Nuda verità

Indagare il nudo e, di riflesso, la società. In compagnia di sedici fotografi di fama internazionale, suddivisi in due mostre sequenziali. Fino al 24 aprile, nella romana One Piece Art, la seconda tranche. E presto alla fiera Roma Contemporary.

Jan Saudek - Kisses in the moonlight - 1986 - courtesy Mondo Bizzarro Gallery, Roma

Soggetto fra i più seducenti – ma anche problematici – della tradizione artistica, il nudo non ha mai perso il suo fascino. Rappresentato nel tempo come simbolo, mito, allegoria, forma ideale (Nuda veritas, nuda simplicitas), fino a irrompere, vibrante di energia dionisiaca, nella realtà. Per provocare, indignare e perfino disgustare nella sua irritante naturalezza.
Ancora più del disegno o della pittura, la fotografia, per la sua intrinseca qualità mimetica in bilico tra documento e opera, può innescare conflitti e richiede distinzioni. Ecco, allora, il suggestivo spazio della galleria farsi cornice di questa analisi. In mostra – divise in due sessioni – opere in bianco e nero e a colori di fotografi di fama internazionale, dagli Anni Settanta a oggi. Che vedremo in un’unica formula espositiva in occasione della prossima Roma Contemporary.

Elisabetta Catalano - Paola Pitagora nella Luna by Fabio Mauri - 1970-77

Ogni artista”, scrive Barbara Martusciello nel testo critico che accompagna la mostra, “ha proposto attraverso il nudo la propria visione: presentandone pieghe tra le più disparate, talvolta nette, altre più velate alla ricerca di un’autenticità oggi più che mai da recuperare e difendere”.
Nel complesso, una variegata sequenza di corpi “svelati”. A cominciare dai raffinati ritratti di Elisabetta Catalano, che mette a nudo l’intimità dei personaggi celebri, all’erotismo vistoso e decadente di Irina Ionesco; dalla ostentata transessualità del protagonista di Joel Peter Witkin all’algida virilità, cristallizzata nel tempo, dell’atleta di Sandro Fogli. E ancora, dalla poetica essenza del piacere puro che satura i colori della foto di Claudio Abate all’esibizionismo visionario-erotico che trasuda dai toni acidi della stampa acquerellata di Jan Saudek. Dalle tenebre dell’inconscio emerge la donna di Fernanda Veron, consapevole della propria potenza ancestrale, mentre la donna-schiava – nella polaroid di Nobuyoshi Araki – è ripresa in una scena bondage.

Giovanni Cozzi - Androgine on black rocks - 1996

Attraverso il mezzo fotografico, quest’indagine sul corpo come “territorio intersoggettivo, personale e politico” si fa anche indagine sulla società. In molte (se non in tutte) delle sue intonazioni.

Lori Adragna

Roma // fino al 24 aprile 2012
La verità è nuda #2
testo critico di Barbara Martusciello
ONE PIECE ART
Via Margutta 53b
06 32651909
[email protected]
www.onepieceart.com

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Lori Adragna
Lori Adragna nata a Palermo, vive e lavora a Roma. Storico dell’arte con perfezionamento in simbologia (Arte e simboli nella psicologia junghiana). Critico e curatore indipendente, dal 1996 organizza mostre ed eventi culturali per spazi privati e pubblici tra cui: Museo Nazionale d’Arte orientale di Roma; Villa Piccolomini, Roma; Museo D'Annunzio, Pescara; Teatro Palladium, Università Roma Tre; Teatro Furio Camillo, Roma; Palazzo Sant’Elia, Palermo; Museo di Capodimonte, Napoli; Complesso monumentale di San Leucio, Caserta; Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, Roma. In veste di consulente editoriale e artistico ha collaborato inoltre per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (realizzando cataloghi e mostre nel Complesso monumentale di S. Michele a Ripa). I suoi testi sono pubblicati su enciclopedie, libri, cataloghi, in Italia e all’Estero. Scrive come free lance per numerose riviste specializzate nel settore artistico.