Saloni Updates: una spray road per novelli Pollicino. In Via Ventura sulle tracce del bar di Pichler. Per scoprire le provocazioni ludiche del design olandese by DHPH

Un sentiero di coriandoli variopinti, disegnati per terra con lo spray, ti conduce dirtto dritto al civico 6 di Via Ventura. Un’altra tappa per il popolo degli infaticabili camminatori, persi tra i mille proposte del Fuori Salone. E passo dopo passo, al termine del percorso lungo la scia di pois colorati, ci si trova davanti […]

Ventura Bar, Milano. Design by DHPH

Un sentiero di coriandoli variopinti, disegnati per terra con lo spray, ti conduce dirtto dritto al civico 6 di Via Ventura. Un’altra tappa per il popolo degli infaticabili camminatori, persi tra i mille proposte del Fuori Salone. E passo dopo passo, al termine del percorso lungo la scia di pois colorati, ci si trova davanti al Ventura Bar, piccola oasi contemporanea pronta ad accogliere i viandanti. L’architettura apre e chiude verso l’esterno, cemento armato e scale a cielo aperto, assi di legno trattenute da cinghie al posto di tavoli e sedie, orticelli in stile guerrilla gardening e atelier. Uno spazio che emana un’atmosfera internazionale (Mariano Pichler ha costruito un edificio gemello a Berlino) e che all’interno dischiude la magia del design olandese, con un arredamento tutto affidato a Maarten Baas, Fabien Dumas e Bertjan Pot.
Sotto il marchio DHPH (De Herden Production House) dello stesso Baas, i tre presentano due gruppi di prodotti ben distinti.

Sedie, sgabelli, tavolini e seggioloni da bambino di Baas sembrano fatti di pongo colorato, come le sedute clay e play, mentre si tratta di argilla dal sorprendente effetto tattile; Pot e Dumas, invece, ribaltano l’uso di alcuni oggetti da lavoro (che probabilmente i designers di una volta conoscevano bene): scale da lavoro, morsetti, viti e metri da muratore si tramutano in insolite lampade. La sensazione non sarà proprio rassicurante, con una scala luminosa che penzola sulla testa, ma l’effetto scenografico è garantito. E se Dumas diventa quasi futuristico, cavalcando l’idea del riciclo come soluzione finale, quando tutte le risorse saranno esaurite per via dei consumi sfrenati, il suo sguardo ci porta al contempo verso il passato, con quei bracci snodati che citano la storica lampada Naska Loris.
Tappa da non perdere, insomma. Per rifocillarsi, tra panini con salamella e mozzarelle meridionali doc, gustandosi anche un pezzetto di ottimo design made in Nederland. Con un auspicio. Vista la carenza di servizi e strutture di conforto nei dintorni, bene sarebbe se il servizio rimanesse fisso, anche dopo la design week. Gli habituè di Zonaventura ringrazierebbero.

– Maria Chiara Cardini

www.dhph.com
[email protected]

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Maria Chiara Cardini
Maria Chiara Cardini consegue il Diploma di Laurea all'Accademia di Belle Arti di Brera, indirizzo Pittura, con una tesi sulla figura di Tina Modotti. In seguito si specializza in fotografia presso il cfp Bauer di Milano. Oltre che di arte e fotografia si interessa di scrittura narrativa. Lavora a Milano per la Galleria San Fedele come responsabile organizzativa.
  • iansolo

    un bar/galleria d’arte sarebbe l’ideale