Street Art al Macello. Succede a Roma

Alla Pelanda di Roma, la Street Art si presenta sotto il titolo “Urban Legends”. Una mostra della 999Contemporary con sei artisti italiani e sei francesi che, fino al 10 agosto, propone generazioni e linguaggi artistici a confronto tra esposizioni indoor e outdoor, live painting, workshop, conferenze, musica e street food. Abbiamo incontrato il curatore Stefano S. Antonelli.

Urban Legends - photo Carlo Taccari, FreakinART.com

In un periodo di generalizzato fermento per la Street Art, i fondatori del progetto 999, Francesca Mezzano e Stefano Antonelli, propongono una mostra/confronto tra quella che da oltre un decennio è l’arte urbana internazionale e le nuove generazioni di street artist nell’ambito di un ritrovato rapporto con il museo d’arte contemporanea. La Street Art è in continuo divenire e questi dodici artisti – fra i quali C215, Alexone, Philippe Beaudelocque, Epsilonpoint, Popay, Seth, Eron, Moneyless, Lucamaleonte, Tellas, 108 e Andreco – entrano in quel processo istituzionale che è il museo.
Lo spazio dell’ex mattatoio accoglie un sobrio muro bianco per ogni tela: così viene presentata la prima sezione espositiva dedicata alle singole opere degli artisti succitati, mentre della seconda sezione fanno parte le cinque grandi opere eseguite a più mani. Durante l’opening di Urban Legend, quando il pubblico arrivava alla spicciolata e nell’aria risuonava I shot the sheriff, abbiamo scambiato qualche parola con Stefano Antonelli.
Nonostante la “musealizzazione” della Street Art riduca quel valore urbano e intrinseco dell’opera, per Antonelli “l’unico elemento di continuità tra la mostra e le opere in strada è la gratuità: per questo abbiamo lottato per ottenere una mostra gratuita, perché come la Street Art è gratuita in strada, così è gratuita qui”. Ma cos’è Urban Legends?“Una mostra di street artist che dipingono opere su tela. L’idea nasce dal fatto che l’artista possa vivere del proprio lavoro e il modo più tradizionale per fare ciò è vendere attraverso le gallerie; l’augurio è che la Street Art conquisti il grande collezionismo storico, altrimenti sarà ricordata come un movimento minore”. Inoltre, prosegue Antonelli, “la Street Art appartiene alla strada, ma le opere eseguite per le gallerie sono un’altra cosa. Il movimento sta cercando una sua strada nel contemporaneo, il contemporaneo sta andando in strada”.

Urban Legends - photo Carlo Taccari, FreakinART.com
Urban Legends – photo Carlo Taccari, FreakinART.com

Gli chiediamo ancora se esista una continuità tra questi giovani italiani e la nostra tradizione artistica del secondo Novecento. “Certo, la Street Art italiana, che parte dalle città ma si sviluppa in provincia, è astratta, poco metropolitana, ma molto a contatto con la natura. Ecco due esempi, Moneyless e 108: il primo riprende i concetti spaziali di Fontana e il secondo è un artista totalmente assimilabile a Burri; insomma, c’è continuità e questi ragazzi guardano quel tipo di ricerca artistica che si è sviluppata dagli Anni Cinquanta in poi”.
Urban Legends è una mostra sulla Street Art che deve essere assimilata all’interno di una rinnovata e triplice accezione storico-artistica che abbraccia il passato, vive il presente/contemporaneo e crea le basi per il futuro.

Giuseppe Arnesano

Roma // fino al 10 agosto 2014
Urban Legends. I giorni della Street Art
a cura di Stefano S. Antonelli
MACRO TESTACCIO
Piazza Orazio Giustiniani
06 671070400
[email protected]
www.urbanlegendstheshow.com

 

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Giuseppe Arnesano
Storico dell'arte e curatore indipendente. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali all'Università del Salento e in Storia dell'Arte Moderna presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha conseguito un master universitario di I livello alla LUISS Master of Art di Roma. Giornalista pubblicista, iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti dal 2011, collabora come critico d’arte con Artribune dal 2011. Nel settore della comunicazione culturale, dal 2013 a oggi, ha lavorato con la Soprintendenza Speciale del Polo Museale Romano, con la Fondazione Torino Musei e la Fondazione Carriero a Milano. Tra le mostre recenti è co-curatore del progetto “Studio e Bottega - Tradizione e Creatività nel segno dell’Arte”, ideato da Ilaria Gianni e realizzato negli spazi della Fondazione Pastificio Cerere di Roma.
  • angelov

    Mi voglio rovinare…

    Che tutto ciò che è Immagine debba essere anche pittura, e che tutto ciò che sia tridimensionale sia anche scultura, a condizione che venga esibito in un luogo delegato (galleria d’arte o museo), e seguito e protetto da chi di dovere, mi sembra un modo di avallare quel sistema di standardizzazione che, come un rullo compressore che nulla risparmia, sta appiattendo e annichilendo in ogni contesto sociale la qualità intrinseca nel concetto stesso di Cultura.

    In pratica, se non hai Idee al momento, fermati e non continuare ad imbrattare, solo per sentirti dire dallo specchio delle tue brame di essere il migliore del reame, o con la scusa che ti stai mantenendo con il tuo lavoro; molti grandi artisti, in periodi di magra, si sono accontentati di sopravvivere facendo un lavoro alternativo; ma questo nessuno lo vuol sentir dire…