Il Museo Sorolla di Madrid si ingrandisce: i nuovi spazi sono 2000 mq in un ex garage
Nel quartiere di Chamberi, l’ampliamento del museo dedicato all’opera di Joaquin Sorolla è frutto di un investimento da 13 milioni di euro, e accoglierà le mostre temporanee. In attesa della riapertura della sede storica, casa-atelier dell’artista valenciano collegata alla nuova ala
La notizia è per gli appassionati dell’arte di Joaquin Sorolla (1863-1923), pittore impressionista valenciano, noto in Italia soprattutto grazie alla mostra antologica allestita qualche anno fa a Palazzo Reale a Milano. Dal 2024, infatti, la bellissima casa-museo dell’artista – situata nel quartiere madrileno di Chamberi e meta di turisti nazionali e internazionali – è chiusa per lavori di consolidamento. In attesa della riapertura dell’edificio storico, il Ministero di Cultura ha inaugurato l’atteso ampliamento del museo, “nascosto” tra gli edifici residenziali della vicina calle Zurbano.
L’ampliamento del Museo Sorolla nasce in un ex garage
Il nuovo spazio, concepito come un’ideale estensione della casa-museo, sorge al posto di un’ex officina e concessionaria d’auto, situata in un cortile racchiuso tra tre blocchi di edifici di sei piani. Con un investimento di oltre 13 milioni di euro, il governo spagnolo intende non solo arricchire l’offerta culturale di un museo piccolo ma molto amato da madrileni e turisti, ma contribuire anche alla conservazione del suo patrimonio. Il nuovo museo comprende, infatti, un auditorio, un’area magazzino e uno studio di restauro. Quattro ampie e moderne sale, d’ora in poi, accoglieranno le mostre temporanee dedicate al pittore della luce e alla sua cerchia artistica, con accesso diretto alla casa-museo senza barriere architettoniche.

Un progetto minimalista ma evocativo: la firma dello studio Nieto Sobejano
L’ampliamento del Museo Sorolla porta la firma dello studio spagnolo Nieto Sobejano, coppia di architetti esperti nella progettazione di spazi museali, che di recente ha vinto anche il concorso per la riqualificazione degli spazi pubblici dell’Opéra Bastille di Parigi. Fuensanta Nieto ed Enrique Sobejano fanno parte della generazione di architetti spagnoli che, seguendo l’esempio di Rafael Moneo, scelgono uno stile minimalista anche quando vogliono evocare le tracce del passato.
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Il dialogo architettonico con la villa – progettata negli anni Dieci del Novecento dall’architetto Enrique María Repullés seguendo precise indicazioni dell’artista – è sottile ma evidente. L’edificio nuovo è moderno, funzionale, sobrio ed elegante, ma riproduce nelle forme e nelle proporzioni gli ambienti della casa di Sorolla: ha un piccolo cortile interno, con piante, che evoca il patio andaluso; ampi spazi con forme e dimensioni identiche ai tre ambienti che compongono l’atelier dell’artista, al quale il nuovo edificio è collegato da un’ampia porta a vetri. Particolarmente significativi sono i tetti a capanna, spioventi, con lucernari al centro, che illuminano di luce naturale le opere esposte. In cima ai tetti, visibile solo dall’esterno, è stato creato anche un giardin che richiama il delizioso spazio verde che circonda la villa del pittore.
La storia della casa di Joaquin Sorolla in mostra
Sorolla aveva idee precise sulle caratteristiche architettoniche e decorative della propria residenza, che fungeva anche da atelier e custodiva opere e collezioni. Abituato a dipingere al cavalletto e all’aria aperta, riteneva irrinunciabili il giardino, il patio interno con piante di gusto andaluso e la luce naturale diretta negli spazi di lavoro. La mostra inaugurale, Oltre la casa dell’artista. Architetture del Museo Sorolla (1905-2026), curata da Covadonga Blasco Veganzones, ripercorre la storia dell’edificio attraverso documenti d’archivio, disegni, fotografie d’epoca e una serie di dipinti dell’artista, che ritraggono gli angoli del suo giardino, e bozzetti per la decorazione degli interni. Il percorso comprende inoltre evocativi scatti degli ambienti vuoti della villa, realizzati dai fotografi José Manuel Ballester, Fernando Maquieita e Jonas Bel, e un interessante plastico che mostra l’evoluzione dell’edificio nel corso di oltre cent’anni.

L’esposizione mostra come una residenza privata sia diventata negli anni uno dei musei pubblici più amati e visitati di Madrid. Poco dopo la morte di Sorolla, infatti, Clotilde, moglie generosa e lungimirante, donò al governo spagnolo l’intera villa e il suo patrimonio artistico; già nel 1932 l’edificio fu trasformato in museo. Casa Sorolla divenne così un archivio vivo che presto tornerà accessibile, adeguato alle nuove esigenze del pubblico, senza perdere il fascino d’antan dei suoi ambienti originali.
Federica Lonati
Tras la casa del artista. Arquitecturas del Museo Sorolla (1905-2026) // fino al 10 gennaio 2027
Museo Sorolla
Calle Zurbano 68, Madrid
Ingresso libero
Scopri di più www.cultura.gob.es/msorolla
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