Anne Hidalgo o Nathalie Kosciusko-Morizet? Chi sarà la nuova sindaca di Parigi? Abbiamo analizzato i programmi culturali delle due candidate all’Hotel de Ville

A Parigi si vota per rinnovare il sindaco. Dopo i quasi vent’anni di Jacques Chirac (di destra) e dopo i 13 anni di Bertrand Delanoe (di sinistra), il prossimo sindaco di Parigi sarà innanzitutto donna. E sarà cosmopolita, visto che le due candidate hanno origini straniere. Mentre in quella che continua a essere la città-guida […]

L'Hotel de Ville di Parigi

A Parigi si vota per rinnovare il sindaco. Dopo i quasi vent’anni di Jacques Chirac (di destra) e dopo i 13 anni di Bertrand Delanoe (di sinistra), il prossimo sindaco di Parigi sarà innanzitutto donna. E sarà cosmopolita, visto che le due candidate hanno origini straniere. Mentre in quella che continua a essere la città-guida per la cultura nella Vecchia Europa le urne sono aperte, abbiamo dato un’occhiata alla parte culturale del programma delle due potenziali sindachesse. Tra differenze e similitudini.

Anne Hidalgo
Anne Hidalgo

La cultura è un vettore di dinamismo economico, di innovazione e di legami sociali”: iniziano così le sei paginette che Anne Hidalgo dedica specificatamente all’ambito culturale nel suo programma a sindaco di Parigi. Una serie di righe dedicate agli anni precedenti, quelli di Bertrand Delanoe, con giudizi ovviamente positivi e poi le proposte per la “sua” Parigi 2014-2020. Vediamola in maniera schematica. Un network di conservatori in periferia, educazione all’immagine ed educazione all’arte da implementarsi anche grazie a residenze d’artista nelle scuole. Ancora: adattamento degli orari delle biblioteche (8 milioni di visitatori all’anno) e dei musei civici (3 milioni di visitatori) ai ritmi della vita contemporanea, con almeno una biblioteca per arrondissement aperta alla domenica; sempre le biblioteche, molto centrali nel programma della Hidalgo, dovranno ospitare dei co-working, e le collezioni municipali verranno messe a disposizione (opere d’arte in affitto per chi vuole tenerle a casa per un periodo limitato di tempo?) nell’ambito di un progetto per la creazione di una artoteca-fototeca. Ampia la parte focalizzata alla creatività, il tentativo insomma di far tornare Parigi non solo una grande piattaforma espositiva, ma anche un luogo di produzione. Ruolo che oggettivamente la città ha ceduto ad altre aree urbane negli ultimi decenni. E allora giù spazi per gli artisti, ancora molta attenzione alla parte musicale e priorità assoluta agli artisti emergenti. Per far sì che gli artisti sentano Parigi come casa loro la candidata sindaca di origini spagnole propone una legge dell’1%: questa percentuale delle grandi operazioni urbanistiche dovrebbe essere dedicata a progetti artistici. Spazio anche alla street art con progetti sul modello, di grande successo internazionale, della Tour 13. Non dimentica la tradizione la candidata favorita per l’Hotel de Ville: “valorizzare la nostra memoria comune” si intitola uno dei capitoli del programma culturale. Un piano per restaurare le chiese, per il restauro del Musée Carnavalet, miglioramento del Musée de la Liberation de Paris. E si parla – dopo un passaggio dedicato all’implementazione digitale a sostegno della cultura – anche di imprese e aziende creative. Spazi per loro, affitti calmierati e, attenzione, organizzazione attorno alle gallerie d’arte che vanno aggregate attorno ai grandi eventi culturali della città come – dice la Hidalgo nel suo programma – la Nuit Blanche e la fiera Fiac. Ma ve lo immaginate un futuro sindaco italiano che nel suo programma elettorale parla di gallerie d’arte e di fiere d’arte contemporanea? Le proposte chiudono sullo slancio internazionale della capitale francese, sul suo riposizionamento all’interno del network delle grandi città che fanno la cultura a livello globale: New York, Londra, Delhi, Sao Paulo sono le metropoli citate. Non di certo Roma, unica città gemellata a Parigi. Solo formalmente però, poi gli “affari” veri si fanno comprensibilmente con altri.

Nathalie Kosciusko-Morizet
Nathalie Kosciusko-Morizet

E NKM? Se la Hidalgo è di origini spagnole, la Nathalie Kosciusko-Morizet, 41 anni, viene dalla Polonia. E viene da destra ovvero dalla parte politica opposta rispetto a quella dell’attuale amministrazione parigina. Secondo lei, dunque, bisogna “rimettere la cultura al centro della capitale perché sta perdendo la sua centralità sul piano internazionale”. Critiche alla gestione precedente, ovviamente. “La cultura in città occupa il 10% della forza lavoro”, continua la sfidante dell’UMP, “e dunque ho deciso di metterla al centro del mio programma”. Concretamente? Vediamo. Anche lei punta sulle chiese, come primo punto, quasi identitario: restaurare il patrimonio, insomma, e farlo entrare nell’era digitale anche mediante la realizzazione di applicazioni per smartphone. E anche NKM punta sul Musée Carnavalet da rilanciare. Il veicolo operativo della NKM sarà la Fondazione Paris Lumière: un braccio armato per finanziare progetti piccoli e grandi. E qui il programma elettorale della Kosciusko-Morizet si addentra con dettagli specifici su come funzionerà la fondazione. Dopodiché si passa alle scuole e all’educazione artistica: presenza degli artisti negli istituti di formazione e gemellaggi tra scuole e istituzioni culturali. Anche qui, di fatto, i programmi delle due candidate sindachesse si sovrappongono. Così come gli orari degli spazi culturali: anche la candidata della destra propone un cambiamento sugli orari e un nuovo piano sui conservatori. Spunta poi un piano d’attacco inedito sul cinema: Kosciusko-Morizet vuole fare concorrenza a Cannes con un festival del film soprattutto rivolto al mercato? Vedremo. Pende anche l’idea di un festival del libro, mentre non manca nel programma elettorale (anche qui in sintonia ad Anne Hidalgo) una attenzione agli spazi per gli artisti: 400 nuovi atelier per residenze previsti. Ultima notazione sul 104, l’ex area delle pompe funebri pomposamente trasformata in polo creativo (di gigantesche dimensioni) ben presto arenatosi per mancanza di idee e finanziamenti. NKM punta di aprirlo al mondo, facendolo diventare uno spazio accogliente per progettualità straniere, con apertura h24.

www.anne-hidalgo.net
www.nkmparis.fr

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.