Un ciclo di mostre è allestito sotto terra in un ipogeo del quartiere Pigneto a Roma 

Si chiama “Sottoforma” il nuovo ciclo di mostre che animerà l'ambiente, riscoperto e ristrutturato, sotto lo storico Bar Necci del quartiere Pigneto. Ecco tutti gli appuntamenti da non perdere fino a maggio

Era il 2020 quando una famiglia di imprenditori acquisì la proprietà di un antico bar nel quartiere Pigneto, ereditando un ipogeo di epoca romana. Risalente al I Secolo a.C., l’ipogeo era originariamente utilizzato come cava di pozzolana; nel XIX Secolo fu impiegato come cantina vinicola e, durante la Seconda Guerra Mondiale, come rifugio antiaereo.
Dopo una ristrutturazione, l’Ipogeo sotto allo storico bar Necci dal 1924 ha riaperto al pubblico il 12 marzo, diventando un polo espositivo con Sottoforma, un ciclo di mostre che indaga il tema dell’invisibile attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. 

“Sottoforma”: il ciclo di tre mostre che indaga l’invisibile nell’Ipogeo Necci

“Le mostre si articolano attorno all’idea di invisibile come forma di conoscenza. Ogni fase del progetto espositivo ne propone una declinazione differente”, spiega a Artribune Donatella Giordano, curatrice insieme ad Agatha Jaubourg del progetto Sottoforma. “Nel primo ciclo, l’invisibile coincide con ciò che non si vede ma si percepisce; nel secondo, si manifesta come ciò che sfugge alla comprensione immediata; infine, nel terzo assume la forma di ciò che esiste ma sfugge alla coscienza. In questa prospettiva, l’invisibile non coincide soltanto con una dimensione percettiva o cognitiva, ma si estende a ciò che, pur essendo presente, viene sistematicamente dislocato ai margini dell’attenzione. Esiste infatti una zona del reale che non si sottrae per assenza, ma per eccesso di esposizione, per saturazione, per interferenza”.

La mostra di debutto di “Sottoforma” a Roma

A inaugurare il ciclo di mostre nell’ipogeo del Pigneto sono le opere di Eva Marisaldi ed Enrico Serotti, in dialogo con quelle di Luca Vitone (visibili fino al 31 marzo). Il confronto esplora la dimensione dell’invisibile come ciò che non si rivela a un primo sguardo, ma incide sulla costruzione dell’esperienza.
L’installazione di Marisaldi, realizzata nel 2017 con Serotti per la Cisterna Romana di Villa Medici, separata dai dispositivi visivi e meccanici originali (video e scatola meccanica), mantiene la propria forza evocativa diffondendosi nello spazio e avvolgendo il pubblico. A questa si affianca Il gladio fulminato. Omaggio a Filippo De Pisis, l’installazione olfattiva di Vitone realizzata nel 2022 per il Museo Novecento insieme alla maître parfumeur Maria Candida Gentile.

Tutti gli appuntamenti di “Sottoforma” a Roma

Dal 9 al 30 aprile, il secondo momento espositivo accoglierà i lavori di Iginio De Luca e Liliana Moro, proseguendo la riflessione sull’invisibile, inteso come ciò che non si comprende immediatamente e richiede uno sforzo di decodifica. De Luca interviene nello spazio con un messaggio codificato in codice Morse, traducendo l’aforisma 146 di Friedrich Nietzsche tratto da Al di là del bene e del male. Il Morse introduce una doppia soglia percettiva: da un lato rende visibile un linguaggio, dall’altro lo sottrae alla comprensione immediata, rallentando e intensificando l’esperienza.
In parallelo, l’installazione sonora Rumore Bianco diLiliana Moro, concepita per la commissione speciale all’Arte Fiera di Bologna 2022, trasforma lo spazio in un campo acustico immersivo.

Tra la fragilità del presente e la dimensione invisibile della memoria

Dal 12 al 14 maggio 2026, la terza fase del progetto vedrà José Angelino ed Elena Bellantoni attivare lo spazio sotterraneo con opere che esplorano la fragilità del presente e la dimensione invisibile della memoria. Con Mosquitos, Angelino lavora su frequenze minime, evocando un ecosistema quasi impercettibile. L’installazione sonora e meccanica, nata nel 2019 per la mostra Risonanze ed Individualità al Museo dell’Arte Mineraria di Iglesias, è composta da elementi in vetro capovolti, all’interno dei quali micromagneti, stimolati da campi elettromagnetici, si muovono e urtano le superfici, generando un suono sottile e pulsante che ricorda il ronzio di un insetto in movimento.
Nella stessa occasione, Bellantoni presenta Lucciole, opera nata nel 2015 in occasione dell’undicesima Giornata del Contemporaneo presso Alviani ArtSpace, all’interno dell’Aurum di Pescara. L’installazione è ispirata allo scritto corsaro di Pier Paolo Pasolini del 1975 sulla scomparsa delle lucciole.

Roma // Sottoforma
Bar Necci dal 1924
Via Fanfulla da Lodi 68
Dal 12 al 14 maggio 2026

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Redazione

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