Michele Valori: nomen omen

“L’architettura nasce dalla civiltà di un popolo, da un’industria attrezzata, da scuole serie e selezionatrici, dall’educazione della gente, dall’onestà delle imprese, da buone semplici sensate legislazioni e da un minimo di fede nell’avvenire”. Michele Valori al Maxxi di Roma, fino al 17 febbraio.

Michele Valori - Complesso di residenze popolari UNRRA Casas - Fondo Gravina, Catania, 1949/1959 - Courtesy Fondazione MAXXI

Uno dei più grandi protagonisti dell’architettura italiana del secondo Novecento, promotore di riforme all’interno dell’edilizia popolare e di quella residenziale. Uomo di grande carisma, prese parte alla realizzazione del nuovo piano regolatore di Roma negli Anni Sessanta, perché “gli architetti non parlano più di architettura e… finiscono col non farne. […] Ma intanto si costruisce lo stesso, e l’edilizia, quella che sanno fare tutti, anche i costruttori pizzicagnoli o i costruttori fabbricanti di caramelle, dilaga ovunque”.
Urbanista e docente Michele Valori (Bologna, 1923 – Roma, 1979) viene ricordato in una dettagliata retrospettiva al Maxxi. Anticipata a Venezia in occasione della Biennale di Architettura, l’esposizione romana vanta 35 nuove testimonianze. Progetti come la Torre spagnola (Matera, 1954) o il Progetto INA casa (Civita Castellana, 1950), appunti, fotografie, interviste, modelli. La maggior parte proviene dall’Archivio Valori, che nel 2006 la famiglia donò alla collezione del Maxxi Architettura: circa 2.776 elaborati, 5.330 materiali fotografici, 5 modelli, documenti e materiali a stampa divisi in 5 serie. A completare il percorso, un touchscreen per accedere direttamente alle realizzazioni, interagendo con esse.

Michele Valori - Complesso di residenze popolari UNRRA Casas - Fondo Gravina, Catania, 1949/1959 - Courtesy Fondazione MAXXI
Michele Valori – Complesso di residenze popolari UNRRA Casas – Fondo Gravina, Catania, 1949/1959 – Courtesy Fondazione MAXXI

L’importanza di Valori viene fuori in diverse sfumature, anche quando collabora al fianco di architetti prestigiosi come Ludovico Quaroni e Mario Ridolfi. Sempre con passione, metodo e qualità professionale. Il tema dell’abitare fu a lui estremamente caro, tanto da diventare una scelta di vita perfino nei controversi interventi attuati nei quartieri Tiburtino e Corviale. Testimonianze che valorizzano il suo contributo al dibattito sull’architettura, l’interesse per lo sviluppo urbano, l’attenzione all’ambiente e il recupero dei centri storici. L’uomo Valori si fonde completamente con l’architetto, con passione e vivacità. A tal punto che lo stesso dualismo interno/esterno finisce per diventare la metafora del rapporto individuo/società.
Rivoluzionario e impegnato, “Michele tendeva alla massima semplicità, ricercava una secca essenzialità, una schietta, ‘naturale’ ma scarna eleganza. Al tempo stesso, lui, non solo culturalmente raffinatissimo, considerava una debolezza – inutile e immorale – ogni esagerata raffinatezza di forme. Etica ed estetica gli sembravano inscindibili” (Arnaldo Bruschi). Più che una mostra, una testimonianza delle importanti trasformazioni strutturali che hanno toccato, oltre Roma, l’intera penisola.

Michele Luca Nero

Roma // fino al 17 febbraio 2013   
Michele Valori – Abitare le case       
a cura di Maristella Casciato e Susanna Nobili      
MAXXI

Via Guido Reni 4a 
06 3225178
[email protected] 

www.fondazionemaxxi.it

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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.