Problema: come si sopravvive essendo ex soci di un’archistar? A Perugia Festarch saluta l’anti-star Julien De Smedt, già partner di Bjarke Ingels

L’anno scorso a Festarch c’era stato l’ex socio Bjarke Ingels, sicuramente il più fortunato dei due. Separandosi, dopo il sodalizio nello studio PLOT che vinse il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, le differenze di approccio e produzione architettonica sono risultate evidenti. Julien De Smedt, belga classe ’75, sembra avere molta meno verve anche sul […]

Julien De Smedt_BIR_Birkegade Rooftop Penthouses

L’anno scorso a Festarch c’era stato l’ex socio Bjarke Ingels, sicuramente il più fortunato dei due. Separandosi, dopo il sodalizio nello studio PLOT che vinse il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, le differenze di approccio e produzione architettonica sono risultate evidenti. Julien De Smedt, belga classe ’75, sembra avere molta meno verve anche sul palco. Nonostante i progetti interessanti e le battute al momento giusto, le differenze con il brillante Ingels sono abissali. Come incolmabile è il distacco delle opere realizzate e dei successi dopo la separazione.
Nonostante l’innegabile talento del belga, i suoi numerosi progetti sparsi globo non hanno avuto una buona sorte. Da un lato per l’eccessiva iconicità, che ne ha rappresentato un ostacolo più che un valore aggiunto; dall’altro per la scarsa propensione alla promozione del proprio lavoro: per esempio non ha trovato online uno dei suoi primi progetti per inserirlo nella presentazione. Arte, al contrario, in cui l’ex socio è maestro.
Cosa ha realizzato quindi Julien De Smedt? A parte gli edifici portati a termine dopo aver chiuso lo studio PLOT, come ad esempio il complesso residenziale The Mountain a Copenhagen e l’Ospedale psichiatrico Ellsinore, l’unico intervento concreto è l’Hedonistic Rooftop Penthouses nella capitale danese: una sopraelevazione del tetto con l’inserimento di uno spazio verde con giochi per bambini. Un po’ poco per poter reggere l’inevitabile confronto con l’esuberante e ricca produzione architettonica dell’ingombrante ex-partner.

– Zaira Magliozzi

 

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Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.