E il sari vince

Il 2013 è iniziato sotto il segno delle donne in architettura: a dispetto delle statistiche, guadagnano posizioni, vincono premi, ricevono riconoscimenti. Anche in India, società nettamente patriarcale, dove a vincere è un giovane architetto di New Delhi.

SpaceMatters, INHWA Business Centre - photo Sanjeet Wahi

Amrita Ballal, partner dal 2005 dello studio SpaceMatters, è stata riconosciuta tra le migliori firme architettoniche in ascesa dell’India e “incoronata” dall’Architect’s Journal come “Emerging Woman Architect of the Year”. Niente male, per una che ha a malapena trent’anni. Considerando inoltre che, dal 2012, è anche co-fondatrice di ARCHIlab – Action Research for Critical Habitat Innovation Laboratory, progetto di ricerca internazionale che si è occupato, fra gli altri, di creare una mappatura socio spaziale degli homeless di New Delhi.
Un architetto impegnato, dunque, che sa coniugare progettazione urbana e interior design, attraverso una visione multidisciplinare che usa l’architettura tradizionale indiana, il valore dei luoghi e la saggezza delle genti come punto di partenza. Interessata al lato sociale ed ecologico dell’architettura, Amrita Ballal ha studiato prima alla School of Planning and Architecture di New Delhi, per poi traferirsi alla Norwegian University of Science and Technology, specializzandosi appunto in Urban Ecological Planning. Tuttora collabora con molte università perché, afferma, “la practice non è mai separata dalla research”.

Amrita Ballal
Amrita Ballal

I suoi riferimenti femminili? Kazuyo Sejima, Maya Lin, Zaha Hadid, Anupama Kundoo, Didi Contractor.

Giulia Mura

www.spacematters.in

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #12

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.