekken 6 . mi spiace che tu non abbia trovato le mie 3 parole che riassumono le tue 8 righe, abbiamo detto cose diverse perchè tu hai scritto cose sbagliate cercando di ribattere quello che ho scritto io, non è un problema tranquillo, pensa pure quello che vuoi l’importante è che non tenti di correggermi scrivendo cazzate altrimenti come minimo te lo faccio notare .

          • Ruote telluriche

            Hp infatti parli come un demente che gioca ai videogiochi
            Tutto il giorno. Se mi devi far notare qualcosa peró non dimenticare di farmelo notare dato che l’hai dimenticato.
            Quanto alle cose sbagliate che avrei detto potresti
            essere piú esaustivo, dato che hai dimenticato
            di citare anche quelle? O ti basta l’istinto e non servono spiegazioni?:)
            Quanto a pusher e minkien 6 a me non frega
            una mazza ,puoi giocarci quanto vuoi : anche quello
            É un comportamento ossessivo e forse proprio per quello
            ti piace fare chilometri di conversazione non costruttiva
            con luca rossi :))

          • hp

            te le ho citate e fatte notare sopra si vede che non sei molto attento, poi tu sei arrivato a scrivere che se seguo l’istinto sono più empirico io degli empirici (ma dove l’hai letto su wikipedia? boh) e non te ne frega niente di filosofia, secondo te devo anche risponderti? ok e anche se fossi ossessivo e nevrotico cosa vorresti dimostrare? se non segui un filo logico di conversazione non scrivere nemmeno e fai prima no?

          • hp

            sorry non avevo letto la seconda parte del tuo commento perchè non si era aperta la tendina, ok mi hai quasi convinto stavolta a parte il fatto che non mi sembra di aver usato la parola “empirico” in modo ingenuo, se non t frega della filosofia non ha molto senso correggermi o no? è ovvio che esistano collezionisti che riflettono solo sul lato economico e su ragionamenti di investimento e infatti spesso strapagano o comprano bidoni che dopo 10 anni valgono zero (ad esempio è evidente che comprare una fotocopia del blog di luca rossi
            da placentia auto usate fra 10 anni avrà il valore di una semplice
            fotocopia ihihi), non hanno una linea di collezionismo propria poi esistono sempre le eccezioni tipo il collezionista straricco che si diverte sia a strapagare che a scoprire e valorizzare novità ma penso siano molto rare

          • Ruote telluriche

            Hp Ok
            Artribune: La nuova interfaccia dei commenti , é
            pessima! E con il cell va malissimo!
            Hp Comunque il mio appunto sull’empirismo voleva farti comunque capire che dietro nozioni banali ci possono essere
            ragionamenti e concetti piú complessi e se si discute assieme
            questi saltano fuori eccome e gli istinti , le scelte non ponderate
            possono diventare delle scorciatoie che poi guarda caso
            fanno il gioco proprio di bottegai e mercanti mediocri che
            hanno bisogno di clienti senza cervello.

          • hp

            sì in parte è vero anche questo, però se c’è bisogno di parlare troppo spesso si parla di nulla.

  • Come al solito non si riesce mai a impostare un dialogo su i contenuti. Ma qualcuno si è mai chiesto quale valore hanno le opere che vendono questi galleristi? Dove sta il valore delle opere? Che differenza con il Sale di Wanna Marchi? Queste domande appaiono naif e ingenue ad un sistema schiacciato da esterofila e provincialismo.

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  • Purtroppo l’arte contemporanea è spesso il rifugio dei mediocri, perchè con una bella birra o un buon aperitivo tutto può essere “interessante” e “fuznionare” (vedi effetto San maurizio al Crepaccio). Mentre invece l’arte sarebbe una grande opportunità per testare il valore delle cose, soprattutto fuori dal campo artistico e diventare persone migliori in un mondo migliore. Amen.

    • Adelmo

      C’è una cosetta che ti sfugge, che si chiama talento
      E non parlo in senso accademico!

      Il concetto di arte “come opportunità per testare il valore delle cose” è patetico
      Vatti a vedere Frida Kahlo

      • E cosa sarebbe il talento??? Chi lo stabilisce?

        Perchè dai valore a Frida Kahlo? Perchè? Perchè compri un Suv? Perchè ti sposi? Perchè le mappe di Boetti hanno valore? Sono tutte cose della realtà, e ci sono ragioni e motivazioni. Le opere non sono diverse da qualsiasi altra cosa…ma mancano i critici, perchè tutti vogliono fare i curatori-artisti, gli artisti o i direttori di museo/fondazione…ecco il problema, il mio scemotto. :)

        • HP

          “ma mancano i critici, perchè tutti vogliono fare i curatori-artisti”

          è quello che stai provando a fare tu no? allora stai zitto.

          e cmq ha ragione lui, sei patetico con quelle domande, se fosse per un luca rossi qualsiasi che si vanta di esporre da placentia autusate la sua logorrea inopportuna van gogh non sarebbe nemmeno esistito.

        • hp

          il tuo scemotto chi è il tuo spirito guida? ah ok ora si spiegano tante cose.

          “Una buona torta non ha il valore dentro, ma nel procedimento-modo in cui è stata fatta. Bisognerebbe considerare le opere come ogni altra cosa, e invece c’è
          questa convinzione stupida e romantica che le opere d’arte sono diverse.”

          sì certocerto in una torta non fanno la differenza gli ingredienti di alta qualità e la bravura del cuoco (che ovviamente portano valore DENTRO la torta non fuori, anche se fai un video il valore è dentro il monitor, magari ripetuto in copia seriale) ti rendi conto che straparli? prima parli PER ANNI di ikea evoluta che non andrebbe bene perchè sono oggetti qualsiasi simili all’ikea (quindi certamente migliori se evoluta) e poi ti contraddici subito dopo con ste uscite ridicole, secondo me sei sotto clozapina te l’ho già detto, sei spersonalizzato ai massimi livelli e puoi scrivere tutto e il contrario di tutto senza fare una piega, l’importante è che giri il tuo nome tutto il resto è superfluo, fidati ormai ti ho capito tra te e un writer qualsiasi che traccia il territorio non c’è molta differenza.

          • caro Hp, sei tu che non capisci. Il valore di un bicchiere, di una torta, di un mobile o di un’opera d’arte NON sta nell’oggetto, ma nel procedimento, modo, atteggiamento, tecnica da cui è disceso tale oggetto. Infatti chiunque può godere del valore di un’opera d’arte perchè il valore non sta nell’oggetto.

            La stessa Sacher fatta da due pasticceri diversi, porta a due torte diverse. E il valore sta nelle tecniche, nei tempi, nella scelta degli ingredienti, che sono cose che stanno nel processo-procedimento. E’ ovvio che poi gli ingredienti sono nella torta, ma se non usi bene un ingrediente la torta sarà cattiva. Se non capisci questo è grave.

            Prova ne sia che posso riprodurre perfettamente un Lucio Fontana e godermi in casa il suo valore. Se voglio l’originale devo pagare un prezzo che è fatto dal valore e da altri elementi.

          • hp

            secondo me tu hai una cifra di neuroni incomunicanti tra loro e molte parti di cervello a tenuta stagna che non ti permettono una visione d’insieme, prima cosa il valore è SEMPRE nell’oggetto altrimenti una copia varrebbe quanto l’originale, secondo il modo la tecnica e l’atteggiamento senza una finalità (e il relativo oggetto finale di sintesi che ingloba tutto) non porta a nulla quindi è inutile questo tuo feticismo della procedura per la procedura se non hai in mente dove vuoi andare a parare o la finalità per cui la segui. in pratica stai scrivendo che un originale è uguale a una copia perchè hanno seguito lo stesso processo ma ce la fai? è una domanda retorica eh so benissimo che non ce la fai . il valore è dato dall’intuizione che porta all’opera originale non dalla ripetizione di procedure altrui .

          • alex gianotti

            Hp, visto che hai le idee chiare sul concetto di copia e originale mi puoi risolvere questo quesito? Se uno scultore fa tre copie di una scultura in bronzo e le vende allo stesso prezzo quale delle tre ha più valore visto che sono una la copia dell’altra?

          • hp

            hanno tutte lo stesso valore, ovvio .
            sono semplicemente prodotte in serie limitata e ogni copia ha lo stesso valore, ma io non parlavo di copia in quel senso ma di qualcosa che viene copiato volontariamente e spudoratamente (un falsario random, appropriazionismo etc) mi sembrava ovvio dal discorso.

  • Francesco

    Attenzione, Luca Rossi sembra stupido, ma é stupido.

    • luca rossi

      mi rendo conto di porre domande che sono scomode per gli addetti ai lavori e quindi è normale che Luca Rossi venga considerato eretico. e stupido. Anzi le soluzioni più intelligenti trovano già gli anticorpi per essere disinnesca te

  • La fiera è un luogo particolare: se una Galleria proponesse il sale di Wanna Marchi sarebbe del tutto lecito, provocatorio, per alcuni “interessante” e “funzionerebbe”. Esiste un corto circuito fra le cose dell’arte e le cose della vita. Per questo si preferisce mantenere un NON DETTO intorno all’opera. Per questo il pubblico viene tenuto lontano, e se si avvicina scappa. Perchè non ci sono luoghi di decompressione e divulgazione. La mostra o la fiera NON possono essere momenti di educazione, formazione e divulgazione. Come se un chirurgo decidesse di imparare il mestiere entrando semplicemente in sala operatoria.

  • Io non ho mai preteso di portare verità assoluta, sarebbe stupido e noioso. Quello che vorrei stimolare, anche a costo di essere lo scemo del villaggio, sono domande semplici e un confronti critico; che alla fine sono domande su ogni altra cosa della vita che crediamo di capire o che capiamo.

    In cambio da 5 anni ricevo censura e indifferenza premeditata. Cosa mi aspettavo? Non è possibile mettere in discussione i dispositivi retorici che giustificano stipendi e lavoro agli stessi esperti a cui chiedo attenzione.

    Prima c’erano i garuttini, ora gli amici di milano capeggiati da Himlergnon, e poi la nuova fazione romana di Artribune/Tosatti e compagnia. Ecco, invece di fare le barricate, si potrebbe dialogare serenamente. Alcuni operatori come Zani, Vettese, Gioni, sono anche loro omertosi, strategici, cinici nel loro mezzo silenzio. Questo deprime tutto il sistema, e lo mantiene alla mediocrità.

  • Se ho due Fontana identici ma uno è originale e uno è una copia, per me hanno lo stesso valore ma prezzi diversi. Capisco che questa cosa metta in difficoltà il mercato. :)

    • hp

      sì ma luca rossi un’opera d’arte non è una pizza che va bene sia l’originale che la copia perchè tanto la devi masticare e dopo un giorno la caghi capisci? so che la tua indole comunista oltranzista ti impedisce di arrivare facilmente a certe semplici conclusioni ma ce la puoi fare anche tu . poi magari c’è manzoni che caga e la mette nel barattolo però sopra ci scrive chiaramente MERDA D’ARTISTA non è che te la spaccia come merda o pizza qualsiasi che deriva dagli stessi modi atteggiamenti blabla. spero che ora tu ci sia arrivato

    • piero

      Caro Luca Rossi, se hai due Fontana, uno originale e una copia, hanno due valori diversi: l’originale è degli anni 50, testimonia un momento storico. ha un valore storico. la copia no, ha un valore diverso.

  • L’arte se deve creare feticci non serve a niente. L’arte crea testimoni di modi e atteggiamenti di valore che possiamo applicare alla vita. Diversamente l’arte non serve a niente. Questo vale anche per l’ikea, se scelgo l’ikea sostengo e dico di sostenere un certo modo di pensare e di vivere.

    Il prezzo dell’opera è giustificato dal dare sincera importanza a questi testimoni. Ma se io faccio un Fontana e lo tengo a casa sto bene lo stesso. E godi di Fontana eccome. Questa è la grande libertà dell’arte.

    • hp

      l’arte deve essenzialmente creare stile, se è arte top crea stile e fa anche riflettere, tutto il resto è blabla

  • La grande libertà dell’arte non si ferma certo dentro i dettami del mercato. Se io faccio un Lucio Fontana perfetto e lo tengo in casa o lo vendo per 300 Euro quell’opera conserva il VALORE ARTISTICO di Fontana, eccome. L’opera originale ha un prezzo enorme perchè oltre al valore artistico si premia:

    – l’autenticità del feticcio
    – l’importanza di proteggere l’arte e gli artisti (anche se spesso si esagera con i prezzi senza ragioni)
    – il valore storico.

    Quindi il prezzo va ad acquistare sostanzialmente il certificato di autenticità. Il mercato deve esistere per sostenere gli artisti. Ma serve un mercato etico, dove la critica d’arte, insieme e ad artisti e pubblico, possa argomentare ragioni e motivazioni. In Italia e forse nel mondo non c’è un mercato etico a parte i grandi maestri e grandi nomi (dove la storia ha fatto la critica). La mia stessa azione critica viene spesso censurata.

    • hp

      NO conserva solo il valore artistico della copia di fontana, ti sbagli . cmq dai parli di vintage e ancora stai a fare sti discorsetti patetici qui? ma da dove sei uscito dagli anni 60? bwahahaaahaha quasi in perfetta linea con le collezioni moda anni 70 di trussardi, che tristezza . luca rossi aka l’alfiere del vintage inconsapevole, tu non sei censurato luca rossi, sei uno dei giornalisti di artribune ahahahahaaha svegliati dai, ti censurano ogni tanto qualche link personale che posti perchè spammi senza tregua senza il minimo ritegno, non per altro . ok il discorso del mercato equo sarebbe anche giusto ma tutti (molti) comprano arte per scaricare le tasse e farsi favori a vicenda quindi prima devi abbassare le tasse e mandare il fanciullino e napolitano in pensione (anche nella bara volendo)

    • hp

      ah poi luca rossi non dovresti usare a sproposito il termine vintage in continuazione, perchè vintage è roba realmente d’epoca e di valore
      mentre tu e la roba che critichi siete retrò . tipo scarabeo aprilia o collezioni moda by trussardi chiaro no?

  • aldo

    Certo che sto Luca Rossi ha fatto due coglioni cosi´ e poi e´ completamente tonto…