Metti un grattacielo a ispirare una collezione moda. I modelli di Eley Kishimoto e i progetti di Hat-Trick per il Centre Point di Londra: 34 piani e 50 anni di storia, per un edificio che torna a essere icona culturale

Mastodontica torre che incide i cieli di Londra, il Centre Point è un’architettura-icona, disegnata come una linea svettante sullo skyline metropolitano. Il progetto porta la firma dell’architetto Richard Seifert e a volerlo fu, nel 1963, uno tra i più influenti e danarosi immobiliaristi del secolo scorso, Harry Hyams: l’elefante bianco – così fu battezzato l’edificio – […]

Centre Point, Londra - foto Sam Christmas. Abito Eley Kishimoto

Mastodontica torre che incide i cieli di Londra, il Centre Point è un’architettura-icona, disegnata come una linea svettante sullo skyline metropolitano. Il progetto porta la firma dell’architetto Richard Seifert e a volerlo fu, nel 1963, uno tra i più influenti e danarosi immobiliaristi del secolo scorso, Harry Hyams: l’elefante bianco – così fu battezzato l’edificio – rappresentò la spinta propulsiva e vigorosa dell’Inghilterra post-depressione, in piena corsa verso il grande boom economico. Ma la potenza e la bellezza di questo storico grattacielo – 34 piani per 117 metri di altezza, vicinissimo a Soho, Bloomsbury e Covent Garden – non ha mai trovato la giusta attenzione. Un gioiello incompleto, a cui è mancata una adeguata destinazione d’uso. Nel 2010 la società immobiliare londinese Almacantar, capitanata da Mike Hussey, mette gli occhi addosso al Centre Point e decide di acquistarlo.  Da questo momento parte un progetto di rilancio complessivo, mirato a una riqualificazione culturale, identitaria e di immagine, ma anche a una nuova collocazione di mercato: ottenute le necessarie autorizzazioni, la società lo trasformerà in una torre di appartamenti esclusivi per l’upper class più esigente. Nell’attesa che i lavori di ristrutturazione comincino – secondo la tabella di marcia l’apertura del cantiere avverrà nel 2013 – un interessante piano di marketing è stato elaborato, nella speranza di generare nuovo appeal per il vecchio “white elephant”.

Centre Point, Londra - foto Sam Christmas. Abito Eley Kishimoto
Centre Point, Londra – foto Sam Christmas. Abito Eley Kishimoto

A lavorare per riscoprire lo spirito originario del Centre Point, restituendolo in forma di segni, eventi, visioni, c’è in primis la Hat-Trick design, che ha già creato un coffee table book, un blog dedicato e dei wallpaper scaricabili. E tra le iniziative appena avviate c’è anche la creazione di una fashion collection, firmata dalla nota griffe Eley Kishimoto, leader nel settore del design di tessuti e decorazioni. Primo step di questa collaborazione è una linea di abiti uomo/donna, ispirati all’estetica del palazzo in vetro e cemento: pattern geometrici che riprendono il caratteristico reticolato, spezzato da linee a zig-zag, con cui si disegnano le centinaia di vetrate. Corpo razionale, slanciato, asciutto, privo di deviazioni, di pause o curve, l’edificio assomiglia a un intarsio o un fitto ricamo ricavato sulla superficie cangiante del paesaggio cittadino: architettura trapuntata in mezzo al cielo. Giacche, pantaloni, cappotti, trench, gonne, uniscono sobrietà assoluta, minimalismo e un gusto raffinato per il decoro optical in chiave Sixties. A documentare la collezione, che interpreta estetica e anima della torre di New Oxford Street, sono gli scatti di Sam Christmas, realizzati proprio fra i piani e gli spazi esterni del mitico Centre Point.

– Helga Marsala

www.centrepointblog.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.