Smetto? No, ricomincio. Damien Hirst torna a produrre i quadri a pois e li espone in undici gallerie contemporaneamente. Targate Gagosian, of course

Nel 2008, poco prima della storica asta di Sotheby’s in cui mise in vendita oltre duecento opere bypassando le gallerie, aveva detto chiaramente che avrebbe smesso. Niente più spot paintings. Ora Damien Hirst ci ha ripensato, e non solo ha ricominciato a produrre, con l’aiuto di una pletora di assistenti naturalmente, i famosi quadri “a […]

Damien Hirst con uno Spot Painting come quinta

Nel 2008, poco prima della storica asta di Sotheby’s in cui mise in vendita oltre duecento opere bypassando le gallerie, aveva detto chiaramente che avrebbe smesso. Niente più spot paintings. Ora Damien Hirst ci ha ripensato, e non solo ha ricominciato a produrre, con l’aiuto di una pletora di assistenti naturalmente, i famosi quadri “a pallini”, ma ha in programma un progetto espositivo che li rilancerà alla grande. Dal 12 gennaio al 18 febbraio 2012, infatti, ben 11 gallerie targate Gagosian nel mondo (tra cui New York, Beverly Hills, Londra e Honk Kong) ospiteranno simultaneamente una mostra di Hirst composta di soli spot paintings.
In tutto si tratta di circa trecento lavori, realizzati dal 1988 a oggi (il primo esemplare, l’unico dipinto da Hirst in persona, fu realizzato come murale in occasione della mostra fondativa della Young British Art, la famigerata Freeze). Al momento, i quadri a pallini in giro per il mondo sembrano essere però in totale circa 1400 e saranno riuniti in un catalogo ragionato la cui pubblicazione è prevista sempre per gennaio.
Lo show globale anticipa di poco la grande retrospettiva che la Tate Modern dedicherà all’artista inglese, in programma da aprile a settembre 2012, in cui saranno esposti tutti i lavori più importanti, dallo squalo alla Pharmacy.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • hm

    gimmick .

  • Barbara

    POVERI NOI, SAREMO INVASI DAI PALLINI DI DAMIEN HIRST :)

  • lucianoperrotta

    DI PALLINI NE HA DICHIARATI TRECENTO, MA PARE CHE NE ABBIA FATTI MILLEDUECENTO.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      Questi insignificanti pallini colorati servono pure a qualcosa ?
      A contraddistinguere i sentieri di neve in Alaska !

  • quale migliore pubblicità sta nel fare dichiarazioni del tipo:” Non farò più arte, non produrrò più nulla, non farò più concerti , etc, etc”. Vecchia tecnica, ma sembra sempre funzionare.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      l’arte mercantile e superficiale, produce un’arte mercantile e cinica.

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