Ecoquartieri del futuro

Nella visione della città del futuro, il concetto di ecoquartiere riunisce le migliori strategie da attuare e perseguire per realizzare condizioni di benessere e sviluppo sostenibile locale. Obiettivi ambiziosi, sviluppati dal governo francese a partire dagli Anni Novanta, per recuperare porzioni di città che versano in condizioni di degrado: quartieri che siano dunque in grado di rispondere alle sfide ambientali, sociali ed economiche del nostro tempo.

ÉcoQuartier di Marsiglia

Il Ministero francese dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile ha indetto nel 2009 e 2011 un concorso nazionale che ha premiato i migliori progetti di quartieri green e innovativi. Alla fine del 2012 è stato inoltre lanciato il marchio ÉcoQuartier, uno strumento certificato per promuovere e sostenere la crescita urbana.
Anche Marsiglia ha adottato da tempo le politiche nazionali di riqualificazione, le quali hanno saputo trasformare il volto della città. Capostipite il progetto Marseille Euroméditerranée, lanciato nel 1995, e che ha progressivamente coinvolto la zona urbana, attraverso linee di azione quali sviluppo economico e urbano, promozione della città e rivitalizzazione dei quartieri esistenti. Un’operazione da oltre 7 miliardi di euro tuttora in corso, per rilanciare un’area di oltre 480 ettari tra il porto commerciale, il vecchio bacino portuale e la stazione del Tgv, al cui interno si inseriscono i grandi progetti di alcune archistar (Hadid, Nouvel, Ricciotti, Fuksas e altri).
Altro appuntamento fondamentale, il campionato di calcio Uefa Euro 2016: Marsiglia sarà infatti una delle città principali a ospitare la competizione, con il Vélodrome completamente rinnovato e parte di un progetto più ampio per la creazione di un nuovo ecoquartiere di oltre 100.000 mq, che ospiteranno tra gli altri servizi commerciali, aree terziarie e spazi destinati a social housing, casa dello studente e residenza per anziani.
Interventi a lungo termine, che devono dare risposte duplici: migliorare la qualità della vita coinvolgendo nel processo decisionale i cittadini, in modo che possano riappropriarsi democraticamente dell’identità del luogo in cui vivono.

Elisabetta Biestro

www.euromediterranee.fr

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #13/14

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Elisabetta Biestro
Laureata in Architettura per il restauro e la valorizzazione dei beni architettonici e ambientali, dal 2009 scrive per il mensile "Il Giornale dell'Architettura". Ha collaborato tra gli altri con Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione no profit che promuove il protocollo per edilizia sostenibile certificata LEED®. Si è specializzata in corsi post-laurea legati alla gestione e controllo di progetti complessi, e nella divulgazione di tematiche quali conservazione del patrimonio architettonico e ambientale, interventi nei Paesi in via di sviluppo a basso costo e sostenibili. Attualmente cura le attività dell'ufficio comunicazione di una multiutility con sede in Piemonte, che sviluppa progetti legati alle energie rinnovabili e all’ambiente.