Un quartiere per l’arte tra Fori e Circo Massimo. Jean Nouvel firma i 5000 mq della nuova Fondazione Fendi a Roma

Leone d’oro alla Biennale d’architettura di Venezia nel 2000, Premio Pritzer nel 2008, già nel ’99 medaglia d’oro dell’Académie d’architecture française. Suo è il progetto della Fondation Cartier, dell’Institute du Monde Arabe e del Musée du Quai Branly a di Parigi, così come quello della Dentsu Tower di Tokyo e della torre di Barcellona o quelli per […]

Jean Nouvel

Leone d’oro alla Biennale d’architettura di Venezia nel 2000, Premio Pritzer nel 2008, già nel ’99 medaglia d’oro dell’Académie d’architecture française. Suo è il progetto della Fondation Cartier, dell’Institute du Monde Arabe e del Musée du Quai Branly a di Parigi, così come quello della Dentsu Tower di Tokyo e della torre di Barcellona o quelli per la riqualificazione dell’Ile Seguin e per l’ampliamento del Reina Sofia di Madrid. E ovviamente davvero molto, molto altro. Di chi parliamo? Di un archistar coi fiocchi, una celebrità internazionale contesa dalle più grandi metropoli del globo. Jean Nuovel, francese di Fumel, classe 1945, ha un curriculum da capogiro e un’agenda che esplode. Molti i cantieri in corso e i concorsi in cui è in lizza, mentre le commissioni di prestigio continuano ad arrivare. L’ultima? Giunge proprio dall’Italia (dove il suo Studio ha già realizzato diverse opere pubbliche). Da Roma, per l’esattezza. Ora che ne abbiamo assoluta certezza, vi sveliamo l’arcano. Scoop: sarà lui, Monsieur Nouvel, a ristrutturare i cinquemila metri quadri acquistati da Alda Fendi nel cuore del Foro Boario. Cinque piani nella zona del Velabro, tra il Circo Massimo, la Bocca della Verità e i Fori Imperiali, un vecchio palazzo una volta destinato a ospitare case popolari, e un progetto ambiziosissimo: come vi avevamo raccontato già alcuni mesi fa (quando ancora c’era il massimo riserbo sul nome del progettista interpellato, anche perché pare che la Fendi abbia cambiato ben quattro studi prima di scegliere) è qui che l’illuminata mecenate, innamorata dell’arte contemporanea e del teatro di ricerca, ha deciso di installare la nuova sede della sua Fondazione. Un vero e proprio museo e molto più di un museo, con una galleria per mostre temporanee, guest room per residenze d’artista, botteghe, boutique, librerie e ristoranti.

Roma, Foro Boario. Sulla destra il palazzo che ospiterà il Museo di Alda Fendi

Lo spazio  pensato in chiave easy (non solo per gente danarosa) e hi-tech, con tutte le comodità  e le soluzioni smart per abitarlo al meglio. Voisinage, si chiamerà anche se il nome è provvisorio. Che significa “Vicinato”: un posto che assomiglia a un quartiere, a un art-district, a un luogo di tutti e per tutti. Aperto, dinamico e costellato di “sorprese”, sarà in primis una residenza d’artista. In perfetto stile Nouvel: creatività esasperata e approccio emozionale, ardite linee di fuga, contaminazioni tra attualità e memoria storica, forme compiute ma destabilizzanti, riflessione plastica sul “tempo”, incastri sottili tra reale e virtuale.
Tanti dettagli sul progetto Fendi li trovate tra le pagine di Panorama di questa settimana, in un’intervista esclusiva all’architetto. Presto approfondiremo direttamente con Alda Fendi, in attesa della partenza reale del cantiere: si prevedono due anni di work in progress, ma un altro anno potrebbe andarsene per vie delle solite pastoie burocratiche. A seguire i lavori da vicino sarà lo studio Numero 10 di Alessandro Carbone, associato di Nouvel che ha curato tutti gli impegni italiani della star francese, dalla metropolitana di Perugia alla Fiera di Genova, passando per Colle Val d’Elsa e Maranello. Tre anni in tutto, dunque. Dopodiché Roma potrà vantare non “solo” i musei di Zaha Hadid e Odile Decq, ma anche un palazzo dell’arte griffato Jean Nouvel.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • flaminia

    alessandro è un grande… evviva…